L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 7 - 10 aprile 2005

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Ad ognuno il suo Carneade

 

Rubrica a cura di Carlo Catanossi


Me ne stavo in poltrona davanti al camino leggendo qualcosa quando il presentatore del quiz serale formulò la sua domanda. Ma fece una premessa: "questa è veramente facile!". Il concorrente, laureato in fisica e ricercatore presso una università del nord, ne fu contento perché questa facilità gli avrebbe consentito di portare a casa un bel gruzzolo di soldi. Ed invece arrivò il panico insieme alla domanda.

 

Sentite questa: "Se mi trovo a Campo Imperatore nell’estate del 1943 chi posso incontrare? Quattro le risposte possibili: Gabriele D’annunzio, Arturo Toscanini, Guglielmo Marconi, Benito Mussolini". La domanda è veramente facile per chi solo avesse fatto un po’ di storia alle elementari: evidentemente il nostro, che ha superato l’esame di stato della scuola superiore che avrà frequentato, che ha dato la tesi di laurea nella materia accademica scelta, che ha vinto un concorso per un dottorato di ricerca, non ha in pratica la storia patria del novecento. Lasciamo perdere le considerazione che potremmo fare sullo stato della scuola e della selezione accademica nel nostro Paese e proviamo a farci altre domande.

 

Perché una persona di cultura medio alta non sa rispondere a semplici domande su personaggi della nostra storia? Può essere solo il suo Carneade? Quali possibili azioni affinché possa crescere un po’ il livello medio delle informazioni nella popolazione del nostro Paese? Ho pensato anche a queste cose quando ho sentito la proposta di sostituire l’intestazione della via Carlo Marx con una più consona al sentire dei nostri tempi: i Martiri delle Foibe Giuliane.

 

Facciamo qualche premessa: non ho mai avuto simpatie per quel filosofo che mi è sempre stato ostico come pensatore; sono poi convinto che da quelle teorie è derivata una delle prassi politiche del novecento (il comunismo) più rovinosa e perversa che l’umanità abbia conosciuto tanto da provocare milioni di morti in guerre, epurazioni, migrazioni, e chi più ne ha più ne metta ... Ma, ciò detto, non sono sicuro che sia bene annullarne il ricordo nella toponomastica cittadina. E non credo sia necessario cancellare tale intestazione per ricordare i martiri italiani delle foibe.

 

Il ricordo degli eventi o delle persone non dà soltanto un attestato di valore positivo a ciò che si rammenta. Son dell’avviso invece che sia opportuno pagare qualche prezzo pur di far ricordare parti di storia alle giovani generazioni. Sulla questione ho visto accalorarsi diverse persone con diverse opinioni: alcune mi lasciano sgomento (come fa il dirigente sindacale a presentare l’inopportunità del cambio motivandola con le spese per i bolli nella variazione dei documenti?) altre mi sembrano insufficienti. In una città in espansione ci sono spazi e vie per tutti. Mi pare più importante far crescere la consapevolezza di ciò che si intende ricordare con quelle targhe.

 

Con ciò intendo affermare che non toglierei la via intestata a Marx ma specificherei il motivo per cui abbiamo intestato una via ad un filosofo, ne promuoverei il ricordo e la motivazione non la celebrazione. D’altro canto ci sono altre vie che nella nostra città sono piuttosto anonime: qualcuno ricorda ancora cosa è successo il cinque luglio? E il venticinque luglio?

 

Ogni volta che vado a Bologna entro in città per via Stalingrado: forse nessuno ha informato gli amministratori di questa città che questo nome non esiste più? Eppure il nome evoca ancora in tante persone ricordi ed emozioni che hanno diritto di cittadinanza. Allora dedichiamo pure vie, piazze, case e scuole a chi volete ma specifichiamo: pensatore, filosofo, dittatore, data della tragedia tal dei tali o della letizia tal’altra, partigiano, imprenditore, emigrato o immigrato. E’ necessario sapere il perché si fa una dedica di un pubblico spazio o edificio a qualcuno senza più dare per scontato che sia tutto conosciuto.

 

A queste condizioni ritengo che tutti possano aspirare alla loro via e sopporterei, oltre a Marx, anche altri personaggi scomodi e perfino dittatori conclamati.


P.S. Ovviamente a Campo Imperatore nel ’43 c’era Mussolini prigioniero (liberato poi dai tedeschi); il cinque luglio si ricorda la liberazione di Gualdo; il venticinque luglio è la data di riunione del Gran Consiglio del Fascismo che decretò la caduta del duce.

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