L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 7 - 10 aprile 2005

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  CON LA TESTA FRA LE NUVOLE (98)  

Rubrica amatoriale di meteorologia e climatologia a cura di MeteoAppennino


Il "cuore" allontana il fulmine

Qualche ipotesi su un fenomeno meteorologico bizzarro.


Mercoledì 30 marzo, ore 18, a Fabriano diluvia. Il temporale è iniziato poco dopo le 17 e, fra lampi e tuoni, l’acqua viene giù prima lievemente, poi con una certa intensità. Nello stesso momento, fra Umbertide e Gubbio, un'altra cellula temporalesca dà il meglio di sé, mentre un temporale ancora più intenso interessa la zona fra Valtopina e Foligno. E a Gualdo? Be’, a Gualdo non piove: sulla statale 76, la pioggia giunge fino all’ultima galleria prima di Fossato. Sulla Pian d’Assino, già a Branca piove, anche se non con grande intensità. Stessa cosa, sulla Flaminia, da Nocera in giù e da Sigillo in su. ancora una volta, in occasione di instabilità atmosferica e di temporali primaverili ed estivi, la zona compresa fra Gualdo Tadino e Fossato di Vico resta completamente all’asciutto.

 

Solo quando, dopo le 20 dello stesso giorno, i venti si orientano decisamente da nord est e la nuvolosità si ammassa lungo il crinale appenninico, solo in quel momento comincia a cadere pioggia su Gualdo, proprio mentre ovunque i temporali sono ormai cessati. Insomma, visto che non è e non sarà la prima volta che questo succede, ci si potrebbe chiedere come mai questo avvenga: come mai la città "a forma di cuore" lascia lontani lampi e tuoni?

 

Stiamo ... freschi

 

La risposta a questo fenomeno così curioso non è semplice, ma si possono fare alcune ipotesi. La prima, la più ovvia, è la seguente: in primavera ed in estate, quando si verificano situazioni temporalesche del genere, questo avviene per la presenza di aria piuttosto fredda in quota che favorisce l’ascesa delle correnti di aria che si riscaldano a contatto del suolo. Ovviamente, perché si crei una corrente ascensionale che dia poi origine ad una nube temporalesca, una porzione di terreno deve riscaldarsi di più rispetto alle zone circostanti. Orbene, la zona di Gualdo Tadino ha il vantaggio di essere più ventilata rispetto ad altre zone dell’Umbria e questo, specialmente d’estate, mantiene le temperature massime un pochino più basse rispetto ad altre zone. Scaldandosi di meno, dunque, il territorio gualdese è statisticamente meno interessato da fenomeni temporaleschi. Si aggiunga che il centro abitato di Gualdo, rispetto ad altri centri dell’Umbria, è di dimensioni ridotte ed ha una struttura meno compatta (si pensi, al contrario, a Gubbio, a Perugia, a Foligno): questo crea un minore surriscaldamento dell’area urbana (è il fenomeno detto "isola di calore") e quindi correnti ascensionali meno intense.

 

Fuori dalle rotte temporalesche

 

Il secondo motivo è, a quanto pare, di ordine orografico. In primavera e in gran parte dell’estate, i temporali si originano per l’afflusso di area continentale fredda e secca proveniente da nord est, o umida ed instabile proveniente dall’Atlantico. Nel primo caso, la particolare conformazione ed orientamento delle valli fluviali delle Marche, crea una sorta di "corridoio preferenziale": le cellule temporalesche si originano o sulla Val Metauro, o sulla Vallesina o sulla Val di Chienti e poi scivolano verso ovest, con una traiettoria che taglia di circa 30-45°C la direzione del vento in quota. Per questo motivo finiscono per interessare l’Alta Valtiberina e Città di Castello (che è una delle zone più temporalesche dell’Umbria), la zona compresa fra Fabriano, Gubbio ed Umbertide e la zona di Nocera Umbra. Più a sud Terni e Spoleto ricevono le cellule temporalesche che si formano a ridosso del Sibillini. Gualdo ne viene, statisticamente, saltata. Se, invece, il vento in quota proviene da sud-ovest, allora le cellule temporalesche si formano sulla Val di Chiana, sconfinano in Umbria secondo la direttrice Trasimeno sud-Perugia (e, difatti, la sua periferia occidentale è molto più interessata da fenomeni temporaleschi rispetto a quella orientale) - Gubbio; oppure Orvieto - Todi - Foligno. Molto probabilmente è il Subasio a creare quest’effetto "spartitemporale", che lascia Gualdo all’asciutto anche in questo caso.

 

C’è temporale e temporale ...

 

Questo non significa che Gualdo Tadino non venga mai interessata da temporali: se questo avviene, però, non si tratta di temporali "di calore", che si originano cioè per il riscaldamento del suolo, ma di temporali frontali, di quelle cellule che si originano dal contrasto fra masse d’aria di origine diversa. Proprio a questo tipo di tempeste è dovuto, infatti, il nubifragio dello scorso 1° giugno (oltre 120 mm in poche ore). Non parliamo poi dei rovesci dovuti all’effetto stau, quello, per intenderci, responsabile dei metri di neve caduti quest’inverno: in quel caso, Gualdo Tadino detiene il primato assoluto.

 

Pierluigi Gioia

 


METEO

 

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