L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 7 - 10 aprile 2005

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DAL ROTARY

Una conferenza sull'elisir di lunga vita


Interessante, credibile e per certi versi entusiasmante la conferenza del prof. Domenico Venarucci, direttore del laboratorio di patologia clinica dell'Istituto di patologia medica dell'Ospedale Geriatrico di Fermo.

 

Il prof. Venarucci, anche docente universitario presso la Facoltà di Scienze di Camerino, ha affermato che sono state fatte ricerche sugli ultracentenari in Italia, circa 4.220 ed uno dei 10 gruppi è proprio il suo; i risultati dimostrano che su 10 centenari 9 sono donne, le quali vivono in media sei anni in più degli uomini; per riuscire a capire le cause della maggiore longevità femminile, numerose ricerche hanno confermato che la componente genetica è quella che permette di sperare di arrivare al traguardo dei cento anni e le donne sarebbero più predisposte per il fatto che hanno più DNA nel loro cromosoma (XX) l’uomo (XY), pur non escludendo altri fattori come l’alimentazione o il modo di vivere. Poiché l'invecchiamento, secondo una definizione di una scuola inglese, è il processo che trasforma una persona sana in una fragile, esso si presenta preferibilmente alla fine del periodo della fertilità riproduttiva, insomma la benzina che abbiamo alla nascita, tutta quella che si spende in giovane età, soprattutto per la riproduzione e quindi per tramandare la specie, è a scapito di quella che rimarrà per la vecchiaia.

 

Ma sono le teorie più moderne, quelle sull’accumulo di radicali liberi nelle cellule del nostro corpo probabilmente le vere cause dell’invecchiamento, invecchiamento psichico, fisico ed emozionale, sì perché siamo purtroppo vecchi se non proviamo più emozioni. Un ruolo determinante per un precoce invecchiamento lo può svolgere inoltre un anomalo aumento del cortisolo combinato con un eccesso di stress o con alimentazioni grasse, soprattutto pasti grassi a cena.

 

In sostanza dalle ricerche è emerso che gli ultracentenari, i quali nella quasi totalità sono esenti da diabete e da malattie cardiovascolari, hanno:

  • un fattore proinfiammatorio, interleuchina 6, assente , mentre hanno presenza di interleuchina 10; utili parametri per chi vuol conoscere il proprio furturo, senza ricorrere alle carte indovine.

  • globuli rossi, portatori di ossigeno a tutti gli organi, più piccoli e con membrane allungabili in maniera da poter transitare anche nei capillari di sezione microscopica; l’anziano soffre proprio di circolazione difettosa nel microcircolo; i folati contenuti nelle verdure e insalate possono contribuire a rimpiccolire i globuli rossi e favorire una buona microcircolazione; da qui una dieta con alte dosi di verdure.

E' emerso inoltre che una dieta ipocalorica, contenente però almeno otto degli amminoacidi essenziali alla vita, nei topi fa allungare la vita di un 25%; "quindi non diete "dissociate, ma un po’ meno ma di tutto".

 

Alla richiesta di alcuni soci del Rotary di poter assaggiare una porzione di elisir di lunga vita come promesso all’inizio della conferenza, il prof. Venarucci apriva la voluminosa borsa ma ... ahimè essa era vuota e concludeva simpaticamente che "l'elisir di lunga vita non è stato ancora scoperto; comunque, vi svelo un mio segreto: la vita c’è un solo modo di allungarla, fare di tutto per non abbreviarla".

 

GG

DEL PIU' E DEL MENO

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