L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 7 - 10 aprile 2005

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La sacra rappresentazione

del Venerdì Santo


03vensan.jpg (11560 byte)Anche se, per ragioni di calendario, può apparire che siamo in ritardo tornare sull’argomento è d’obbligo: si è rinnovata anche per il 2005 la annuale, tradizionale, rievocazione della Passione di Cristo, in parte anticipata nel nostro ultimo numero con la fotonotizia riportata in prima pagina.

 

La sacra rappresentazione, che si accompagna alla processione del Venerdì Santo, è una delle più radicate tradizioni della realtà gualdese e la sua risonanza travalica il ristretto ambito locale tanto che sempre più numerosi sono i "cultori" di queste tradizioni di ogni parte del paese che vengono ad assistere al suo svolgimento: ne possiamo dare testimonianza diretta per le numerose richieste di informazioni telefoniche pervenute nei giorni scorsi alla redazione del giornale.

 

Il clima relativamente mite della giornata del Venerdì Santo ha favorito così la partecipazione di un buon pubblico che ha fatto ala per le vie del centro storico, per assistere al susseguirsi dei quadri plastici formati dai circa 200 personaggi "prestati" dalla quotidianità ad una sceneggiatura curata ed attenta che, accompagnata dalla esecuzione delle laudi medievali da parte della corale diretta dal maestro Felice Pericoli, ha fatto rivivere le fasi cruciali e spettacolari dei misteri della Passione; il tutto all’insegna della fede e del misticismo tipico della tradizione popolare.

 

C’è da annotare purtroppo che, anche per questa edizione della processione, si è riproposto lo strappo fra le autorità religiose e i componenti della vecchia "confraternita della SS Trinità", del quale si è già dato conto abbondantemente su queste pagine, uno strappo di cui si invoca in tutte le sedi una ricucitura "ut unum sint", secondo il dettame evangelico: purtroppo mostrare i muscoli, aumentando il numero delle adesioni nei due sodalizi che attualmente si contendono il blasone antico della tradizione e della Confraternita contraddice le dichiarazioni di disponibilità a superare i motivi di contrasto e di divisione e non contribuisce a fare chiarezza.

 

L’opinione pubblica, la gente comune che costituisce il "popolo di Dio", auspica che i "sacchi rossi" possano tornare a sfilare in comunione nelle prossime edizioni della storica rievocazione che, da una rinnovata concordia, potrà certamente trarre nuova linfa e nuovo splendore.

 

(v.a.)

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