L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 7 - 10 aprile 2005

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Karol Wojtyla, l'uomo

che ha riscritto la storia

E' terminato il calvario del papa che ha fatto della sofferenza una nuova ed eroica forma di evangelizzazione


In questa settimana il mondo intero, attonito, si Ŕ segnato a lutto, reverente e commosso per la scomparsa di papa Giovanni Paolo II; in ogni angolo del globo hanno portato il funereo annuncio le campane di tutte le chiese e negli edifici pubblici lo hanno riproposto le bandiere a mezz’asta, da Roma alla Casa Bianca, da Nuova Delhi a Gerusalemme.

 

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Da sinistra Monsignor Giancarlo Anderlini, parroco della cattedrale di San Benedetto, Gino Bedini (sindaco), Onello Rondelli (vice sindaco), Alberto Cecconi (Pro Tadino) e Sua Eccellenza Monsignor Sergio Goretti, vescovo di Assisi, ricevuti in udienza dal papa Giovanni Paolo II nel gennaio 1985.

 

Non si pu˛ non aprire, pertanto, questo numero del giornale con un ricordo della figura e dell’opera di papa Wojtyla, del quale proponiamo l’immagine riportata in una foto del gennaio 1985, in occasione dell’udienza da lui accordata ad una delegazione del Comune di Gualdo Tadino, che gli rec˛ in reverente omaggio una ceramica artistica con l’immagine del Cristo coronato di spine ed il biancospino fiorito in gennaio.

 

SarÓ ricordato come campione indefesso delle battaglie per la libertÓ e per la difesa dei diritti dell’uomo, che ha abbattuto i muri e le divisioni della guerra fredda, condottiero non di eserciti, ma propugnatore di ideali eterni che costituiscono l’essenza stessa dell’umanitÓ, e capace con i suoi messaggi di suscitare entusiasmi di milioni di giovani; dotato di una intelligenza poliedrica, papa Wojtyla Ŕ stato un personaggio carismatico, sopravvissuto a tutte le tragedie e le contraddizioni del XX secolo, che, partendo dagli orrori e dalle distruzioni subite dalla Polonia nell’ultima guerra, Ŕ assurto ad interlocutore dei potenti del mondo, ha avuto la capacitÓ di riscrivere la storia, di modificare i rapporti fra le nazioni e fra i popoli, di sanare incomprensioni e divisioni millenarie, di aprire all’umanitÓ nuovi ed inesplorati orizzonti, di instaurare dialoghi fra confessioni religiose diverse, un alfiere della pace che ha lasciato una impronta indelebile del suo passaggio.

 

Perennemente in viaggio, da un capo all’altro del mondo, Ŕ stato il pontefice votato ad un’instancabile opera di evangelizzazione, proiettando al mondo la Chiesa della modernitÓ, facendole scoprire un nuovo rapporto, fecondo, con i mezzi di informazione di massa. ╚ stato, soprattutto, il papa dei giovani, con cui ha instaurato un rapporto profondo che andrÓ ben oltre la sua morte, portando fino in fondo il compito affidatogli, non celando, in un’epoca esteriore ed edonista, la sua sofferenza e il suo decadimento fisico.

 

Un grande della Storia, dunque, davanti alla cui figura l’UmanitÓ si Ŕ inchinata in riverente omaggio, grata per gli alti insegnamenti da lui dispensati nella sua lunga opera pastorale.

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