L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 6 - 27 marzo 2005

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  CON LA TESTA FRA LE NUVOLE (97)  

Rubrica amatoriale di meteorologia e climatologia a cura di MeteoAppennino


Esplode (in tutti i sensi) la primavera


La meteorologia, fino a pochi anni fa, aborriva il concetto di "compensazione". Ad un periodo freddo, insomma, non ne segue necessariamente uno caldo perché il tempo non ha ovviamente "memoria" degli eventi e quindi non esiste nessuna legge che compensi gli eccessi in un senso o nell’altro. Oggi, seppur con prudenza, il concetto di "compensazione" o, per dirla con altri termini di "equilibrio dinamico", non è più considerato né blasfemo né bizzarro da nessuno scienziato. Almeno sotto il punto di vista statistico o, comunque, a lungo termine. L’atmosfera, per dirla semplicemente, ha degli equilibri che tendono a restare tali per periodi più o meno lunghi, la rottura dei quali in un senso (ad es. troppa siccità) produce in tempi brevi una tendenza opposta (ad es. piogge torrenziali) che porta ad un riequilibrio "alla lunga" della sequenza climatica. Per capire un concetto del genere, basta guardare a quello che è successo quest’anno.

 

Marzo ... di nuovo pazzo

 

Una volta si diceva: Marzo pazzerello, esci col sole e prendi l’ombrello. Quest’anno la pazzia marzolina, che negli ultimi anni era stata sempre meno sensibile, si è concretizzata solo in un senso: nel brusco sbalzo di temperatura fra la prima decade e la seconda. Il mese si è infatti aperto con la giornata più fredda degli ultimi anni: - 6,6°C di minima, - 2,6°c di massima. Come a dire: Mosca, non mi fai paura! Era molto tempo che non faceva così freddo a marzo: si è trattato, del resto, della giornata più rigida di tutto questo lungo inverno. Ma non dobbiamo stupirci di queste performance della stagione primaverile (marzo, lo ricordiamo, è già considerato dalla meteorologia un mese primaverile): aveva fatto lo stesso il 9 aprile di due anni fa, quando, improvvisamente, una bufera a -5°C depositò in terra una decina di cm di manto bianco e una gelata fuori stagione (-7,8°C) stecchì tutti i germogli delle piante già in fiore. La prima decade di marzo ha, in due parole, ha avuto tutte le caratteristiche di un periodo invernale: -3,1°C la media delle minime, 4,7°C quella delle massime. Più freddo persino di gennaio.

 

Una stagione fuori di ... testa

 

Poi, come molto spesso succede in questi casi, è cambiata l’aria. Dopo 50 giorni, il robusto anticiclone sull’Atlantico si è dissolto, ed ha lasciato il posto prima alle correnti tiepide dell’Atlantico, poi ad un altro anticiclone, stavolta subtropicale, un’enorme cupola di aria calda pescata in parte sul Mediterraneo e in parte sull’entroterra africano. Il risultato si è fatto da subito vedere. Le temperature massime sono salite, prima con prudenza poi senza timore, fino a sfiorare i 20°C. Le minime si sono attestate su una media di 1,7°C (che è tipica di gennaio) e le massime sui 15,2°C (come ad aprile!). Aiuto: roba da matti! Ma la primavera è così: è una stagione fuori di testa, che fa andare fuori di testa (e non solo i giovani studenti)!

 

Mamma, che sbalzi!

 

Se non altro per le sue escursioni termiche. Pensate: dai -7,1°C del 2 marzo si è passati ai 19,7°C del 17. Dai -4,5°C dell’11 marzo, si è subito corsi ai 18,7°C del 16. Insomma: 26,8°C in 2 settimane o, se preferite, 23,2°C in 5 giorni sono veramente uno sbalzo sensibile. Ma più ancora hanno lasciato senza fiato le escursioni termiche diurne.

 

Notte di gelo, giorno di fuoco ...

 

Pensate: il 16 marzo, dagli 1,1°C della mattina si è passati ai 18,7°C delle prime ore del pomeriggio: ben 17,6°C in poco meno di 6 ore; il 17, invece, il termometro ha indicato un aumento di ben 18°C dalle 8 del mattino (+1,7°C) alle 2 del pomeriggio (+19,7°C). Sono delle escursioni elevatissime, tipiche comunque di questa zona in questa stagione. Il motivo - come già spesso abbiamo rimarcato - è senza dubbio uno: la scarsità di vapore acque nell’aria che, molto secca, non trattiene assolutamente il calore durante la notte.

 

Ed ora? che ci attende? Qualche ondata di "fresco" ci può ancora stare. Non abbassate la guardia, anche se potete decisamente riporre le pale.

 

Pierluigi Gioia

 


AMBIENTE

 

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Meteoinformazione


La sezione Cai e Umbriameteo (il primo sito internet per l’informazione meteorologica in Umbria) in collaborazione della scuola media "Franco Storelli", hanno organizzato un breve corso di meteorologia e climatologia di base, finalizzato a diffondere la conoscenza delle dinamiche del tempo a livello globale e locale, specie per le zone di montagna, per non correre rischi e capire come si realizza una previsione del tempo scientifica.

 

Emblematico il titolo che gli organizzatori hanno voluto dare al corso "Scusi, a che ora il nevone?", riprendendo proprio l’esperienza di Umbriameteo nel periodo delle abbondanti nevicate che hanno interessato il territorio gualdese negli ultimi mesi. Cospicuo ed attento è stato il pubblico degli intervenuti.

 

Le lezioni, tenute da Pierluigi Gioia e Massimiliano Squadroni di Umbriameteo, presso l’aula di scienze della scuola media "Franco Storelli" hanno avuto luogo martedì 8 e 15 marzo e lunedì 23 marzo.

 

Pierluigi Gioia può essere contattato qui.

Massimiliano Squadroni può essere contattato qui.

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