L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 6 - 27 marzo 2004

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   OSPEDALE CALAI   

Io sono vivo, grazie!


06rcalai.jpg (11750 byte)Leggo in continuazione su L’ECO del Serrasanta lettere di ringraziamento ed è forse la cosa più bella, oltre che doverosa, che chi riceve aiuto e solidarietà esprima la sua gratitudine; così anch’io che sono appena uscito da una situazione tutt’altro che bella nella quale tante sono state le manifestazioni di aiuto e di affetto, sento il dovere di ringraziare.

 

Nel pomeriggio del 10 gennaio, mentre mi trovavo nel mio orto su Lentiere, avvertii improvvisi forti dolori al torace, con vomito; salii sulla macchina e mi precipitai verso la mia abitazione in via Cesare Battisti dove, perdurando i sintomi, mia figlia si mise al volante correndo verso l’Ospedale ... appena in tempo, al pronto soccorso, in stato di semiincoscienza per arresto cardiaco, da parte del personale in servizio fui sottoposto a tutte le cure del caso compreso un energico intervento di elettroshock e, dopo essermi ripreso fui immediatamente trasferito in rianimazione a Gubbio dove, per tanti motivi, ho potuto capire che se l’avevo scampata era grazie ad un fortuito complesso di circostanza fra cui l’immediatezza e la professionalità degli interventi: medici, infermieri, strutture tutto ha funzionato al meglio e di tutto sono grato.

 

A questi ringraziamenti tuttavia ritengo doveroso aggiungerne un altro: a mons. Roberto Calai il quale a suo tempo costruì l’ospedale distante poche centinaia di metri da casa mia; dubito infatti che, se avessi dovuto raggiungere "in stato di arresto cardiaco" un ipotetico ospedale a Branca, vi sarei arrivato in condizioni di essere sottoposto a rianimazione e probabilmente sarei arrivato si o no a San Facondino.

 

Per cui, anche se non si può pretendere che tutti abbiano l’ospedale sotto casa, ritengo di poter suggerire a chi di dovere che, anche quando si andrà a Branca, un efficace presidio di pronto intervento venga mantenuto presso l’Ospedale Calai.

 

Grazie a tutti di nuovo per le attenzioni prestatemi.

 

E. S.

 


LA POSTA

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Lassateme morì

Lassateme morì


Caro Direttore, io non sono solito alzare polemiche, ma qui mi sento di intervenire.

 

Mi presento. Mi chiamo Ottaviano Talamelli classe 1925, compro regolarmente, ogni 15 giorni il vostro giornale; leggo sempre cose estremamente interessanti, alcune futili ed altre senza commenti.

 

Mi sono chiesto più di una volta: ma quelli della mia classe, che ne pensano del nuovo ospedale a Branca? Poi ripenso alla mia età e mi rendo conto che la maggior parte riposa in pace a San Facondino.

 

Quando Dio vorrà, li raggiungerò, ma finché quel momento non arriva, lasciatemi parlare.

 

Io non sono affatto d'accordo di abbandonare il Calai, sono nato a Gualdo, ho vissuto a Gualdo e non ho nessuna voglia di andare a schiattare a Gubbio. Ai miei tempi c'era anche una bella rivalità tra i due paesi, oggi non lo so.

 

Comunque mi rivolgo alle più alte autorità: se dovessi ammalarmi, e la situazione diventi critica, da fiero gualdese "lassateme morì davanti l'ospedale mio!" A Gubbio ... manco ..., diceva un proverbio.

 

Grazie per la cortese attenzione, porgo i miei più sentiti ringraziamenti.

 

In fede,

 

Ottaviano Talamelli

 

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