L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 5 - 13 marzo 2005

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   Con il contratto di servizio una maggiore spesa simulata di oltre 60 mila euro  

Umbria Acque espropria consensualmente il Comune

Le critiche della minoranza in merito al contratto di servizio con l'ATO n. 1


Il Consiglio Comunale ha approvato il "contratto di servizio" con la Società Umbria Acque, gestore del servizio per conto dell’ATO n. 1 di Città di Castello. La minoranza di centro destra, che, quando era maggioranza non ha approvato la convenzione con l’ATO, solleva critiche molto dure, ma anche molto precise e circostanziate, accusando di danneggiare i cittadini ed anche il comune. Gli argomenti di questa posizione, espressi analizzando punto per punto o se si preferisce articolo per articolo, sono contenuti in una nota che fedelmente pubblichiamo.

 

"La maggioranza di centro sinistra ha approvato un contratto che integra una convenzione che il consiglio non ha recepito e quindi è legalmente sconosciuta. Noi per responsabilità verso i cittadini non abbiamo fatto questo percorso giuridicamente "pericoloso", ma abbiamo stipulato direttamente la convenzione con l’ATO sulla base di quella approvata dalla Regione Umbria. Noi volevamo che i cittadini fossero rimasti padroni dell’acqua e di tutti gli impianti e che la società avesse solamente il compito di gestirli, mentre l’attuale maggioranza di centro sinistra ha scelto di regalare il tutto senza avere alcuna possibilità di ritorno, a meno che non vengano riacquistati.

 

Ecco comunque i punti dove divergiamo dalla maggioranza

  • Il contratto di servizio e la sua delibera sono illegittimi in quanto fanno riferimento ad articoli di una convezione che il consiglio non ha mai approvato, ma è parte integrante del contratto;

  • Dopo questo atto il comune viene espropriato della proprietà delle reti, impianti e dei siti di captazione. E’ significativo che si è dovuto inserire nel contratto il Saletto, la cui proprietà rimane al comune, altrimenti anche questo sito sarebbe passato ad Umbria Acque; il contratto non lo dice, ma la convenzione si;

  • Nel contratto di servizio non si parla di quadro economico, né di canoni, né di chi paga i mutui; neanche della durata che è inserita nella convenzione che il consiglio comunale non conosce;

  • Il personale viene messo a disposizione senza specificare la forma giuridica; quali sono le forme di tutela e gli obblighi; come viene rimborsato, quali sono le garanzie, visto che ci si muove al di fuori della legge regionale (Art. 3);

  • La maggioranza ha predisposto un elenco di interventi che si possono discutere (Art. 2), ma che pregiudicano le esigenze del futuro senza verificare se l’importo totale € 600.000 euro sarà pagato dai cittadini con i prossimi aumenti già previsti. Il comune avrebbe potuto farli da solo senza intermediari con gradualità ed in base alle necessità.Un progetto preliminare per servire l’area industriale ed Osteria del Gatto con l’acqua proveniente da Categge e Palazzolo per circa € 400.000, che noi avevamo predisposto, è buttato;

  • Con il contratto di servizio è la società che concede al comune di eseguire in proprio i lavori solo attraverso una convenzione e comunque se a loro sta bene (Art 4); la società concede al comune il controllo, ma esclude dal controllo i consiglieri comunali anche se sono titolari di commissioni di inchiesta (Art 6). Umbria Acque non fa rapporti sul conto economico del servizio. Inoltre la società obbliga il comune ad eseguire le decisioni che la stessa prende senza possibilità di contraddittorio ed "invita" il comune a rispettare le leggi nazionali e statali (Art 8).

  • Le tariffe vengono decise dall’Ato e né i singoli cittadini e nemmeno il comune hanno strumenti per opporsi, con la conseguenza che i costi dell’acqua subiranno una lievitazione già programmata, in barba alla legge Galli che prevede economicità nei servizi.

  • Non è possibile aprire un contenzioso in quanto nel contratto si fa riferimento al solo contratto, che di fatto è una "bufala"; se non viene rispettato il contratto si fa riferimento alla convenzione. Infatti Umbra acque è obbligata a rispettare comunque la convenzione che gli dà l’esclusiva e la concessione di tutta la rete. (Art 14).

  • La proprietà della rete è della società o lo diventa con il tempo anche la parte che adesso gestisce solamente. Alla fine il comune deve ricompraselo (i cittadini pagano due volte) e questo è un forte deterrente o ricatto per lasciare le cose immutate. Si pensi che si deve pagare anche ciò che dalla società viene realizzato con i finanziamenti Europei, Statali e Regionali (Art 9).

Fossato per il 2000"

 


 Dati simulati nel 2003 (letture 2002) con le varie tariffe

con il sistema informatico comunale

 

2002

2003

2004

Volume Consumo Mc

175.850

208.581

202.228

Incremento

15%

Tariffe ATO a regime
Acqua€ 131.190,03
Fognature€ 16.261,47
Depurazione€ 47.875,47
Totale€ 195.326,97€ 1,11€ 224.626,02
Tariffe ATO attuali
Acqua€ 100.302,00
Fognature€ 16.261,47
Depurazione€ 47.875,47
Totale€ 164.438,94€ 0,94€ 189.104,78
Tariffe Comunali
Acqua€ 87.603,80
Fognature€ 13.604,61
Depurazione€ 39.437,75
Totale€ 140.646,16€ 0,80€ 161.743,08
 Incremento a regime. Con i consumi attuali e con le tariffe che saranno applicate è possibile pagare il mutuo da soli. A questa somma va aggiunto l’incremento dei consumi in conseguenza dello sviluppo (in 2 anni oltre il 15%)€ 62.882,93

FOSSATO DI VICO

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