L'ECO del Serrasanta Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia | N. 5 - 13 marzo 2005 | |||||
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Ricordo del trenino
di Giuseppe Pellegrini "Il trenino è passato; vergognoso dei colossi maggior, sè dileguato dalla stazione; tacito, e ha infilato un sentiero campestre, silenzioso". Con queste semplici e graziose quartine, loriginale poeta Paolo Lingueglia, dallacuto spirito dosservazione, così descriveva lumile trenino di buona memoria che correva - non troppo! - tra Fossato e Arezzo.
A molti anni di distanza dalla sua soppressione - lultima corsa risale al 1944 - è doveroso ricordare questo sbuffante e traballante mezzo di locomozione chiamato "lAppennino", più propriamente nella zona "Il trenino di Gubbio", essendo questa città il centro più importante dellhinterland. La ferrovia, a scartamento ridotto, (un metro di larghezza), fu inaugurata nel 1886, e allacciava Fossato di Vico con Città di Castello; successivamente fu prolungata sino ad Arezzo dove si congiungeva con la linea Roma-Firenze; il contrasto fra il trenino e le potenti locomotive (i colossi maggior), era veramente stridente. Era unautentica rarità, la gente lamava e se ne serviva volentieri. Le piccole locomotive dallalto cimiero che ricordavano i treni del Far West, andavano a lignite fornita dalla miniera di Branca. In discesa era spavaldo, sferragliava e i vagoncini, oscillando paurosamente, parevano uscire dal binario. Da Fossato alla Branca prendeva una velocità scatenata e sembrava dire orgoglioso: fo da me - fo da me! In salita però le cose cambiavano e il pennacchio fumoso del camino aumentava a più non posso; salendo e sbuffando, ansimava, e allora anche il ritornello cambiava:"n ce la fo più - n ce la fo più" - n ce la fo più".
Il percorso del trenino seguiva per lunghi tratti la statale, ora il tracciato è del tutto scomparso a seguito dello smantellamento; unici segni rimasti, i minuscoli caselli intatti e le stazioni delle frazioni, Branca-Gubbio. Il trenino attraversava la Flaminia allOsteria del Gatto, allaltezza della strada per Colbassano e superava il Chiascio sul ponte della Branca, passando a fianco della statale; a Padule, improvvisamente, deviava a sud per ricomparire poi alla periferia di Gubbio. Le vetture avevano il terrazzino in cui amavano stare i ragazzi specialmente quando erano stracolme di gente. Cera pure la prima classe con drappi e velluto rosso che facevano molta distinzione e - vera finezza - durante la stagione invernale, erano servite delle botole dacqua calda per i piedi intirizziti. Questo era il trenino, quasi un giocattolo, cui sono legati tanti ricordi della nostra fanciullezza, un oggetto gioioso e un simpatico complemento, oltre ad un collegamento delle nostre zone con la Toscana.
Purtroppo la sua romantica piccolezza e sbalorditiva lentezza non lo risparmiarono dal furore della guerra; il trenino venne infatti distrutto dalle truppe tedesche in ritirata e tutti i tentativi fatti nellimmediato dopoguerra per farlo risorgere, sono stati vani. Oggi, a distanza di tempo, lo ricordiamo con nostalgia come un canto dallegrezza in un mattino dargento, un fruscio dali disperso da un vento di malinconia! | TERRITORIO | |||||
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