L'ECO del Serrasanta Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia | N. 5 - 13 marzo 2005 | |||||
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CON LA TESTA FRA LE NUVOLE (96) Rubrica amatoriale di meteorologia e climatologia a cura di MeteoAppennino L'ondata di gelo più lunga dal 1929
Oltre sette settimane di neve
Nelle 5 decadi (periodi di dieci giorni) interessate dallevento si è avuta una temperatura media di 0,7°C, oltre 5°C inferiore alla media, che dovrebbe essere di poco più di 4,3°C per gennaio, 5,6°C per febbraio e 7,6°C per marzo. Per assurdo, il periodo più freddo è stata proprio lultima decade, cioè la prima di marzo. Ma quello che stupisce è la quantità totale di neve caduta: sommando i dati delle dieci nevicate che si sono verificate, successivamente, nei quasi due mesi di freddo otteniamo una cifra ragguardevole: 300,5 mm di precipitazione liquida, che corrispondono ad oltre tre metri di neve!
Valsorda come ... Livigno
Può sembrare strano, perché i brevi periodi di disgelo che si sono intervallati alla neve hanno prodotto la fusione di gran parte del mento nevoso. Ma se la neve non si fosse mai sciolta, lo capiremmo bene. In effetti, in quelle zone, come Valsorda, dove la neve si è accumulata senza fondersi sin dal 23 gennaio (data di inizio della neve), abbiamo un paesaggio che è poco definire "alpino". Chi ha avuto modo di contemplare lHotel Clelia con la neve fino alle grondaie, il camping con cumuli alti fino a 4 metri, i due laghetti sepolti sotto metri di manto bianco e gli alberi immersi nella neve fino ai rami, può ben capire quello che significa questo dato. Non basta: senza racchette è praticamente impossibile muoversi lungo la strada della Chiavellara, dove i cumuli di neve misurano diversi metri. Dato che unisce lUmbria a gran parte dellItalia centro meridionale: 3-4 metri sui monti Sibillini, a quote di 1.400-1.500 metri; 4-5 metri in Abruzzo e nelle località sciistiche del Molise.
E vai con lo sci da fondo!
Una così abbondante quantità di neve sarà utilissima per rimpinguare le risorse idriche del sottosuolo per almeno due o tre anni, proprio come accadeva negli anni 50 e 60, quando mai si soffriva per la carenza idrica estiva. In questo senso, il 2005 è proprio ritornato indietro nel tempo di oltre trentanni, facendoci riassaporare inverni, abitudini ed usi di molti anni or sono. Fra le riscoperte di questanno va sicuramente annoverata la riapertura dei circuiti da sci da fondo - escursionismo, da anni non più praticabili per assoluta mancanza di neve. Certo, per tenere aperta una pista da sci da fondo, è necessario dotarsi dei mezzi (un gatto delle nevi, una scavatrice per binari, una struttura ricettiva ...), cose che Gualdo Tadino ha perso nel corso degli ultimi anni, quando sembrava che non dovesse mai più nevicare.
Riflessioni
La montagna di neve di questanno, certo, è stata uneccezione in un periodo gradualmente più caldo e meno ricco di precipitazioni come quello che ci ha interessato negli ultimi anni. Eccezione fino ad un certo punto, in quanto grandi nevicate si verificano in media ogni ventanni (1944, 1966, 1985 ... 2005). Questo non significa che per vedere la neve dovremo attendere nuovamente fino al 2025. Gli scienziati dovranno, infatti, attentamente valutare i dati forniti da questinverno che, comunque, non è stato eccezionale per il freddo - anzi: lEuropa settentrionale ha avuto valori nel complesso superiori alla norma. Limportante sarà non farsi trovare impreparati come questanno: non scordiamoci che ci troviamo ad oltre 500 metri di altitudine in quella zona che, per tradizione, è stata la più nevosa dItalia per secoli!
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