L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 5 - 13 marzo 2005

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Vittima della neve


08fontanella.jpg (16256 byte)Era restata l’ultima fontanella del centro storico, dove si poteva bere a raggio l’acqua non clorata proveniente dalla sorgente di Santo Marzio, attraverso le condotte che risalgono al cardinal Del Monte. Ora non più: la rimozione della neve abbondante dei giorni scorsi ha portato una ruspa ad accarezzare la fontanella da cui non scroscia più gorgogliando l’acqua nella vaschetta mutila.

 

La fontana come è oggi ...

 

E' un destino che si ripete: infatti riportiamo sotto la narrazione di un precedente evento storico della fontana che risale al 2-3-aprile 1958, preso dalle memorie di Gianni Gubbiotti, con relativa testimonianza fotografica. Ora la gente si chiede: sarà ricostruita? E come sarà ricostruita?

 


GUALDESITA'

 

La fontanella di Piazza Garibaldi

La fontanella di Piazza Garibaldi

Una vicenda di cinquant'anni fa


08fontanella2.jpg (6211 byte)Con l'aria di rinnovamento postbellico la ricostruzione fa grandi passi: si arriva ai dettagli e fra questi c'è la fontanella in pietra sul lato della banca, in piazza Garibaldi.

 

... e come appariva il 2 aprile 1958

 

E' quella dove l'acqua sembra più buona, ma la vaschetta è rotta in diversi punti. L'uffìcio tecnico elabora un progetto "moderno" per stare al passo con il progresso e, nel pomeriggio, l'opera viene scoperta. E' realizzata in lastre venate di marmo grigio chiaro, con fasce e arcata in bardiglio per avere dei contrasti di tono; è stato scelto il materiale usato nelle lapidi cimiteriali, manca solo la scritta PAX. Completa l'opera la vaschetta, copiata sicuramente da qualche altarino. La gente critica sempre, ma questa volta ha ragione.

 

Come ho raccontato, il sindaco Baldassini, "Armandone" per tutti, è attento alle cose del paese ed all'umore della gente. Gli arriva all'orecchio la reazione popolare e, verso le dieci di sera, passeggia interessato lungo il corso insieme ad Augusto Pinacoli detto Arcibaldo, l'assessore comunista con il quale collabora volentieri.

 

Ci sono capannelli esilarati dalle scene comiche di Furbino, che ha messo una croce di legno con un lumino, e si inginocchia davanti alla fontanella, segnandosi e recitando requiem.

 

Armandone, più nero del marmo bardiglio, confabula con Arcibaldo e si allontana gesticolando.

 

Io ero corso a prendere la macchina fotografica e conservo ancora la foto con croce e lumino.

 

Armandone mi aveva chiesto spesso dei pareri e s'era instaurato un buon rapporto; il sindaco mi incrocia prima della piazza e mi domanda come si possa migliorare l'opera: rispondo secco che si può solo demolirla.

 

Riflette un attimo, scarica un paio di bestemmie e parte a grandi passi verso la fontanella. Trova un pezzo di ferro e scardina qualche lastra, rompendola sul selciato.

 

La mattina dopo sparisce l'opera moderna ed oggi c'è quella dove continuiamo a bere.

 

Dai ricordi di Gianni Gubbiotti

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