L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 5 - 13 marzo 2005

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   CONFRATERNITA SS. TRINITA'  

Gli ultimi sviluppi di una controversia

 

di Riccardo Serroni


Dopo che anche l’ultimo tentativo di riconciliazione è andato a vuoto i neo priori della Confraternita della SS Trinità, Giovanni Passeri e Fausto Stabile, su mandato dell’assemblea degli iscritti, hanno inviato la lettera aperta che abbiamo riportato nell’ultimo numero, nella quale dichiarano la loro disponibilità a trasportare il "Cristo Morto" nella prossima processione del Venerdì Santo, secondo tradizione.

 

Dunque disponibilità a trasportare la statua, ma come confratelli e, quindi, con indosso la tradizionale tunica rossa, non come semplici cittadini-cristiani. L’anno scorso, come si ricorderà, la statua non partecipò; ufficialmente si parlò di una decisione del parroco dovuta alle cattive condizioni atmosferiche. Ufficiosamente sembra perché non ci fossero sufficienti braccia disponibili nella nuova Confraternita. La mancata uscita della statua del Cristo Morto destò scalpore e, come sempre, si formarono due partiti su una diatriba che ha investito l’opinione pubblica gualdese (e non solo) dalla primavera del 2001.

 

L’offerta della Confraternita storica (la chiamiamo così per chiarezza), è caduta però nel vuoto. Il vescovo Mons. Sergio Goretti, nell’omelia di domenica 27 febbraio nella chiesa cattedrale di San Benedetto, ha ribadito punto per punto la posizione della Curia chiudendo ogni possibilità di accordo. Questi i punti essenziali, contenuti anche in un avviso pubblico affisso nella stessa cattedrale:

  • La Confraternita storica, con le decisioni assunte in materia di Statuto, si è messa al di fuori della giurisdizione della Chiesa;

  • L’unica Confraternita riconosciuta è quella nuova;

  • Gli affiliati alla "storica" possono trasportare la statua del Cristo Morto come semplici cittadini o affiliati alla nuova Confraternita, non come Confratelli della vecchia, che non è più riconosciuta come tale.

La rottura, quindi, sembra ormai davvero insanabile. La Curia ha chiesto alla "storica" la restituzione delle chiavi dei suoi beni (eremo di Serrasanta e tutto il resto) che, ritiene, siano da essa gestiti abusivamente. Non avendo avuto soddisfazione si è rivolta alla Magistratura. Resta da attendere soltanto il verdetto del giudice. La prima udienza si è celebrata due mesi fa e il giudice, sulla base del codice civile ed ecclesiastico, dovrà decidere la legittimità o meno della "storica" a conservare i beni che i cittadini le hanno affidato negli anni passati. La seconda udienza è fissata a maggio. Molti auspicano una composizione pacifica della vertenza, ma i fatti che abbiamo raccontato non inducono a pensare positivo.

 


ATTUALITA'

 

Le tappe della contesa

 

Comunicato della curia diocesana

 

Lo Statuto della discordia

 

Il contenzioso coinvolge l'ANAS

Le tappe della contesa


Antefatto

 

Nel 1906 tutte le Confraternite esistenti a Gualdo Tadino vengono concentrate nella Congregazione della Carità. La Confraternita della SS Trinità cede spontaneamente e gratuitamente parte dei suoi beni alla Congregazione ed, in cambio, ottiene il riconoscimento del proprio Statuto (redatto da Mons. Roberto Calai ed approvato il 23 marzo 1897) nel quale si riconosce alla stessa di conservare la propria autonomia.

 

Fine anni ’80

 

La Conferenza Episcopale Italiana elabora uno Statuto base per tutte le Confraternite. La Confraternita della SS. Trinità, in virtù dell’autonomia storica risalente al 1906, chiede che anche il nuovo Statuto della CEI le riconosca questo diritto.

 

2001

 

Una lunga trattativa tra la Confraternita e la Curia non trova un punto d’accordo. La Confraternita registra il proprio Statuto (sottoposto all’approvazione del vescovo e mai approvato) presso il notaio Dr Frillici. La Curia reagisce con un atteggiamento durissimo.

 

Considera la Confraternita ormai come un’associazione privata e fuori dalla Chiesa e le proibisce di partecipare come tale alle funzioni religiose. Viene anche proibito di celebrare la SS Messa sulla chiesetta di Serrasanta perché ormai appartenente ad un privato.

 

Il commissariamento della Confraternita con Don Gianni Brunetti non approda ad alcun risultato.

 

Sabato 1 settembre 2001

 

Nasce ufficialmente la nuova Confraternita. Il vescovo Mons. Sergio Goretti presenzia alla cerimonia per la vestizione dei nuovi, diciotto Confratelli.

 

2002/2003

 

Le distanze restano incolmabili. Un tentativo di mediazione dei sacerdoti Don Bruno Marcon e Don Aldo Mataloni non approda a nulla. La bozza di Statuto predisposta non è accettata dalla Curia.

 

2004

 

Nuovo tentativo di mediazione del prof. Antonio Pieretti. Nel contempo, però c’è stato il fatto nuovo, il ricorso all’autorità giudiziaria da parte della Curia (per farsi dare le chiavi dei beni che la Confraternita detiene, secondo lei, illegittimamente). Il prof. Pieretti rinuncia al tentativo (come si può mediare con gli avvocati di mezzo?). La prima udienza presso il tribunale di Gubbio serve soltanto ad acquisire gli atti. Una seconda udienza è prevista per maggio. Si spera che, nel frattempo, accada qualcosa che possa rendere vano l’iter giudiziario.

 


Comunicato della curia diocesana


In ordine alla vicenda della Confraternita riceviamo dalla Curia Diocesana il seguente documento:

 

"E' stata diffusa a mezzo stampa una lettera aperta inviata al Vescovo mons. Sergio Goretti, al Parroco di S. Benedetto e al Sindaco di Gualdo Tadino e ad altri dai Signori Giovanni Passeri e Fausto Stabile che si dichiarano priori della Confraternita della SS. Trinità di Gualdo Tadino.

 

1. Si fa notare che gli scriventi si rifanno a un gruppo non riconosciuto dalla Chiesa, che rifiuta statuto e regole proprie di ogni Confraternita. Tale gruppo è venuto meno a ciò che i nostri antenati, con fede e sacrifici, hanno fatto a favore di aggregazioni laicali, impegnate nella carità, nel culto e nella formazione cristiana. Esiste invece la legittima Confraternita in comunione con la Chiesa, di cui chiunque può far parte, accettandone i principi e le regole. Pertanto appare del tutto immotivato e provocatorio l'appello che è stato da essi pubblicizzato.

 

2. La lettera parla di un gesto di avvicinamento. Il primo gesto di avvicinamento da noi richiesto consiste in un atteggiamento di rispetto verso il Vescovo e il parroco e nell'adesione alle norme che regolano le Confraternite. Finché questo non avverrà, non sarà possibile alcun riconoscimento ecclesiale del gruppo.

 

3. La lettera richiama la partecipazione alla processione del Venerdì Santo. Tutti possono partecipare alle processioni, compresa ovviamente quella del Venerdì Santo, come semplici fedeli e, come tali, porgere anche una collaborazione nei modi debiti. Invece costituisce un arbitrio, da parte del gruppo dissidente presentarsi con l'abito della Confraternita, creando confusione tra i presenti e ostentando la loro ribellione alla Chiesa, già da essi ripetutamente diffamata.

 

4. L'autorità ecclesiastica svolge da anni tutti i tentativi possibili per giungere a un'intesa con il gruppo suddetto circa l'osservanza delle norme della Chiesa, ma finora invano.

Auspica che quanto prima ciascuno di loro ritorni alla piena comunione con la Chiesa."

 


Lo Statuto della discordia


Ma da dove nasce, nello Statuto, il punto di rottura tra la Confraternita e la Curia? Lo Statuto che la Confraternita propone contiene i seguenti punti fondamentali:

  • La Confraternita è un’associazione ecclesiale ed in quanto tale è soggetta alla giurisdizione dell’Ordinario diocesano;

  • Nel consiglio direttivo c’è di diritto la presenza del cappellano;

  • I due priori sono nominati dal Consiglio ma la loro nomina deve essere approvata dall’Ordinario diocesano;

  • Per gli atti di straordinaria amministrane (vendita, permuta, donazione, mutuo, ipoteca, ecc.) si richiede l’autorizzazione dell’Ordinario diocesano;

  • Il rendiconto dell’amministrazione verrà inviato ogni anno alla Curia diocesana per l’approvazione.

Lo Statuto non ha mai ottenuto l’approvazione del Vescovo perché contiene un punto che la Curia ritiene inaccettabile e non in linea con lo Statuto della Cei e cioè il riconoscimento che la Confraternita "è un’associazione ecclesiale dotata di personalità giuridica canonica ab immemorabile e confermata dal Vescovo diocesano con l’approvazione dello Statuto".

 


Il contenzioso coinvolge l'ANAS


Il contenzioso tra la Confraternita e la Curia ha coinvolto anche l’ANAS. Alla Confraternita, infatti, è stato espropriato un terreno per la costruzione della nuova Flaminia. Secondo la Curia l’ANAS non deve pagare il dovuto alla Confraternita, in quanto non più legittimata a disporne. La Confraternita, in virtù dello Statuto registrato presso il notaio, ritiene l’esatto contrario. In attesa di una decisione l’ANAS ha depositato la somma presso l’Avvocatura dello Stato. Ora sono gli avvocati a studiare la faccenda per decidere chi ha ragione.

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