L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 5 - 13 marzo 2005

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Le cose di cui si parla (o non si parla): l'ascensore


Le recenti vicende relative alla chiusura dell’ascensore che collega l’area parcheggio dell’attuale piazza Beato Angelo ed il centro storico, in coincidenza con le abbondanti nevicate, hanno riproposto all’attenzione il problema di questa importante struttura che, nell’assetto urbanistico che ha assunto negli ultimi decenni la città di Gualdo Tadino assolve ad un ruolo di primaria importanza supportando tutti i collegamenti fra il centro storico antico e quella parte della città moderna che si è sviluppata nel dopoguerra, cui si aggiungono i movimenti derivanti dalla stazione per autoservizi. L’ascensore, con i relativi problemi connessi, è tuttavia una delle piaghe incancrenite della città, che per circa un trentennio le varie amministrazioni succedutesi hanno ereditato e lasciato in eredità ai successori come una entità consolidata, anche se con il tempo la sua utilizzazione è stata in costante aumento.

 

L’impianto che qualche tempo fa un esperto definì con lo scrivente "progettualmente sbagliato e tecnologicamente superato", venne concepito alla fine degli anni 60, nel quadro dei complessi rapporti fra l’Amministrazione Comunale e l’impresa eugubina che si assunse l’onere e gli onori di trasformare in area fabbricabile l’area degli ex Orti Mavarelli che il vecchio sindaco del momento definiva "un serpaio", realizzando un complesso che ha stravolto il panorama della città verso occidente.

 

Progettualmente sbagliato si diceva: l’ascensore ha la sua base di partenza all’interno di un tunnel che si apre all’estremità superiore della Piazza Beato Angelo e la sua uscita d’arrivo in via del Soprammuro, pochi metri prima di raggiungere il livello della piazza omonima, ma con gravi disagi per l’utenza stante la ripidità della via stessa, specie se resa sdrucciolevole dalla pioggia o altri agenti atmosferici. Poiché nell’area degli ex orti Mavarelli sono state realizzate su due livelli due piazze, Piazza Beato Angelo (contornata da numerose attività commerciali) e la sottostante Piazza Fulvio Sbarretti (stazione degli autobus), una razionale progettazione dell’impianto avrebbe dovuto prevedere la partenza dalla piazza più in basso (Fulvio Sbarretti) con sosta intermedia in piazza Beato Angelo e punto di arrivo al livello della Piazza del Soprammuro. Una progettazione in tal senso avrebbe fatto dell’ascensore una struttura al servizio anche dell’utenza che confluisce alla stazione degli autobus e che, invece allo stato attuale, dalla stazione degli dagli autobus attraverso via Lucantoni deve raggiungere a piedi la piazza superiore e successivamente il tunnel (varie centinaia di metri tutt’altro che agevoli).

 

Tecnologicamente superato, poi; l’esperto che a suo tempo ci fornì questa analisi, ci spiegò che, per impianti del genere, la tecnologia delle corde trainanti dall’alto è da tempo superata e sostituita dai sollevatori idraulici; la nuova tecnologia, tra l’altro, consentirebbe di utilizzare l’alloggiamento per i motori di trazione sulla piazza del Soprammuro come stazione di arrivo per gli utenti, ad un livello superiore rispetto all’uscita attuale.

 

Il problema ascensore non è stato mai oggetto di documenti o studi delle varie forze politiche locali, di maggioranza od opposizione, anche se la sua utenza è vertiginosamente aumentata rispetto ai tempi in cui fu ideata la struttura, che è di fondamentale importanza per l’economia ed il rilancio del centro storico, anche nella prospettiva di una ulteriore limitazione del traffico veicolare verso il centro della città.

 

La stessa fu oggetto, a suo tempo, di lunghi motivi di polemica anche perché, per anni, l’ascensore restò chiuso ed inutilizzato, finché il compianto Francesco Guerra, esperto in materia, non suggerì al Sindaco di allora un espediente che ne consentì l’apertura, senza tuttavia che, in tutti gli anni che sono seguiti, si sia provveduto a completare l’impianto, uscendo dalla precarietà della soluzione, mettendo in funzione il secondo ascensore che sembra non sia stato nemmeno collaudato e che, invece, in particolari situazioni come le emergenze avrebbe una utile funzione alternativa all’unico funzionante.

 

Rammentiamo le molte polemiche fiorite sulla struttura negli anni: da quelle sull’impatto rispetto all’abside della vicina chiesa di San Francesco a quelle sulla gestione da parte della OPUS, fino a quelle più recenti sugli atti di vandalismo e della pulizia dell’androne. Ad esse possiamo aggiungere le polemiche e le lamentele di questi giorni di emergenza neve, per aver raccolto non poche segnalazioni di persone (particolarmente anziane) abitanti nel centro storico e costrette, per esigenze inderogabili, a raggiungere la Piazza Beato Angelo con l’ascensore fuori servizio e la via del Soprammuro difficoltosa da transitare a causa della neve e del ghiaccio.

 

Ecco perché l’ascensore è uno dei problemi cittadini, di cui c’è chi parla (e ne farebbe volentieri a meno) e di cui c’è chi non ne parla (mentre invece dovrebbe parlarne e preoccuparsene). È uno dei problemi che, nella pianificazione del ricupero e del rilancio del centro storico, dovrà essere affrontato sotto un’ottica nuova; del resto una prova della inadeguatezza della struttura alle attuali e future esigenze è fornita dal fatto che gli stessi amministratori comunali hanno attivato ormai da tempo un "servizio navetta" che, partendo dalle aree di parcheggio presso la ex Pretura, raggiunge in successione Piazza Sbarretti, Piazza Beato Angelo e successivamente il centro della città.

 

(v.a.)

URBANISTICA

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