L'ECO del Serrasanta Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia | N. 5 - 13 marzo 2005 | |||||
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La morte di Antonio Campioni Era uno di noi: la perdita di un amico
Se ne è andato in silenzio; il maestro aveva 70 anni, un male incurabile che lo affliggeva da tempo ... ha posto fine alla sua esistenza.
Con la sua dipartita perdiamo un amico personale ed un collaboratore appassionato della prima ora; e con questa perdita la fila si allunga dal lontano 1990: Don Carlo, Giovanni, Simone, Mario, Don Domenico, Rinaldo Discepoli, ed ora Antonio. La grande famiglia de LECO del Serrasanta, commossa, li accomuna tutti nel ricordo.
E' difficile tracciarne il profilo, anche per chi ha vissuto con lui tante esperienze comuni: eravamo costituzionalmente diversi, lui con la sua scelta di vita per il comunismo, maturata negli anni difficili dellinfanzia, quando tante persone in buona fede identificarono nel comunismo una via di riscatto e redenzione delle classi umili e dei diseredati, io di tuttaltra formazione culturale. Erano tempi in cui ci azzuffavamo, comunisti, democristiani, la politica urlata, quella dei manifesti, dei quadri murali ... delle scritte sui muri, fino a ... "anche il rosso si compra!".
Tutta roba che evoca altri tempi per chi non lha vissuta. Eppure, dopo i primi scontri politici, era nato tra noi un sodalizio passato dalla tolleranza, alla reciproca stima, allamicizia, dai tempi delle prime esperienze nel mondo dellinformazione attraverso i microfoni della televisione locale, proseguito poi nei 17 anni di non sempre facile e scontata collaborazione a LECO del Serrasanta, nei quali a volte il direttore del giornale, per esigenze di equilibrio, ha dovuto contenere la straripante presenza del collaboratore.
Personaggio discusso e controverso, Antonio era un passionale e credeva in ciò che faceva con determinazione. La sua scelta politica, dicevamo: era maturata negli anni della guerra fredda, quando la società era divisa in due e non cera posto per le mezze misure; insegnante elementare aveva scelto Morano, dove lui stesso diceva che era più difficile lavorare ma più produttivo; nel PCI la sua carriera politica raggiunse il suo acme con la nomina a segretario e poi vice sindaco agli inizi degli anni 70, quindi improvvisamente, con metodi che è difficile accreditare come confronto di idee quale dovrebbe essere la dialettica politica, era stato messo da parte; e lui aveva incassato ed abbozzato, mantenendo limpegno politico ancora più a sinistra, maturato più tardi nella sua adesione a Rifondazione Comunista, sempre pervaso dallinteresse e limpegno per la "cosa pubblica"; e questa è la chiave di lettura del suo passaggio nel mondo dellinformazione, pur con i limiti che ciascuno di noi può avere.
Infine negli ultimi tempi il suo avvicinamento alla religione, testimoniato dallarticolo in prima pagina sul nostro ultimo numero del 2004, con cui egli ha praticamente chiuso la collaborazione con il giornale.
Addio Antonio, ci mancherai. Le nostre condoglianze alla signora Elvira ed ai tuoi figli Luca e Andrea non sono una fredda formalità di circostanza.
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