L'ECO del Serrasanta Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia | N. 4 - 27 febbraio 2005 | |||||
| Pro Tadino | Prima pagina | Edizioni | Sommario | Cerca nel sito | ||
Festeggiato San Rinaldo La ricorrenza del patrono della città San Rinaldo, che ricorre il 9 febbraio, è stata celebrata questanno eccezionalmente; infatti, per esigenze liturgiche coincidendo la festività con la giornata delle Ceneri, sono stati anticipati a domenica 6 i riti religiosi, ai quali ha partecipato anche S. E. il vescovo Sergio Goretti, e che si sono svolti presso la chiesa provvisoria in località San Felicissimo, perdurando linagibilità della vecchia cattedrale, mentre la città ha osservato mercoledì 9 la giornata festiva.
San Rinaldo nacque nel 1157, primogenito di Napoleone, signore di Postignano, che a Foligno controllava la politica ed il commercio. A venti anni lasciò tutto e si ritirò a fare leremita sul monte Serrasanta per poi diventare monaco di Fonte Avellana dove "insieme ai confratelli servì Dio in modo perfetto e devoto".
Nel 1210 fu eletto ausiliare del vescovo di Nocera e nel 1213 fu nominato titolare della diocesi che resse fino al 9 febbraio del 1217, giorno della sua morte. I molti miracoli ed i prodigi del vescovo Rinaldo indussero il suo successore Pelagio ad elevarlo sullaltare della cattedrale, come si faceva a quel tempo, proclamandolo santo e fissando la festa il 9 febbraio di ogni anno.
La devozione si sviluppò in seguito alla distruzione della città fatta dallesercito di Federico II nel 1248 allorché si scoprì che nella cripta lunica tomba lasciata intatta e non violata fu quella di San Rinaldo; è allora che ricominciò la vita di Nocera intorno al corpo del santo proclamato protettore della città.
La nota peculiare dellepiscopato di San Rinaldo è di essere stato vescovo monaco, in opposizione alle regole del tempo, che volevano il capo di una chiesa con una corte propria e nel lusso. Egli tenne la vita perfetta (da monaco), rimanendo come quando era in monastero con digiuni, veglie e preghiere, dedicandosi a Dio e occupato nella cura pastorale di celebrante del culto divino e di soccorritore delle persone più povere e bisognose. Un esempio di verace amore cristiano Rinaldo lo dette con ladozione di un bambino orfano dei due genitori, lo volle nel suo palazzo, onorandolo ogni giorno come se fosse Cristo che chiedeva aiuto e protezione. | NOCERA UMBRA
| |||||
| Pro Tadino | Prima pagina | Edizioni | Sommario | Cerca nel sito | ||