L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 4 - 27 febbraio 2005

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Parco del Monte Cucco

"Prima i cinghiali ora i lupi: è uno scempio!"


Gentile Direttore,

 

le vorrei parlare di un problema che già tante volte è stata trattato ma mai affrontato da chi di dovere: la fauna selvatica del Parco del Monte Cucco.

 

Quando si creò questo Parco, si disse che avrebbe portato sviluppo, tanta occupazione, tanto benessere. Io lo so che per queste cose ci vuole molto tempo, ma a tutt’oggi di questo sviluppo, di quest’occupazione e di questo benessere non si è visto un bel niente. Io, almeno, non ho visto benefici, anzi: il contrario!

 

Nel Parco hanno agito senza un briciolo di cervello. Prima si è fatto, in pratica, l’allevamento di cinghiali: guai a contenerne il numero perché bisognava lasciare che la natura faceva il suo corso! Il risultato è che i cinghiali si sono mangiati tutto quello che c’era da mangiare, compresi i nostri campi e i nostri orti: non è rimasto niente! Poi, quando ci si è accorti della situazione, si è arrivati all’estremo opposto: grandi abbattimenti e stragi ... Ma non si poteva fare una via di mezzo fin dall’inizio?

 

L’unica cosa che sembrava positiva era il ritorno dei daini. Qua e là, negli ultimi tempi, si vedevano pascolare per i prati e c’erano diverse coppie, anche con i piccoli. Ma la cosa è durata poco, perché è arrivato il lupo, che se li è mangiati tutti. Io non so se i lupi siano arrivati da soli da altri posti, come il Parco d’Abruzzo, o se, come dice la gente, siano stati reintrodotti dal Parco del monte Cucco: non mi interessa saperlo. Però adesso ci sono e si vedono tranquillamente, anche di giorno, anche vicino alle case e ai giardini. Insomma: vogliamo aspettare che vengano a pranzo da noi (o con noi)? Anzi, dobbiamo invitarli noi a pranzo? Già l’abbiamo fatto! Perché di pecore, anche vicino alle case, ha hanno sgozzate un bel po’ negli ultimi tempi ... E a monte non ne parliamo!

 

Un lupo mangia, in media, due kg e mezzo di carne al giorno: ecco perché i daini, che si cominciavano a vedere, sono del tutto scomparsi. Io stesso ho visto di persona dei lupi. Il 27 dicembre scorso, in località Trocchi di Borghetto, alle 10 del mattino, c’era un branco di 9 lupi che se ne stava tranquillo al sole. Il lupo è un animale notturno, però, allora io mi chiedo: ma che ci stavano a fare nove lupi alle dieci del mattino vicinissimi ad un centro abitato? Erano forse usciti a fare una passeggiata? Oppure aspettavano qualcosa? Gli scienziati dicono che il lupo non è pericoloso per l’uomo. D’accordo: io ce lo metterei un bello scienziato o un animalista in mezzo ad un branco di nove lupi e poi vorrei vedere se non se la fa sotto!

 

Rivolgo, allora, un appello ai "signori" del Parco e alla regione dell’Umbria. I lupi sono un problema che non va tenuto nascosto dentro un cassetto. Il Parco non lo ha per niente affrontato. Io penso che, come si faceva una volta, è meglio lasciare il controllo del territorio e delle speci animali selvatiche alla popolazione locale: una volta, molto prima del Parco, non c’erano scempi del genere! E i cinghiali e i lupi non erano un problema.

 

Cordialmente

 

Giuseppe Brugnoni

 


TERRITORIO

 

A proposito dei cinghiali

A proposito dei cinghiali

Una sentenza del Giudice di pace di Gualdo Tadino - Se il selvatico fa i danni, chi paga?


Il fatto è accaduto diversi mesi fa. Ma il problema è attuale. Un automobilista di passaggio lungo la provinciale di San Pellegrino s´è imbattuto in un cinghiale che attraversava la strada: l´auto ha riportato danni superiori ai 2.000 euro. Chi paga?

 

Il malcapitato protagonista ha chiesto il risarcimento alla Regione ed alla Provincia. Invano. Allora si è rivolto al giudice di pace di Gualdo Tadino. La titolare dell´ufficio giudiziario, dottoressa Alessandra Collettini, ha emesso la sentenza: paga la Regione.

 

Queste le motivazioni, lineari come un sillogismo: con l´entrata in vigore della legge 968/77 gli animali selvatici non sono più considerati "res nullius", ma patrimonio indisponibile dello Stato, cioè un bene ambientale, e lo Stato, che ha trasferito la disponibilità alle Regioni, se ne serve per realizzare un interesse collettivo meritevole di tutela. Il codice civile dispone l´obbligo del risarcimento di danno ingiusto; ed il danno reclamato è ingiusto, perché lesivo di un diritto. La Regione con la legge 14 del 1994 ha recepito le norme del legislatore e si è attribuita la funzione di programmazione, di indirizzo e coordinamento, ma anche di orientamento e di controllo; ed ha costituito un fondo per le Province, destinato alla prevenzione ed al risarcimento dei danni arrecati dalla fauna selvatica alle produzioni agricole. L´aver previsto esplicitamente il risarcimento di un solo genere di danni non può certamente escludere il risarcimento dei danni di genere diverso: il danno cagionato alla coltivazione, risarcibile, non può essere ricondotto ad un nesso eziologico diverso da quello rappresentato. Ed il cinghiale, in qualità di bene ambientale in sua custodia, può essere ricondotto sotto il suo potere di vigilanza. Di qui la condanna della Regione al risarcimento.

 

Il giudice ha aggiunto anche un´altra considerazione interessante: "L'eccessivo incremento e ripopolamento di animali selvatici aggressivi e di grossa taglia in zone troppo vicine a centri abitati e strade pubbliche, accompagnato da carenze di idonee misure di cautela e prevenzione, configura un comportamento antigiuridico della Regione Umbria, potendosi prevedere a priori la elevata possibilità di interferenza e di intralcio alla circolazione stradale".

 

(a.c.)

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