L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 4 - 27 febbraio 2005

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E' RISSA SULLE FOIBE

Risponde il sindaco al Nuovo Rosone*)


Bisognerebbe fare molta attenzione nell’uso delle parole, specie se ci si abbandona a sillogismi che si potrebbero definire risibili o semplicemente falsi, intorno a questioni storiche di cui non si è, evidentemente, non dico padroni, ma neppure informati attraverso la vulgata dei manuali scolastici.

 

La provocazione, mascherata da appello morale ad una riconciliazione storica e politica all’interno della nostra città, offende, a mio avviso, i sentimenti di dolore per l’eccidio delle foibe e di solidarietà verso i sopravvissuti dell’Istria, che la giornata del 10 febbraio intende ricordare e che tutti i cittadini gualdesi sapranno degnamente provare ed esprimere.

 

Per dedicare una via ai "martiri delle foibe", cosa che condivido pienamente a nome di tutte le componenti della giunta, non è davvero necessario cambiare il nome ad una che già ce l’ha; d’altronde una commissione per la toponomastica cittadina ha già concluso i suoi lavori e non sarà certo difficile provvedere, qualora non lo avesse fatto.

 

Ma tanto più sottolineo l’idiozia della proposta dei due consiglieri, di cancellare il nome "Via Carlo Marx", in quanto le considerazioni che l’accompagnano sono ben lontane da quella "onestà intellettuale" che, bontà loro, i due mi riconoscono.

 

La mia formazione socio-culturale, appunto, nonché l’esercizio di una professione eticamente molto sensibile come l’insegnamento, per di più della storia e dell’educazione civica, ma anche l’affinamento della qualità delle relazioni politiche, imperniata sul rispetto delle idee altrui, purché siano "idee", cosa che può scaturire, però, solo dalla conoscenza delle origini e dell’evoluzione storica e storicizzata in loco di dette idee, non mi consentono di dare ulteriore spazio e tempo a quanto richiestomi, perché dovrei obbligatoriamente ripercorrere i secoli della storia e del pensiero occidentale, in cui, purtroppo, a dottrine politiche o religiose di qualunque colore, sono succedute spesso strumentalizzazioni e violenze terribili.

 

Mi sento di condividere, inoltre, le ragioni addotte da altri e pervenutemi, relativamente alle questioni di ordine non solo ideologico, ma anche economico ed affettivo, che una tale iconoclasta operazione comporterebbe.

 

Per concludere, a puro titolo di curiosità, ma anche per dovere di cronaca, vista l’accusa della presenza della sola via Carlo Marx intitolata ad un filosofo: non lontano dalla stazione ferroviaria di Gualdo Tadino, c’è la via "Giordano Bruno", forse il filosofo italiano più rappresentativo del Cinquecento, finito al rogo il 17 Febbraio del 1600: aveva difeso strenuamente le sue idee, ispirate alla libertà di pensiero e di espressione!

 

Il Sindaco

Angelo Scassellati

 


PRIMO PIANO

 

Intervento di Massimiliano Presciutti

 

La replica del consigliere Walter Biagiotti

lntervento di Massimiliano Presciutti


"Scrivo in merito alla richiesta avanzata dai Consiglieri Comunali Biagiotti e Fofi di cambiare nome alla Via in cui sono residente ormai da 25 anni, Via Karl Marx, per intitolarla ai martiri delle foibe.

 

Tengo innanzi tutto a precisare che sono assolutamente favorevole nell’individuare nel nostro Comune una via da intitolare al ricordo dei martiri delle foibe, da uomo di sinistra, da dirigente sindacale, da iscritto al PCI prima, al PDS poi ed ai DS ora, ritengo giusto condannare ogni forma di persecuzione e di sopruso, ma francamente non mi sento di condividere una visione populista e demagogica come quella dei Consiglieri del Nuovo Rosone.

 

Non credo sinceramente che il modo migliore per ricordare eventi gravi e luttuosi, sia quello di cancellarne altri, ritengo invece utile accrescere la cultura della conoscenza su eventi terribili e che non dovranno mai più ripetersi come l’olocausto e le foibe, tenuto conto comunque e sempre delle proporzioni dei fenomeni, non per giustificare alcunché, ma anzi per correttezza e trasparenza assoluta.

 

In più oltre all’aspetto storico e toponomastico, mi permetto sommessamente di ricordare ai Consiglieri del nuovo Rosone che cambiare nome ad una via, qualsiasi essa sia, comporta per i cittadini che vi abitano tutta una serie di conseguenze anche economiche, che visto l’ultimo aumento delle imposte di bollo ad esempio per i documenti (e non solo), finirebbero per pesare nelle tasche dei cittadini.

 

Pertanto, Egregio Sindaco, la inviterei a prendere in seria considerazione la possibilità di intitolare una via della città ai Martiri delle foibe, magari in occasione della data del 10 febbraio, ma allo stesso tempo Le chiedo, di lasciare Via Karl Marx lì dove sta, perché ricordare è giusto e nobile, strumentalizzare a fini politici lo è molto meno".

 

La replica del consigliere Walter Biagiotti


"Egregio Sindaco Professore,

 

leggendo la tua lettera di risposta mi domando perché ti sei tanto irritato alla mia proposta di intestare l’attuale via Carlo Marx al ricordo dei martiri delle Foibe, trucidati dai comunisti di Tito con la complicità dei comunisti italiani.

 

Forse perché ti ho chiesto un atto di coraggio?

 

Non ti preoccupare: so bene che il coraggio non è una dote di tutti e davo per scontato che gli interessi di bottega ti avrebbero suggerito una risposta irritata mascherata dal goffo tentativo di una giustificazione storica. D’altronde tu per mestiere hai fatto il professore ed un professore, fino a che è professore, per mestiere spiega le cose agli altri e giudica il livello di preparazione degli altri. Nonostante il tuo passato mestiere però, forse perché nei libri di testo dell’epoca "non poteva" comparire la vicenda delle foibe, credo che tu abbia qualche grave lacuna di storia che, sommessamente, nonostante io non sia mai stato professore, vorrei aiutarti a colmare. Dovresti sapere che l’ideatore e primo responsabile del massacro delle foibe fu un certo JOSIP BROZ TITO.

 

Sicuramente tu sei all’oscuro di questo dato storico perché solo la tua ignoranza può giustificare il fatto che, mentre da un lato dici di rispettare il ricordo dei martiri delle Foibe, dall’altro consenti che l’asilo nido comunale di Gualdo Tadino sito in Largo Zagabria sia intitolato proprio all’infoibatore degli italiani: JOSIP BROZ TITO.

 

Credo sia superfluo aggiungere qualsiasi commento e inutile chiederti di nuovo di avere coraggio. Mi limito a chiederti un minimo di conoscenza, di coerenza e di rispetto per i nostri martiri".

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