L'ECO del Serrasanta Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia | N. 4 - 27 febbraio 2005 | ||||||
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Rubrica a cura di Carlo Catanossi Ciuf, ciuf, passa il treno ... Molto tempo fa a Gualdo si diceva che la priorità fosse la via Flaminia e che la strada di Perugia non fosse importante per il nostro territorio. Dopo un pò, vuoi per convinzione, vuoi per il principio della volpe e luva (quello cioè per cui è meglio accettare ciò che non si può impedire) la SS 318 di Valfabbrica era diventata la chiave di volta delle comunicazioni gualdesi.
Stessa sorte ebbe la questione dellospedale: ma qui è meglio soprassedere, almeno per ora.
Oggi è il turno della ferrovia: ma dove dovrà dunque passare questo treno per salire da Roma verso il nord est?
Il buon senso direbbe: dove è sempre passato. Ma da quando in qua è il buon senso che regola le scelte dei nostri politici?
Ed infatti, la notizia è stata riportata anche da questo giornale, si sono alzati alcuni politici, di quelli che contano in Umbria si intende, aventi la loro base "logistica" a Perugia, per sostenere che il raddoppio della Orte-Falconara non deve passare più per Foligno-Nocera- Gualdo-Fossato, ma che si deve inventare un nuovo tracciato sostanzialmente deviante sulla linea Foligno-Assisi-Perugia/SantEgidio-Gubbio-Fossato.
Vorrei premettere che tale tracciato non sarebbe, a mio avviso, un problema per noi gualdesi: chi di noi è costretto ad usare il treno per alcuni spostamenti di lavoro sa bene che già oggi la stazione di riferimento è Fossato di Vico che, tutto sommato, è molto più raggiungibile di quanto non lo sia la stazione di una qualsiasi media città da uno dei suoi quartieri non nelle immediate vicinanze.
Semmai il problema sono, come sempre, i collegamenti.
Ma torniamo alla questione. I politici di cui si diceva, invocando la necessità di Assisi di avere un collegamento efficiente e quella dellaeroporto di SantEgidio di avere un qualsiasi collegamento (dopo tutti questi anni lo scalo dellUmbria non ha ancora una strada decente se non quella interpoderale che non riescono a percorrere neanche gli autobus più antiquati) fanno votare un ordine del giorno ad una prestigiosa istituzione (il Comune di Perugia) e la presentano alla Commissione Lavori pubblici che, pur essendo governata da una maggioranza politica opposta a quella dei signori della Regione, provvede subito ad approvare lidea.
Molta freddezza da parte della presidente della Giunta Regionale Lorenzetti (che è di Foligno) che fonti autorevoli indicano essere il principale bersaglio della sortita perugina. Dura la reazione del senatore Ronconi che teme per la stazione di Foligno. Ma come è possibile avere questi timori se comunque il treno passerebbe sempre di li?
Dopo di ciò il silenzio. Ma che sta succedendo? Proviamo ad immaginare.
Il raddoppio della ferrovia in questione ha due punti delicati e costosissimi: il tratto tra Terni e Spoleto e quello tra Fossato e Fabriano. La tratta tra Spoleto e Foligno, anche se tra fallimenti delle ditte costruttrici e difficoltà varie, è ormai al traguardo.
Orbene: dopo aver traforato il tratto sopra Terni il treno, che troverebbe facile strada fino a Fossato, dovrebbe voltare, allungando assai strada, per andare allaeroporto, salire a Valfabbrica e, con un altro traforo, arrivare a Fossato via Branca (cioè Gubbio) per poi affrontare un altro traforo fino a Fabriano.
Ma allora anche un bambino capirebbe che lo stesso treno forse farebbe meglio a girare prima di Terni e, salendo in un lieve fondo valle (quello del Tevere per essere chiari) arrivare a Perugia senza problemi e su un tracciato già esistente.
Ecco il dramma di Foligno.
Ma ecco anche il nostro problema perché a quel punto lo stesso treno non bucherebbe la collina di Casacastalda ma, proseguendo sul tracciato esistente, ricalcherebbe il tracciato della E45 e, con un solo traforo, si troverebbe già in Romagna: alle porte del nord est. Forse sbaglio ma un mio vecchio e mai rinnegato amico dice che a pensar male si fa peccato però ci si indovina ... Chi ha lanciato il sasso sa bene che ha proposto una cosa insensata, ma il suo vero obiettivo non è realizzare una deviazione al tracciato della Orte-Falconara quanto piuttosto fermare il tutto in attesa di tempi migliori. | PRIMO PIANO | ||||||
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