L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 4 - 27 febbraio 2004

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   DAGLI USA   

Ricordo dello zio Rolando

 

di Marie Grace Michaud *)


Dopo la morte di Rolando Pinacoli ho letto molte cose meravigliose sul suo operato e il suo contributo per Gualdo. Non vivo a Gualdo, vivo a New York. Mi sono decisa a scrivere perché sentivo che in tutti quegli articoli mancava qualcosa. Sapevo che Rolando era il sindaco di Gualdo, che amava Gualdo e che era un brav'uomo, ma non sapevo molto della sua carriera politica.

 

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Rolando Pinacoli non era solo un sindaco, era anche un padre, un marito, un fratello ed uno zio. La famiglia che ha lasciato è estremamente addolorata dalla sua perdita. La pena, in certi momenti, è quasi insopportabile. Questa pena non appartiene solo a Gualdo, dove Rolando viveva, ma è sentita anche qui a New York, dove vive la sorella maggiore Miranda. L'affetto che nutriva per la sorella era enorme e questo affetto si estendeva ai suoi tre figli. Io sono la nipote di Rolando e sento il dovere di raccontare ai gualdesi un altro aspetto del loro amato sindaco.

 

Quando ero bambina, mia madre ci portava a Gualdo in estate. Quelle estati costituiscono i miei ricordi più preziosi. Ricordo zio Rolando mentre mi porta con sé per la prima volta sulla sua moto, mentre mi accompagna alla mia prima discoteca (al Papillon), mentre mi conduce sulla cima del Serrasanta per ammirare il magnifico panorama di Gualdo che amava così tanto, mentre ci porta, me e i miei fratelli (gli Americani), ad aiutarlo ad organizzare la Festa de L'Unità, e mentre mi accompagna per molte avventure in posti come Roma, Firenze, Monte Carlo e persino a Washington, D.C.

 

Ma ciò che ricordo in modo più limpido è quanto ci divertivamo quando tutta la famiglia si riuniva, inclusi nonno Augusto, nonna Anita e zio Alberto. Si rideva, si scherzava, si cantava e c'era tanto affetto. Ogni volta che zio Rolando era con la famiglia e gli amici a tavola, con del buon vino e buon cibo, mi diceva sempre, con la sua profonda inconfondibile voce: "Questa è la vita!". Era questo ciò che lo rendeva più felice. Mio zio amava la vita. Le uniche volte che l'ho visto piangere, fu quando perse il fratello e i genitori.

 

Zio Rolando veniva da noi a New York ogni volta che ne aveva la possibilità. E' venuto ad ognuno dei nostri matrimoni. Una volta, non molto tempo fa, era in Canada e prese l'autobus per un viaggio di 12 ore solo per mangiare insieme a noi. La mattina dopo tornò in Canada. Nel marzo scorso, anche se era già molto malato, venne a New York per il compleanno di sua sorella. Lo sento ancora mentre mi dice, parlando del suo cancro: "Poteva essere peggio, poteva capitare ad uno dei miei figli o dei miei nipoti". Non si lamentava mai.

 

Per me e i miei fratelli, zio Rolando era una persona grandiosa. Quando veniva da noi, la quotidianità delle nostre vite si interrompeva. Qualunque cosa stessimo facendo, quando arrivava zio Rolando era giorno di festa. Era così anche per lui quando io venivo a Gualdo. Non importava quanto fosse occupato, cessava la sua attività per assicurarsi che ci potessimo divertire. Era importante per lui che noi amassimo Gualdo e che sentissimo di volerci tornare, per tenere insieme la famiglia. Ricordo che, ogni volta che venivo a Gualdo, insisteva regolarmente per farmi cambiare volo in modo da prolungare il mio soggiorno.

 

E’ veramente difficile spiegare quanta gioia, felicità e amore zio Rolando ha portato nella mia vita. Quando eravamo bambini, era lo zio divertente, ma quando siamo diventati adulti, Rolo è diventato il nostro amico. Ad ogni mio compleanno mi telefonava e, per il mio 40° compleanno, tre giorni dopo la sua morte, ho pregato per un miracolo, per sentire la sua voce ancora una volta. Molti dei miei amici in America non capiscono perché volessi tanto bene ad uno zio che viveva molte miglia lontano da noi. Ma questo perché loro hanno zii che vivono vicino e che non vedono mai e perché non conoscevano zio Rolando. Mio zio era un dono, un dono impagabile.

 

Contrariamente ad un cosa materiale, lui non andrà mai perduto. Vivrà per sempre nei cuori della sua amata famiglia.

 

Sono certa che un giorno rivedrò zio Rolando. Staremo di nuovo insieme a bere, cantare e ridere. In attesa di quel giorno, so che l'unico modo per onorare mio zio è quello di coltivare l'immenso amore che tiene unita la famiglia. Un legame così forte che nemmeno un oceano riesce a spezzare, né oggi né mai.

 

Sicuramente, zio Rolando nutriva un grande amore per Gualdo e i Gualdesi, ma il suo primo amore era la famiglia Pinacoli. Mi sento fortunata di far parte di questa famiglia.

 

Grazie per tutto quello che hai rappresentato nella mia vita, zio. Mi mancherai sempre.


*) Tradotto dall’inglese da Angelo Pucci

LA POSTA

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