| L'ECO del Serrasanta Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia | | N. 4 - 27 febbraio 2005 |
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L'ultima pubblicazione de "L'ECO del Serrasanta" L'isola del fuoco
"Non scandalizzatevi se troverete qualcosa di anomalo. Per voi dissonante, poiché ciò che sfugge alla consuetudine della normalità contiene sempre un pizzico di verità ed ogni suo alito non può che far bene allo spirito, a meno che esso non sia già totalmente corrotto e compromesso." Così commenta Carlo Scatena, il più importante poeta vivente gualdese, nella Presentazione alla sua ultima fatica letteraria, L'isola del fuoco, che esce in questi giorni per i tipi de L'ECO del Serrasanta edizioni. E di anomalo c'è, paradossalmente, il titolo della raccolta poetica, che vede la luce nel periodo più nevoso della storia recente di Gualdo, ed eppure evoca lontani paradisi tropicali, terre baciate dal sole, caldo, fiamme e calore. In realtà, l'uscita invernale è quanto di più azzeccato. La raccolta, che - va detto subito - è la più matura e significativa espressione della lirica di Scatena, parte proprio dal presupposto che la stessa vita è aspirazione di realtà irraggiungibili: in primo luogo desiderio di comprensione del mistero dell'esistenza, del senso intimo della vita, nei confronti del quale l'uomo è come "isola" (da qui il titolo della prima sezione) sperduta in un infinito oceano, a sottolineare la distanza abissale fra ciò che essere e comprendere. Da qui l'eterno "viaggio", inteso come eterno divenire dell'essere ma anche come eterna aspirazione alla comprensione del mistero, che non è mai soddisfatta. Da qui la tentazione del mito, il ripiegamento nell'intimità del ricordo ancestrale, di cui è permeata la terza sezione ("Madre terra") che culmina con il finale "En to pan", recupero dell'unità e della totalità dell'essere proprio nella razionalizzazione della sua ancestralità (lontananza temporale) e trascendenza (lontananza spaziale ed ontologica).
Insomma, L'isola del fuoco, segna un passaggio fondamentale nella produzione scateniana, che è esattamente quello che potremmo definire "la tentazione filosofica della poesia". L'acquisizione della poesia, cioè, non come mera espressione del sentimento umano ma come vera e propria forma di conoscenza. Tentazione non nuova nel campo lirico, certo. Ma continuamente da "rinfocolare". E questo, sicuramente, è il merito de L'Isola del fuoco. Pierluigi Gioia | | CULTURA |