L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 3 - 13 febbraio 2005

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Il portico prospiciente il Comune

 

di Giuseppe Pellegrini


13portico.jpg (21351 byte)Il 28 aprile 1872 si riunì il Consiglio Comunale per deliberare in merito ad un’istanza presentata dai sig. Isidoro Alimenti, Rosa Colini, Francesco e Bonaventura Bastianelli, perché sia loro restaurata la facciata della casa sopra il portico prospiciente nella pubblica piazza.

 

Il Sindaco Presidente sig. Niccolò Fantozzi, ordina al Segretario la lettura dell’istanza presentata dai nominati, dalla quale emerge che gli stessi basano le ragioni della propria domanda, dall’essere cioè il portico, cui si chiede la restaurazione, di proprietà comunale, e perché l’attuale deterioramento del portico stesso fu causato dal Municipio con le sterro per la livellazione della Piazza.

 

Si da lettura di una relazione del Perito Agronomo sig. Giuseppe Sinibaldi di Gualdo Tadino, dalla quale risulta che, il deterioramento delle suddette logge, deriva dalla pressione della sovrastante facciata, e dal non aver eseguita nessun’opera muraria nel basamento dei pilastri, per questo è del parere, che le spese occorrenti per i restauri debbano essere a carico: per un terzo al proprietario delle logge e due terzi a quelli della casa.

 

Il Sindaco da quindi comunicazione all’adunanza dell’Istrumento 5 dicembre 1835, rogato dal Segretario Cincini, abilitato ad acta, per la cessione fatta del portico in parola a Clemente Colini e Pietro Bastianelli, allora proprietari di detta casa, e dall’atto consiliare 29 novembre 1818 col quale detta cessione venne dalla Comunità deliberata.

 

Dagli atti si rileva che la cessione del portico fu fatta ai sigg. Bastianelli e Colini, con l’obbligo però della manutenzione perpetua e con quello di erigervi una fabbrica corrispondente a quell’esistente in questo pubblico palazzo, la quale nella facciata debba essere rifinita con calce buona e che il portico debba costantemente essere mantenuto sgombro da qualunque specie di materiali e tale da potervi con agio e comodo passeggiare.

 

Alcuni consiglieri mettono in evidenza che, alla luce degli atti in possesso del Municipio, dalla quale si evince che i proprietari "non possono chiedere, a distanza di trentacinque anni a questa parte, il risarcimento dei danni, rimontando appunto a tal epoca lo sbassamento della Piazza". (Il primo livellamento della Piazza principale di Sigillo, risale quindi, con certezza al 1835). "Il timore dei proprietari del portico è avvenuto soltanto il mese scorso di Marzo, in cui un vento impetuoso fece supporre alla famiglia Bastianelli che portasse il fabbricato nelle nuvole, mentre in altri casi, di venti più impetuosi non hanno mai esposto quanto oggi hanno fatto con la loro istanza". Sono di parere quindi, continua il Sindaco, e questo è subordinato al vostro voto per suffragi segreti, che sia rigettata l’istanza siccome basata su ragioni che non hanno fondamento, e che di più sia intimato ai proprietari della fabbrica d’imbiancare la facciata e di porvi i portelloni nelle due finestre Alimenti."

 

Eseguita la votazione, e questa riconosciuta a termini di legge, assistito dai consiglieri Bartoletti e Braccini, fu approvata con voti sei favorevoli e quattro contrari. Si astennero dal votare il consigliere Colini, quale parte interessata.

 

Da quest’atto del Comune di Sigillo apprendiamo che il porticato prospiciente, il palazzo comunale era stato costruito, così come lo vediamo oggi, dopo il 1835, come da un disegno ben preciso che rendesse piacevole agli occhi della gente tutti i fabbricati che circondano la piazza. Nello stesso anno si era dato il via alla livellazione della piazza, ma non come la vediamo oggi.

SIGILLO

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