L'ECO del Serrasanta Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia | N. 3 - 13 febbraio 2005 | |||||
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COSTACCIARO La Caverna di Monte Cucco ed i pionieri fabrianesi
Tale pubblico ragionamento fu, successivamente, riportato, in maniera integrale, su una pubblicazione, edita dal marchese cavalier Costantino Benigni Olivieri, il quale, nel 1922, volle dedicarla alla Società Escursionisti di Fabriano ed al suo presidente onorario, senatore commendator Giambattista Miliani, in concomitanza con linaugurazione della scala daccesso alla Grotta di Monte Cucco. Forse sulle ali dellentusiasmo, suscitato dalla lettura delloriginario resoconto manoscritto dellesplorazione di Tommaso Agostino Benigni, e di tredici altri fabrianesi, vola ad indagare la grotta di Monte Cucco, nel XVIII secolo, un altro celebre fabrianese: Giovanni Battista Casini. Abate, umanista e naturalista di vaglia, nato a Castelletta di Fabriano nel 1761, e dimorante nel monastero silvestrino fabrianese di San Benedetto, Casini fu, probabilmente, lautentico antesignano dellesplorazione scientifica alla Grotta di Monte Cucco. Questi, infatti, intinto comera di cultura illuministica, e, dunque, apertissimo alla scienza, enunciò principi innovatori di geologia, geomorfologia, biospeleologia, paleontologia e climatologia. "Se è difficile e pericolosa la visita di questa famosa caverna - scrisse il Casini nella sua relazione sulla cavità carsica umbra - il piacere che dà la sua magnificenza compensa bene ogni pena".
Tra il giugno del 1883 e laprile del 1892, il fabrianese Giambattista Miliani, industriale cartario, poi senatore del Regno dItalia, forse sospinto dallesempio dello studioso perugino di tradizioni popolari, professor Giuseppe Bellucci, inizia lepopea esplorativa di quello che va, comunemente, sotto il nome odierno di "ramo turistico" della grotta di Monte Cucco. Miliani era un valente alpinista, iscritto alla sezione di Roma del Club alpino italiano. Fu proprio alle 303 pagine del numero 58, volume XXV, del bollettino del C.A.I., stampato ed apparso tra il 1891 ed il 1892, ed intitolato "La caverna di Monte Cucco", che il Miliani affidò il resoconto delle sue accuratissime, reiterate, e quasi decennali, ricognizioni alla cavità.
Interessatosi, appassionatamente, alla speleologia, il grande fabrianese aveva già visitato molte grotte sugli Appennini, il Carso ed i Carpazi, ma mai gli era capitato, sino ad allora, per sua esplicita ammissione, dincontrarne una così maestosa, vasta, ed interessante, come quella di Monte Cucco. Il Cucco era quel "Monte Grande" ("Monte Cucco overo Monte Grande", così è citato in un documento fabrianese del 1491), che, sempre, sin da bambino, aveva visto innalzarsi, maestoso, ad occidente, sopra la conca di Fabriano. Il 20 agosto 1922, quando, per rendere agevole laccesso alla cavità, la S.E.F. (Società Escursionisti Fabriano) mise in opera la famosa scala di ferro, sul bordo esterno dellingresso alla grotta esisteva ancora il "ceppo dacera" (molto probabilmente un acero di monte [Acer pseudoplatanus]), descritto da Miliani (mentre altri scrive, già nel 1884, "faggio"), che consentì, a molte generazioni di esploratori, la discesa dei trenta metri del pozzo dingresso, giustamente denominato Pozzo Miliani. La pianta fu, infatti, già utilizzata, quale ancoraggio, da Miliani stesso, tra il 1883 ed il 1892, e, ancor prima, da Giovanni Battista Casini, e da Tommaso Agostino Benigni, nel 1670; questultimo, chiamava dialettalmente lalbero, ancora giovane, "caspa", vale a dire cespuglio, descrivendolo come "non più grande dun braccio". Quando si seccò (anni trenta del XX secolo), lacero di monte doveva, dunque, contare attorno ai trecento anni detà.
A Giambattista Miliani, vero e proprio nume dellesplorazione scientifica alla Grotta di Monte Cucco, gli speleologi del C.A.I. di Perugia vollero consacrare anche lintitolazione del fiume sotterraneo della gran cavità umbra: il Torrente Miliani. È così che sia linizio (pozzo dingresso) sia la fine (più noti) della grotta del Monte Cucco eternano, oggi, il nome di quel pioniere, al cui esempio, ed alla cui grande suggestione, si deve, maggiormente, la ripresa delle indagini speleologiche, in profondità, allinterno della grotta, nel corso degli anni 50 e 60 del secolo scorso. Queste metodiche e caparbie investigazioni esplorative condussero, nel 1973, con la scoperta dellingresso alto, denominato Pozzo del Nibbio, al raggiungimento temporaneo del primato italiano di profondità per la grotta del Cucco. Con gli speleologi di Perugia, circa ottantanni dopo, Miliani toccava, così, idealmente, la cima ed il fondo della sua adorata "Caverna di Monte Cucco".
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