L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 3 - 13 febbraio 2005

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  CON LA TESTA FRA LE NUVOLE (94)  

Rubrica amatoriale di meteorologia e climatologia a cura di MeteoAppennino


Cronaca della più abbondante nevicata degli ultimi quarant'anni

Poco freddo tanta neve

Annunciata già da tempo da alcuni, sottovalutata da gran parte dei meteorologi e della stampa, è giunta una delle più abbondanti nevicate che si ricordino a memoria d’uomo. Ma a Gualdo, in fondo, la neve è di casa.


Prima o poi sarebbe dovuto arrivare e, alla fine, è arrivato. Stiamo parlando dell’anno del "nevone", l’anno in cui tutto ritorna come tanti anni fa, l’anno in cui la neve torna a cadere nel modo più serio possibile, come negli anni ’50 e ’60 e, in parte, anche ’70. L’anno che fa riassaggiare, con le sue mitiche "rotte" per le vie dei paesi, i suoi cumuli da tre metri, i treni bloccati e le slavine, i sapori degli inverni di qualche decennio fa.

 

Ma procediamo con ordine e raccontiamo daccapo, giorno dopo giorno, le vicende di questa lunga, e per certi versi inarrestabile, nevicata.

 

Domenica 23 gennaio

 

Dopo la gelata della notte, il cielo si copre rapidamente. Recita un proverbio: Si se rinnuvola su la brina, o pioggia o neve o strina. È il proverbio più azzeccato. A partire dal primo pomeriggio, dall’Umbria occidentale provengono notizie di intense nevicate; a Gualdo Tadino ancora nulla, a parte qualche fiocco di neve intorno alle 14. Ma è un’apparenza: in realtà, a Valsorda, già dalle 15 inizia a nevicare, lentamente, senza vento. È un vero spettacolo, davvero inconsueto. Dalle 16 inizia a piovere intensamente a Gualdo, con una temperatura di poco superiore ai 4°C. È la giusta temperatura per una nevicata di tipo "padano": l’aria relativamente secca (55%) favorisce la parziale evaporazione della pioggia con conseguente abbassamento della temperatura. Alle 18 inizia a nevicare, alle 19 i campi si imbiancano e verso le 22 i fiocchi cadono con intensità accumulando un manto di 5 cm circa. Poi, alle 22 la neve cessa.

 

Lunedì 24 gennaio

 

Il paesaggio che si scorge alle prime luci dell’alba, è finalmente bianco sopra i 400 metri, fenomeno divenuto rarissimo negli ultimi anni. A Gualdo Tadino lo spessore del manto bianco varia dai 10 cm della zona piscina, alla spolverata del fondovalle. La temperatura è ancora abbastanza alta. Dal pomeriggio, con l’avvicinarsi di quella che è la depressione fredda più poderosa degli ultimi anni, colma di aria artica, la temperatura inizia gradualmente a decrescere, ma la neve non inizia ancora a cadere.

 

Martedì 25 gennaio

 

E' il primo giorno di bufera. Durante le prime ore della notte, il cielo è coperto, la temperatura si mantiene sui 2-3°C. Alle 4,15, improvvisamente, comincia a nevicare: il vento si alza ed inizia una violentissima tormenta che, in pochi minuti, accumula oltre 10 cm di neve, ancora abbastanza bagnata. La bufera conosce una pausa verso le 6, per poi ricominciare più violenta di prima dopo le 10. Le scuole vengono chiuse e lo rimarranno fino al martedì successivo: 7 giorni come nel 1985! Nel corso della mattina, la temperatura scende a 0°C e si mantiene così per gran parte della giornata: inizia quindi una ulteriore ed inesorabile discesa, che la porterà a restare per ben 172 ore al di sotto dello 0. Sono bloccate, per vari camion di traverso, le principali arterie del paese: la provinciale di san Pellegrino e, a tratti, la Flaminia. Attorno alle 18 il manto nevoso ha già raggiunto i 50 cm: non c’è, infatti, molto vento e la neve, che è lievemente bagnata, aderisce facilmente e si accumula in grande quantità. Al termine della giornata, siamo già a circa 60 cm di neve caduta, con accumuli che vanno dai 30 ai 90 cm.

 

Mercoledì 26 gennaio

 

E' il momento più critico. In quota, a circa 5100 metri, al temperatura sfiora i – 40°C, come già accaduto nel lontano 1985. Questo favorisce violenti moti ascensionali che portano l’aria umida e mite del Mediterraneo a sovrascorrere sopra l’aria fredda richiamata dai Balcani dall’intenso vortice depressionario che si è formato sull’Italia centrale. L’intensità della nevicata cresce, dunque, con le ore nel corso della mattina; è stato di emergenza in tutti i comuni della fascia appenninica. Nelle arterie stradali, per colpa dei soliti imprudenti e sprovvisti di catene e prenumatici da neve, è il vero e proprio pandemonio: la protezione civile è costretta a distribuire pasti e bevande calde agli automobilisti rimasti incolonnati per ore. La nevicata sembra un po’ calare nel primo pomeriggio, ma riprende fortissima in serata, con una temperatura che si mantiene attorno a -1°C nel fondovalle e a -2°C a Gualdo centro. A mezzanotte sono caduti altri 50 cm di neve ed il manto complessivo supera ormai il metro in tutte le zone pedemontane, i 60 cm a Gualdo centro (vedi foto)

 

Giovedì 27 gennaio

 

Di mattina, il paesaggio è surreale: molte frazioni e casolari sono già isolati e i mezzi del comune non fanno in tempo a sgombrare la neve, che già tutto si ricopre. La depressione, però, inizia a muoversi verso sud est e, in tarda mattinata, ha raggiunto il basso Adriatico. L’intensità della nevicata decresce con le ore, il vento si mantiene sui 20-30 km/h di media, favorendo l’accumulo di neve, che continua ad essere molto soffice, ricca di aria ed aderisce con facilità ad ogni oggetto, imbiancando anche verticalmente le pareti delle abitazioni e le finestre. La temperatura è sempre lievemente sotto lo zero. Nelle prime ore del pomeriggio, la nevicata allenta, ma sono altri dieci i cm di manto bianco che si aggiungono: gli abitanti delle frazioni di montagna, semisepolte dalla neve, sfruttano l’occasione per spalare la neve dai vicoli, ricavando suggestive trincee nella neve alta più di un metro (vedi foto). Alle 17 il cielo si fa improvvisamente sereno e la temperatura scende fino a –2°C in pochi minuti, risalendo poi lievemente nel corso della notte per il vento.

 

Venerdì 28 gennaio

 

Il sereno, però, dura poche ore. Durante la notte, infatti, il cielo si riannuvola e il vento inizia a spirare dai quadranti meridionali. Il nuovo afflusso di aria fredda, proveniente dal mar Bianco, ha difatti ringalluzzito la depressione che si avviava verso i Balcani: con moto retrogrado, il vortice si sposta nuovamente verso ovest, dirigendosi verso l’Umbria. Ricominciano le nevicate: lente, senza vento o quasi, con la temperatura costantemente di -1°C a valle e di -2°C a Gualdo centro. Nelle ore centrali della giornata si hanno delle schiarite e il sole fa capolino fra la coltre nuvolosa, ma non smette mai di nevicare. Alle 16 si ha una pausa, ma alle 18, improvvisamente, si alzano forti venti di tramontana, la temperatura scende fino a -3°/-4°C ed inizia la più violenta tormenta finora verificatasi. Visibilità zero, vento a 76 km/h, strade completamente intasate: uno spettacolo cui i giovani gualdesi, troppo piccoli nel 1996, non hanno mai assistito. Alle 23, cessata la tormenta, si apre qualche sprazzo di sereno. Ma è solo un’illusione.

 

Sabato 29 gennaio

 

La giornata inizia, infatti, con una violentissima tormenta, che prosegue per alcune ore, fino a quando, in tarda mattinata, non compare il sole: è la tipica nevicata "alla gualdese" con sole e bufera insieme. La temperatura si mantiene comunque a -2°C, nonostante, verso le 14, il sole sia già perfettamente visibile. Ma dalle 15 comincia un’altra violenta tormenta, che si protrae fino a tarda sera: si producono cumuli alti fino a tre metri in molti punti della zona pedemontana, la Flaminia s’interrompe in più punti e viene chiusa al traffico, si blocca addirittura la linea ferroviaria Ancona-Roma, mentre due slavine bloccano la statale 76 fra Fossato di Vico e Fabriano. È il momento più critico: Gualdo Tadino è praticamente isolata. Durante la notte, tra Ancona e Fabriano è il pandemonio: non c’è una strada o una ferrovia aperta e si corre il rischio di ripetere un’odissea persino sull’A14. A Gualdo Tadino, lo spessore del manto nevoso tocca i 180-190 cm. È il record: si supera persino la nevicata del 1985 e si insidia quella del 1963.

 

Domenica 30 gennaio

 

La giornata inizia con un cielo grigio, una nevicata sottile, quasi pungente: è lo stesso nevischio gelato che cade ormai da ore in tutte le Marche sopra cumuli di neve che superano i 40 cm già dalla costa adriatica. Il vento, lentamente, cessa. Ma il sole non esce: fino alle 16, la neve cade incessante, anche se debolmente, lasciando l’opportunità alle ruspe, ai gatti delle nevi, alle turbine e agli spazzaneve di compiere il loro lavoro. Alle 17 il cielo si rasserena del tutto: la grande bufera del 2005 è finita. Sono ben 190 i cm di neve accumulati in totale, anche se lo spessore del manto bianco varia dai pochi cm dei campi a valle - praticamente "raschiati" dal vento - ai tre metri delle zone riparate o sottovento. Ben diverso è il panorma nel versante marchigiano, dove l’intensa nevicata, senza vento, ha accumulato ovunque più di un metro di neve. Ma ora arriva il gelo: il termometro precipita a -4°C, mantenendosi su questi valori per tutta la notte. E' il miracolo del vento, senza il quale la temperatura avrebbe raggiunto facilmente valori negativi a due cifre: un miracolo che a Gualdo si ripete molto spesso. Non a Fabriano, dove, nelle notti successive, si toccano i -12°C.

 

Lunedì 31 gennaio

 

E' la prima giornata serena da almeno 10 giorni: il Pian di Gualdo risplende bianchissimo sotto i raggi inaspettatamente tiepidi di un sole per troppo tempo atteso. Temperatura massima: 4,6°C, un vero e proprio prodigio, considerata l’enorme quantità di neve che riflette i raggi del sole, impedendo all’aria di riscaldarsi. Nella notte, è attesa la più grande gelata degli ultimi anni: la temperatura dovrebbe scendere fino a -15°C. E ci riesce quasi. Ma a -9,1°C, verso le 2 del mattino, il cielo comincia a coprirsi e la temperatura smette di diminuire, anzi aumenta gradualmente.

 

Martedì 1° febbraio

 

L’aria tiepida che comincia ad affluire dal Tirreno non riesce a scalzare il cuscino di aria gelida che aderisce a terra, come incollato: si forma così uno strato nuvoloso, che mantiene la temperatura su valori prossimi allo 0 per tutto il giorno. In serata, un rapido fronte freddo, scarica sulla zona l’ultima spolverata di neve: appena 1 cm. E' l’ultima nevicata dell’ondata di gelo. D’ora in avanti, solo belle giornate, con temperature molto basse di notte (-8,5°C il 3 febbraio, identica temperatura il 4). Al momento in cui si va in stampa, la neve non si è ancora sciolta e, probabilmente, resterà a terra per molto tempo ancora.

 

Pierluigi Gioia

 


METEO

 

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