L'ECO del Serrasanta Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia | N. 3 - 13 febbraio 2005 | |||||
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IL NUOVO INVESTIMENTO ROCCHETTA Il Comitato Rio Fergia: "Avevamo ragione noi" Secondo la relazione preliminare dellARPA i pozzi di Corcia e Rigali interferiscono con la sorgente del Rio Fergia - In Regione si cerca una difficile soluzione al problema: non depauperare il Rio Fergia e non perdere il nuovo investimento della Rocchetta che assicura nuovi posti di lavoro
La tanto attesa relazione dellARPA (Agenzia Regionale per lAmbiente), è arrivata e, sostanzialmente, conferma la tesi del Comitato di difesa del Rio Fergia: i nuovi pozzi perforati dalla Rocchetta a Rigali ed a Corcia e la sorgente del Rio Fergia appartengono allo stesso bacino ed interferiscono tra di loro. La relazione, uno studio preliminare perché unindagine accurata richiede tempi molto più lunghi, è stata consegnata al prefetto e la Prefettura di Perugia (Ufficio Territoriale del Governo) lha ritrasmessa il 28 gennaio ai membri dellOrganismo di Sorveglianza di cui fanno parte la stessa Prefettura, i sindaci di Gualdo Tadino e Nocera Umbra ed il presidente del Comitato Rio Fergia.
Successivamente cè stata una riunione in Regione promossa dallassessore regionale Danilo Monelli. Erano presenti i tecnici e gli amministratori degli Ato 1 e 2, i sindaci dei comuni di Gualdo Tadino e Nocera Umbra e tre rappresentanti del Comitato Rio Fergia. Prima ancora dellincontro, però, il Comitato, il 30 gennaio, aveva già manifestato le proprie intenzioni in un comunicato stampa diffuso agli organi di informazione contenente tre affermazioni perentorie:
a) i pozzi di Rigali e Corcia interferiscono con le sorgenti del Rio Fergia;
b) il protocollo dintesa sottoscritto nel 1993 dai comuni di Gualdo Tadino e Nocera Umbra stabilisce che Nocera non può prelevare alla sorgente del Rio Fergia più di 20 litri al secondo e Gualdo non più di 8 litri al secondo. Quindi ulteriori prelievi non sono possibili;
c) i pozzi di Rigali e Corcia vanno chiusi perché dal bacino, in virtà del Protocollo dintesa, non possono essere effettuati ulteriori prelievi.
Quindi nulla in contrario sul nuovo investimento della Rocchetta, purché si utilizzi acqua che non alimenta il Rio Fergia.
La palla ora è in mano alla Regione, presa tra due fuochi: da una parte il rispetto del protocollo dintesa per non depauperare la portata del Rio Fergia, le cui acque sono vitali per lalimentazione del Caldognola e del Topino (ecco linteresse vivo per la vicenda della zona folignate); dallaltra non si vuole perdere un investimento importante come quello della Rocchetta che può portare altri posti di lavoro (una quarantina tra diretti ed indiretti).
La base di discussione è costituita da una lettera che accompagna la relazione dellARPA firmata dal presidente dellAgenzia Svedo Piccioni. In essa si legge che "lo studio eseguito da ARPA ipotizza che il permesso di ricerca avviato dalla società Rocchetta e finalizzato alla derivazione di 20 litri al secondo per imbottigliamento ricada nel bacino di alimentazione della sorgente Boschetto e potrebbe interferire solo nei mesi tardo estivi, ovvero durante le minime portate annuali, sui deflussi del Rio Fergia. Al di là della possibile connessione tra la concessione mineraria di Monte Penna ed il bacino idrogeologico della sorgente Boschetto, sono realizzabili alcune soluzioni che possono consentire di autorizzare il prelievo in concessione richiesto senza incidere sullequilibrio ambientale dellarea, mantenendo inalterato lo stato attuale (prelievi e portate minime dei corsi dacqua) che si rivela tuttora sostenibile". Quindi, accertata la connessione, si cercano possibili soluzioni di compatibilità. Ecco quelle che vengono suggerite:
a) Per il breve periodo - Nei periodi di magra della sorgente del Rio Fergia (generalmente settembre ottobre), stabilita la portata minima necessario al fiume, la Rocchetta dovrebbe ridurre il prelievo da 20 a 10 litri al secondo ed il comune di Gualdo dovrebbe rinunciare ai suoi 8 litri al secondo previsti dal protocollo del 93. Per tranquillizzare tutti sui vincoli imposti si dovrebbero introdurre dei misuratori di portata in tutti i luoghi di captazione.
b) Per il lungo periodo- Trasportare a Boschetto 20 litri di acqua al secondo prelevandola dai pozzi del territorio di Gualdo Tadino oggi non utilizzati (Santo Marzio, Cappuccini) per liberare la sorgente di Boschetto dal prelievo di acqua ad uso potabile. Una soluzione che il Comitato respinge in maniera sdegnata: "Da sempre abbiamo bevuto la nostra acqua, perché dovremmo bere acqua proveniente da altre zone?". Cè poi un secondo aspetto, sottolineato anche nella lettera: tale soluzione implica ladeguamento del sistema acquedottistico e la valutazione dei costi di gestione che ne deriverebbero per sollevare lacqua.
Sono strade percorribili? Per ora la Regione ha preso tempo dando ai suoi referenti lopportunità di riflettere. Non sappiamo quando ci sarà il prossimo incontro. Di certo non sarà facile trovare una soluzione che salvi capri e cavoli. Perché nessuno vuole depauperare la sorgente del Rio Fergia, però è anche difficile rinunciare a cuor leggero, in un periodo di forte recessione economica come il nostro, alla creazione di nuovi posti di lavoro. E molto tempo per decidere non cè perché la Rocchetta ha sempre detto che linvestimento lo vuole fare subito e che, se non lo può fare a Gualdo, lo farà altrove.
Viene sollevato, poi, il tema del piano industriale della società Rocchetta per valutarne la ricaduta sul territorio. Ma questo è un problema successivo. Una volta stabilito il bacino da cui lazienda potrà attingere acqua, la strada, credo, sarà in discesa. | ATTUALITA' | |||||
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