L'ECO del Serrasanta Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia | N. 2 - 30 gennaio 2005 | |||||
| Pro Tadino | Prima pagina | Edizioni | Sommario | Cerca nel sito | ||
Lo scempio della "bonifica fondiaria" Sotto il nome di "Legge Mancia", tra il 2005 e il 2007, sono stati stanziati dal Governo 307.511.000 euro. Gli interventi sono suddivisi per tipo: tutela ambientale, tutela beni culturali, sviluppo economico, e interventi di carattere sociale. Per la Tutela ambientale sono previsti ben 327 interventi per un totale di 307.515.000 euro; per i beni culturali, 112 progetti per 86.175.000 euro, e via dicendo.
Per accedere agli interventi è necessario avere certi requisiti. Ora questi requisiti il territorio comunale li aveva, ma, con la legge sulla bonifica fondiaria è venuto a mancare il bene più prezioso: La tutela ambientale, di conseguenza la tutela ai beni culturali.
Certo, è vero, rimane lo sviluppo economico, ma è un bene che paghiamo a caro prezzo, perché, con questi interventi sono danneggiate irreparabilmente le risorgive del bacino di Monte Cucco, un danno ecologico incalcolabile che non ha precedenti e che pagheremo certamente con gli interessi.
Da più parti si urlacchia: e basta con questi ambientalisti! Verdi che lottano per la Foresta amazzonica, senza la quale dicono, il pianeta non avrebbe il suo naturale polmone dossigeno e rischierebbe di andare a ramengo. Ma mi volete dire a che serve lottare per la foresta amazzonica quando in questa martoriata terra dellAlto Chiascio, in nome di una legge regionale si compiono scempi irreparabili (il Pian di Scirca è unautostrada e il danno culturale è incalcolabile), la zona è vincolata come zona archeologica, ma darcheologico ormai non è rimasto nulla.
E pensare che nella fascia di terreno che va dal Ponte Spiano al Ponte Etrusco alla Scirca si estendeva la Suillum romana ed i cinque anni di scavi archeologici hanno riportato alla luce testimonianze di un passato ancora da scoprire, ma, due ore di pala meccanica hanno ridotto quella fascia un ammasso di materiali tanto da rendere irriconoscibile la sua natura morfologica.
Nel Bollettino Ufficiale della Regione dellUmbria n. 58 del 28 novembre 2001, si legge testualmente: "lestrazione di materiale da cava di cui allart. 2, con le modalità descavazione e di ricomposizione ambientale previste nel regolamento attuativo denominato R.T.A., proposto dalla Giunta Regionale ed approvato dal Consiglio, è consentita nellaree del territorio regionale destinate dallo strumento urbanistico generale comunale ad attività estrattiva, ai sensi del comma due dellart.2 della Legge regionale 21 ottobre 1997, n. 31. E vietato comunque lesercizio dellattività estrattiva: nei fiumi e nei torrenti fino a cento metri dal piede dellargine o della sponda; nelle aree archeologiche individuiate ai sensi della Legge 1 giugno 1939, n. 1089 e della Legge 29 giugno 1939, n. 1497; nei Parchi e nelle aree naturali protette, istituite ai sensi delle leggi nazionali e regionali. Il Parco del Monte Cucco è stato Istituito con Legge Regionale nel 1995; nelle aree con acquiferi a vulnerabilità molto elevate, così come definita nella cartografia ufficiale del Gruppo nazionale difesa catastrofi idrogeologiche, linea quattro "Valutazione della vulnerabilità degli acquiferi".
Ora, se queste leggi sono vigenti, comè possibile che si rilascino ancora autorizzazioni nelle zone sopra citate? Signori amministratori, riflettete, ma, soprattutto controllate la fattibilità delle escavazioni, poiché il materiale estratto è trasferito in altre regioni italiane, ed al posto di questo materiale cosa si trasporta? Sono stati eseguiti dei controlli? Non fateci svegliare un giorno e scoprire che siamo divenuti una "discarica".
Giuseppe Pellegrini | SIGILLO
| |||||
| Pro Tadino | Prima pagina | Edizioni | Sommario | Cerca nel sito | ||