L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 2 - 30 gennaio 2005

Pro TadinoPrima paginaEdizioniSommario

Cerca nel sito


Vincoli e ... Verdi incongruenze

 

di Giuseppe Pellegrini


Il Piano Energetico Regionale, veramente rigido e vincolante, ha individuato dei siti per lo sfruttamento eolico, ma siccome la torta scotta non poco per verdi contraddizioni, la Regione dell’Umbria ha delegato i Comuni circa la risoluzione del problema. In altre parole ha permesso ai Comuni di poter deliberare circa l’installazione, sul proprio territorio di impianti eolici, riservandosi, alla luce del Piano energetico regionale il potere decisionale. Poiché i Comuni di Scheggia, Costacciaro e Sigillo ricadono nel Parco del Monte Cucco, sono quindi soggetti a vincolo, e il potere decisionale spetta alla Regione.

 

Il "genius loci" del territorio compreso nel "Consorzio Obbligatorio del Parco di Monte Cucco" (si chiama proprio con questo nome, giacché non è un vero parco ma soltanto un parco di fatto), a memoria d’uomo è il vento, che spira da diverse direzioni, soffiando sul territorio che appartenne agli antichi Umbri, sussurra le preghiere dei Santi Monaci e ruggisce fra le antiche pietre, al punto che gli stessi abitanti si sentono votati allo spaesamento e all’emigrazione, sollevati dal vento e trascinati nei più lontani punti del globo. E un vorticoso mulinello di pensieri avvolge il visitatore (in realtà pochissimi e da qualche anno quasi nessuno), quando arriva sulle ali della Tramontana o del Traversone, del Libeccio o Vento di Sotto, com’è chiamato dai locali.

 

Per secoli, una delle principali attività del luogo è stata l’industria della carta, connessa all’agricoltura e alla pastorizia; qui, dove si è posato il leggendario Grifone, tutto parla di civiltà che si mescolano, di nobiltà decadute, di turbolenti addii e di profonda religiosità. La spettacolare cascata "della Vetricara" a Villa Scirca, oggi serve l’Augusta Perusia, ed il Maglio, vecchio e nuovo, i molini per cereali, e ad olio, la Walchiera per panni, la Zecca dei Conti Galeotti di Gubbio, hanno interrotto il loro canto e con lui oltre 200 famiglie si sono dovute arrendere al volere fascista. I mascheroni di pietra che, incastonati negli architravi delle case guardano i passanti con aria beffarda, sembrano saperla lunga sull’anima di questi luoghi. Ma tutta l’Alta Valle del Chiascio è una terra speciale, dove antichi insediamenti testimoniano il passato, dove per molti secoli santi ed illuminati uomini vi hanno trascorso lunghi periodi di penitenza e di preghiera. Questo ed altro è il sito degli antichi abitatori di questa meravigliosa Terra, che, ostacolata da antichi amministratori, circa gli insediamenti delle moderne industrie, vedeva nell’Ente Parco un valido supporto alla rinascita economica. Ma il Parco, creato con Legge speciale regionale nel 1995, non ha dato i frutti sperati.

 

E se l’unica fonte non inquinante è lo sfruttamento del vento per impianti eolici, che porterebbero nelle già deficitarie casse comunali (e non solo), dei soldini ed insieme posti di lavoro, c’è vietato, questa popolazione dice: "La montagna di questa fascia non appartiene ai Comuni, bensì, per oltre i tre quarti del territorio è di proprietà privata, i vincoli e le verdi incongruenze devono necessariamente cadere; diversamente, questa popolazione potrebbe adottare forme di lotta che possano ridare a questa martoriata "striscia di terra" quella dignità che le spetta per secolare diritto."

TERRITORIO

Pro TadinoPrima paginaEdizioniSommario

Cerca nel sito