L'ECO del Serrasanta Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia | N. 2 - 30 gennaio 2005 | |||||
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Streghe e stregoneria Certe volte, gli autori dei manuali di storia tendono a trattare superficialmente determinati problemi. Fin qui non ci sarebbe nulla di cui preoccuparsi se questa tendenza fosse motivata dallesigenza di spiegare ai lettori unepoca che molto spesso copre un periodo molto ampio di cui, umanamente, non è possibile conoscere in maniera approfondita ogni argomento, perciò si è costretti a ricorrere alla citazione di fonti provenienti da altri testi e quasi mai verificate personalmente. Ma in altri casi, fatto assai più grave, gli storici affrontano le questioni con un pregiudizio marcatamente fazioso, nellintento di fornire una spiegazione dei fenomeni funzionale più ai propri progetti ideologici, che ad una fedele, per quanto possibile, ricostruzione dei fatti che tenga in debito conto della documentazione disponibile.
Lesito di questorientamento sfocia spesso nella formazione di un apparato concettuale che entra a far parte di un immaginario collettivo difficilmente modificabile, che si nutre acriticamente di luoghi comuni politicamente corretti.
Il convegno che si è svolto presso lex chiesa di Santa Chiara l11 dicembre sul tema "La stregoneria: legislazione e percezione tra medioevo ed età moderna", organizzato dal Comitato soci Coop Gualdo Tadino, dallUnigualdo, con il patrocinio dellassessorato alla Cultura, ha mostrato come tale argomento costituisca un classico esempio di quel "pressappochismo" cui abbiamo accennato e di come sia urgente una seria opera di revisione critica che vanifichi una mitologia storiografica, buona soltanto per spettacolarizzazioni cinematografiche.
Le tre ottime e circostanziate relazioni, tenute rispettivamente dal prof. A. Maiarelli dellIstituto Teologico dAssisi, su La stregoneria: reminiscenze pagane in un mondo cristiano, dal ricercatore dott. A. Czortek, su Stregoneria e tribunali ecclesiastici, dalla dott.ssa C. Roccaforte del Centro di Documentazione "Porziuncola" di S. Maria degli Angeli, su I processi alle streghe: testimonianze ed iter processuali, hanno preso in esame un arco di tempo piuttosto ampio dalla seconda metà del XIII sec. al primi decenni dei XVII, e suscitato un curioso interesse tra i molti partecipanti, offrendo loro ricchi spunti per la riflessione. Non potendo valutare in maniera analitica tutte e tre le comunicazioni, per ovvi motivi di spazio, cercheremo di focalizzare alcune tesi che riteniamo di fondamentale importanza per una corretta comprensione dei fatti.
Prima di tutto - e questo spiega il motivo del perché sia stato indagato un lungo periodo - la percezione della stregoneria varia nel corso dei secoli e, spesso, a seconda delle aree geografiche. Nel basso medioevo e sino agli inizi del 400, la stregoneria è considerata dalla chiesa una manifestazione dellignoranza e una forma di superstizione, che aveva un suo fondamento nel sincretismo pagano e cristiano, tipico delle zone rurali. Le streghe, più raramente gli stregoni, operavano spesso là dove non arrivava la scienza medica. Latteggiamento nei confronti di queste pratiche era di natura essenzialmente pastorale, volto soprattutto a sradicare la superstizione e a depaganizzare il culto cristiano. Le cose cominciarono a cambiare quando, sul finire del XIII sec., si andarono sempre di più ad affermare le cosiddette "eresie popolari" di carattere pauperistico, come ad esempio leresia Catara. Queste furono considerate, sia dal potere civile, che da quello spirituale, pericolose per lordine sociale e pertanto si decise di intervenire con listituzione del tribunale dellinquisizione.
Occorre però distinguere, e questo è un secondo punto di fondamentale importanza, tra inquisizione civile ed ecclesiastica, questa ultima, inoltre, non deve essere confusa con i tribunali vescovili. La "Santa Inquisizione", che prese tale nome perché operava secondo regole inquisitorie codificate nel diritto romano, si occupava solo ed esclusivamente di eresie. Nacque con una struttura centralistica (la figura dellinquisitore nominata dal papa), indipendente dai tribunali civili e da quelli vescovili, primariamente per evitare abusi e vendette trasversali che potevano nascere qualora qualcuno fosse stato tacciato impropriamente di eresie. Le pene comminate per chi era riconosciuto colpevole erano per lo più di carattere spirituale; soltanto raramente lesito dei processi conduceva alla morte, mentre linquisizione civile era molto più dura e crudele. Il rogo per gli eretici fu istituito da Federico II e solo il potere secolare aveva questa facoltà, non riconosciuta alla chiesa dal diritto canonico. Per fare un esempio: dellinquisitore Bernardo Guy (reso famoso dai romanzo Il nome della rosa di Umberto Eco) siamo a conoscenza di 930 sentenze emanate tra il 1308 e 1323. Esse si risolsero in: 132 imposizioni di croci; 9 pellegrinaggi; 143 servizi in terra santa; 307 incarceramenti (il massimo erano otto anni da scontare in convento o a casa): 2 esposizioni alla berlina; 2 riduzioni a stato laicale; 1 esilio; 139 assoluzioni; 60 sentenze in contumacia; 42 abbandoni al braccio secolare. Anche la pratica della tortura fu utilizzata raramente: su 639 processi svolti Tolosa tra il 1309 e 1323 fu impiegata una volta soltanto; mentre a Valertela, tra il 1478 e il 1530, su 2354 processi soltanto 12 volte.
Gli storici sono concordi nel ritenere che nel periodo medievale linquisizione non era quel mostro di crudeltà cui ci hanno abituato i manuali. Essi sono anzitutto concordi nel ritenere che debba essere giudicata in rapporto alla realtà giuridica del tempo; che nel suo ambito si commisero errori ed abusi, ma che in generale essa era un tribunale equilibrato, equo e, per la sensibilità del tempo, garantista; che la repressione delleresia, unico scopo dellinquisizione, fu condivisa dal papato e dallintera società civile. "I delitti legati alla stregoneria o alleresia, come sostiene lo storico F. Cardini, erano veri e propri delitti. Non si finiva davanti allinquisizione per opinioni, ma fatti concreti: aborti, avvelenamenti, atti delittuosi. Spesso non era la chiesa che voleva vedere gli eretici o le streghe bruciare, ma il popolo che di loro si era servito per pratiche vergognose".
Durante il medioevo, si tenta, dunque, di tenere il più possibile separate la stregoneria dalleresia. E soltanto a partire dalletà moderna, tra la seconda metà del 500 e i primi decenni del 600, che la stregoneria viene assimilata alleresia. Se la strega, in genere donna perché più fragile alle tentazioni, opera perché posseduta da satana, allora il suo potere non è frutto di fantasia e ignorante credenza, ma reale, come è reale la persona del demonio. Comincia la grande caccia alle streghe, condotta, in particolare, dallinquisizione spagnola, che ebbe tra laltro un carattere specifico per la presenza su quel territorio di una vasta comunità islamica ed ebrea, e dallinquisizione italiana. Anche in questo caso però lesito finale dei processi conduceva raramente alla morte. Siamo lontani dai milioni di vittime che una certa pubblicistica sembra volere accreditare. Infatti, secondo lo storico G. Henningsen che ha monitorato 50.000 processi, svolti dallinquisizione spagnola tra il 1540 e il 1700, soltanto ll% risulta concluso con una condanna a morte. Molte di più risultano le vittime dellinquisizione civile e di quella protestante, in particolare nella zona ginevrina, sotto lautorità calvinista.
Il perché la strega venga perseguitata e considerata come apostola del maligno è da imputare anzitutto al clima di paura, di incertezza e di minacce, anche materiali, che gravavano sulle popolazioni di quel particolare periodo storico. Ad aggravare la situazione ci fu, a nostro giudizio, uno schema di predicazione, proposto dalla chiesa e tipico di una visione vetero testamentaria troppo semplicistica, che legava i mali naturali ai castighi divini. Poiché contro la natura non si poteva lottare, ecco che venivano finalizzate tutte le risorse umane per debellare il male morale, origine del male fisico. Ma le disgrazie erano frequentissime e quindi il diavolo era visto dappertutto.
Al di là di ogni giudizio storico che dobbiamo necessariamente dare dellinquisizione, resta comunque il fatto che la volgata storica di origine illuminista, che per molto tempo ha creato artatamente una distorsione dei fatti, non resiste più di fronte alla documentazione oggi acquisita. Questo convegno ci ha fatto comprendere come il lavoro dello storico debba essere sempre condotto con scrupolo e attraverso un attento esame critico delle fonti, soprattutto in presenza di fenomeni complessi quale è quello della stregoneria. Soltanto seguendo regole ermeneutiche di contestualizzazione storica è possibile evitare il rischio, sempre in agguato, di cadere nella facile demonizzazione di ciò che idealmente non si condivide.
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