L'ECO del Serrasanta Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia | N. 2 - 30 gennaio 2005 | |||||
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LA CHIESA DI CAPRARA Nota illustrativa dopo i recenti restauri Tornano alla luce storia, arte e tradizioni La chiesa è costituita da una unica volta a botte, addossata a strutture precedenti, che si presuppongono spazi di un castello e più precisamente, di una torre di avvistamento, le cui mura sono ancora visibili a sinistra della cappellina dedicata alla Madonna del Rosario. La volta della suddetta cappella è stata svuotata durante il restauro per valorizzare la chiesa e riportare alla luce quella originale attraverso la demolizione della parte costruita nell'ottocento. Pare che questa in origine fungesse da porta esterna e ciò andrebbe a confermare l'ipotesi della struttura attuale, costruita appoggiandosi ad una preesistente.
Ai lati della cappellina, dopo il restauro sono emersi dei locali bui interamente in pietra che alcuni sostengono siano stati utilizzati un tempo come prigioni, tuttavia tale teoria non è da tutti confermata. A provare la supposta esistenza di un'antica torre di avvistamento, dopo i lavori sono emerse dai muri della sacrestia le tipiche feritoie.
In questa stanza parte del pavimento - interamente rifatto e abbassato anche nel resto della struttura - è stata realizzata in cristallo, così da rendere visibili i resti delle antiche fondamenta. Inoltre scavando nella parete dietro l'altare è venuto alla luce l'originario ingresso della chiesa: sono infatti ancora ben visibili i cardini in pietra che permettevano il movimento al portone. L'ingresso attuale, che dà sulla "piazzetta", è stato infatti realizzato solo quando questa ha assunto importanza a livello sociale divenendo luogo di ritrovo per gli abitanti del paese. In seguito a ciò si era ritenuto opportuno cambiare anche la posizione dell'altare per collocarlo nel sito in cui si trova ancora oggi. Questo giustificherebbe il singolarissimo e interessantissimo fatto che per accedere al sagrato si devono scendere dei gradini piuttosto che salirli, come normalmente avviene in tutte le chiese.
Anche gli antichi affreschi (XIII-XIV secolo) eseguiti da Matteo da Gualdo, da Girolamo di Matteo secondo alcuni, da un altro pittore anonimo forse eugubino secondo altri, sono stati restaurati e sono tornati a risplendere a sinistra dell'ingresso. Vi sono rappresentati san Cristoforo, attribuibile a Matteo, santa Margherita d'Antiochia patrona delle partorienti e riconoscibile dal drago che porta al guinzaglio, la Madonna con Bambino in Trono con Angeli, un vescovo, probabilmente SantUbaldo, e infine san Sebastiano e san Rocco.
Qui sono riportati solo brevemente i tesori che lo scrigno della chiesa parrocchiale di Caprara racchiude in sé, nel suo essere piccolo e raccolto tempio ove palpita la presenza della divinità, della storia e dell'arte raccontata dagli splendidi muri in pietra ove occhieggiano belle finestre ad arco monofore e ove l'antico e il moderno sono stati ben conciliati e che ora, dopo i lavori, si mostra come un bene artistico e culturale da proteggere e valorizzare sempre più, in quanto patrimonio di tutti e non solo della gualdesità.
Alessandra Artedia | CULTURA | |||||
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