L'ECO del Serrasanta |
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Ambiente | CON LA TESTA FRA LE NUVOLE (93) Rubrica amatoriale di meteorologia e climatologia a cura di MeteoAppennino E' arrivato l'inverno
Durante i mesi di dicembre, prima, e di gennaio, poi, tutta lEuropa aveva conosciuto temperature superiori alle medie. In Lapponia, terra di Babbo Natale, dove le medie di gennaio si aggirano sui 25/-20°C, i termometri lanciavano preoccupanti segnali dallarme, con valori di poco inferiori allo zero e deboli precipitazioni nevose. Peggio ancora andava nel sud della Finlandia, dove le medie invernali si aggirano fra 10°C e i 6°C: ad Helsinki, dopo un Natale bagnato, anche le prime due decadi di gennaio avevano visto assoluta prevalenza di precipitazioni liquide e temperature, in alcuni casi, prossime ai + 10°C. Stessa cosa nelle pianure della Russia: qui dai 15°C attesi si era passati agli 0°C e, qualche volta, anche di più. Meno irregolare la situazione dallaltra parte del globo, sopra le pianure canadesi, dove i valori di temperatura rientravano nelle medie, mentre in Siberia, ci si trovava ben 15°C oltre il normale. Colpa del vortice polareLanomalia consisteva in questo. Sopra i due poli, laria è talmente fredda che tende a divenire molto densa e pesante: scende dunque al suolo, schiacciandosi verso il basso e dando origine ad una serie di poderosi anticicloni quello siberiano, quello canadese e lasciando una sorta di "buco" daria in quota. Questo "buco", detto "vortice polare", è una gigantesca depressione, articolata in più nuclei, che funziona come un enorme aspirapolvere: convoglia verso di sé tutta laria in quota, di origine sub-tropicale, che continuamente viene sollevata a forza dalle depressioni extratropicali (ad es. le perturbazioni atlantiche) e dalle depressioni permanenti (ad es. il ciclone dellIslanda) che stazionano attorno ai 60° di latitudine. Solitamente, durante la fase più fredda della stagione invernale, il potente vortice polare conosce una o più fasi dindebolimento: per cui, il "risucchio" in quota verso il polo si allenta e la serie di depressioni associate al vortice polare tende ad allontanarsi da esso. Si formano ondulazioni molto ampie vedi la carta del geopotenziale relativo a 500 hPa, sopra il polo nord per martedì 25 gennaio che provocano "colate" di aria fredda fino alle basse latitudini. In casi eccezionali, come nel 1956 o il 1985, il vortice polare, a causa di un anomalo riscaldamento della stratosfera (il famigerato "stratwarming" di cui abbiamo già parlato), scompare del tutto ed allora laria fredda collassa verso i tropici, dando vita a lunghi periodi di gelo. Gelo sì, ma non eccezionaleNon è il caso dellondata di gelo di questanno, che nasce solo da un modesto e del tutto normale stratwarming. A costo di essere smentiti (perché al momento presente londata non è ancora iniziata), va detto che, per quanto intenso, il freddo non sarà eccezionale. Il nuovo 1985 deve ancora arrivare. Tuttavia è comunque significativo che anche questinverno, come i precedenti, sia stato caratterizzato da una notevole "robustezza" del vortice polare, che si è dissipata solo ad inverno inoltrato. Linverno, insomma, tarda ad entrare e tarda ad uscire. È un segno incontrovertibile che gli oceani stanno assorbendo enormi quantità di energia, bilanciando così leffetto serra.
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