L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 2 - 30 gennaio 2005

Pro TadinoPrima paginaEdizioniSommario

Cerca nel sito


L'intitolazione di Via Don Bosco


In occasione del 31 gennaio festa di San Giovanni Bosco (1815-1888), ritengo ricordare una piccola parte di storia, legata alla fondazione dell’Istituto Salesiano.

 

La prima pietra dell’Istituto Salesiano fu posta nel settembre 1897 e i Salesiani presero possesso dello stabile il 26 luglio 1899, anche se i primi due Salesiani erano già a GualdoTadino dal 25 settembre del 1895. L’Istituto fu eseguito a spese e per volontà di mons. Roberto Calai Marioni che volle a Gualdo Tadino i Salesiani per favorire lo studio della gioventù locale. Don Giovanni Bosco infatti fondò nel 1846 la "Società di San Francesco di Sales" (da cui il termine Salesiani) allo scopo di educare ed istruire i giovani meno abbienti nelle scuole di ogni ordine e grado, comprese quelle professionali di cui egli era fautore.

 

L’opera salesiana ebbe i più preziosi incoraggiamenti da parte dei successori di Don Bosco.

 

Nel 1926 fu annesso al collegio anche l’oratorio con la chiesa ed il teatro per le varie associazioni che intanto erano cresciute attorno ai Salesiani.

 

Nel 1935 iniziarono i lavori di ampliamento dell’istituto con costruzione della nuova ala di 300 metri quadrati di superficie e di 18 metri d’altezza, su progetto dell'ex allievo ing. Giuseppe Guerra Baldelli; lavori necessari per dare più spazio ai collegiali ed agli studenti gualdesi che nel frattempo si erano moltiplicati, e di conseguenza si erano dovute aumentare le aule, perché oltre alle medie inferiori si erano formate cinque classi di ginnasio e quattro di istituto tecnico.

 

Questa breve premessa per riferire di una delibera consiliare relativa alla intitolazione di una via a Don Giovanni Bosco a Gualdo Tadino, in seguito alla seguente lettera scritta il 13 marzo 1929 dal direttore dell’istituto, Don Cognata, al podestà: "In quest’anno veramente sacro all’unità e alla grandezza della nostra Italia, dopo l’auspicata conciliazione tra stato e chiesa, avremo la somma esaltazione di un grande Italiano, che con fede incrollabile ed operosa conciliò sempre nell’animo suo e nella finalità della sua opera la devozione al Papa e la fedeltà sincera al Re d’Italia, e lavorò con profetica certezza per la felice realtà di cui oggi noi esultiamo. Egli è don Giovanni Bosco, che la suprema Autorità della Chiesa proclamerà Beato, decretandogli gli onori degli altari.

 

Il 19 marzo p.v. il Sommo Pontefice firmerà il decreto relativo, ordinandone la solenne lettura alla Sua Augusta presenza. In tale fausta circostanza, considerando che in tante parti d’Italia si è data o si prepara una solenne manifestazione di ossequio e di stima alla nobile e santa figura di D. Bosco, a nome di questo Istituto e dell’associazione degli ex allievi mi permetto di fare istanza presso la S. V. Ill.ma perché voglia dare il nome di Don Bosco ad una via di questa cittadina, che da un trentennio gode dei frutti e della educazione religiosa e patriottica dei figli di Don Bosco. Così il 19 marzo anche la nobile Gualdo Tadino prenderà parte viva alla esultanza d’Italia per la esaltazione del Grande Italiano".

 

In quell’occasione il consiglio comunale per eternare il ricordo del Grande Italiano Giovanni Bosco ritenne "doveroso accogliere la richiesta dell’Istituto Salesiano, assegnando il suo nome ad una via della città, perché i presenti ed i posteri ricordino e traggano esempio e sprone al sacro amore della Religione e della Patria; ritenuto che l’avvenimento sopra accennato del 19 marzo 1929 offra la migliore occasione per attuare tale provvedimento che sarà anche particolarmente gradito a questa popolazione, che ha avuto agio di constatare l’opera benefica, educativa e patriottica che da circa un trentennio, svolgono localmente i figli di D. Bosco; considerato che in questa città vi è una via anonima, quella cioè che dall’ingresso dell’Istituto Salesiano conduce direttamente alla stazione ferroviaria, alla quale si ritiene opportuno, per i suesposti motivi, di dare il titolo di Viale Don Bosco".

 

Dalla beatificazione di Don Bosco nel 1929, la via intitolatagli ha cambiato un po’ il percorso: non conduce più alla stazione iniziando dall’ingresso dell’Istituto, ma dalla cosiddetta fontana De Pretis, (quadrivio di Via A. Pennoni, via Bersaglieri e via R. Calai) continua fino a Caselle dove si congiunge con la Flaminia; Don Giovanni Bosco fu poi canonizzato nel 1934.

 

Mario Becchetti

CULTURA

Pro TadinoPrima paginaEdizioniSommario

Cerca nel sito