L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 1 - 16 gennaio 2005

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Il Viale della Rimembranza

 

di Giuseppe Pellegrini


Il 29 luglio 1923 fu inaugurato in Sigillo, alla presenza delle autorità comunali, dei Regi Carabinieri, delle Scuole Elementari, del parroco don Francesco Costanzi, e del Concerto cittadino, della locale Associazione Reduci di Guerra, il viale della rimembranza. Furono messe a dimora trentasei piante di ligustri (il numero 36 ricorda i caduti della prima guerra mondiale).

 

Dieci anni dopo, le piante erano in parte secche, quindi si rese necessario abbatterle e piantare trentasei cipressi del tipo "semper vivens pyramidalis" essendo piante di facile sviluppo, in qualunque terreno, anche se calcare, secco e magro di collina, come quello esistente nel viale. Il costo d’ogni pianta, messa a piè d’opera raggiunse la cifra 15 lire (erano piante di quasi tre metri d’altezza).

 

Il cipresso, nome scientifico Cupressus Sempervirens, è un albero bellissimo ed appartiene alla famiglia delle Cupressaceae, divisione delle Gymnospermae denominate conifere. La sua popolarità nasce di piantarlo vicino ai cimiteri.

 

Il cipresso trae origini dal mondo della mitologia e dalle religioni antiche. Il nome Cupressus deriva dal greco Kurarissos (Ciparisso), nome di un bel giovane figlio di Telefo, che respinse i Greci diretti alla guerra di Troia.

 

Un’antica leggenda della mitologia greca ci racconta di un giovane di nome Ciparisso che, ucciso involontariamente un cervo da lui stesso allevato, fuggì e si riparò sul Monte Casius; Apollo, vedutolo preso da dolore e disperazione, per non vederlo soffrire, lo tramutò in un elegante e armonioso albero cui avrebbe imposto nome appunto Cipresso.

 

Le origini della pianta provengono dalle regioni orientali del Mediterraneo, precisamente Grecia, Cipro, Creta e le isole greche, Libano, Cirenaica, nord della Giordania, fino alle alture dell’Iran.

 

Il cipresso è storicamente noto per essere uno degli alberi più longevi e, per molte delle piante d’età avanzata, si prevede una lunga sopravvivenza, conservando la loro chioma folta e profonda rispetto alle dimensioni del tronco, in ogni modo i cipressi vicini a strade o centri abitati sono inevitabilmente soggetti a maggiori rischi di sopravvivenza, che portano a ridurre la loro longevità. Si pone quindi la necessità di una graduale sostituzione di vecchie piante soprattutto nei giardini e nei parchi storici.

 

Ma gli avvenimenti che hanno fatto crollare il mito del cipresso longevo, sono stati gli attacchi parassitari, il più virulento dei quali è il seiridium cardinale; la malattia da lui provocata prende il nome di "cancro del cipresso". Un altro agente patogeno che ha provocato violenti attacchi in alcuni periodi è un insetto chiamato "afide del cipresso" o cinara cipressi.

 

La presenza della malattia sulle piante di cipresso comune, è data dal disseccamento dei rametti, dei rami e del cimale, e dall’emissione di resina. Il parassita penetra all’interno della corteccia ed una volta penetrato nell’albero si sviluppa rapidamente provocando delle necrosi dei tessuti corticali.

 

Un metodo di lotta molto importante è trovare dei ceppi resistenti alla malattia e fare dei seri trattamenti di bonifica forestale in primavera ed in autunno. Una volta le cipressete venivano sottoposte periodicamente a trattamenti ad interventi di ripulitura; queste cure colturali hanno determinato il mantenimento e la diffusione del cipresso.

SIGILLO

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