L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 1 - 16 gennaio 2005

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Finalmente il campanaccio


12torreciv.jpg (13286 byte)Nocera Umbra ha festeggiato con solennità il ritorno del mitico "Campanaccio"; la Torre Civica è tornata a dominare l'Acropoli del centro storico dopo i lunghi anni che l’hanno vista prima mutila per gli effetti del sisma, e successivamente incappucciata dai ponteggi della ricostruzione. L’Amministrazione Comunale, per l’occasione ha organizzato mercoledì 29 dicembre una grande manifestazione assieme all'Ente Palio dei Quartieri, al Borgo San Martino, alla Porta Santa Croce ed alla Pro-Loco di Nocera Umbra, per ricordare con tutta la città l'importante e significativa restituzione alla storia del simbolo di una comunità fortemente colpita dal terremoto del 1997.

 

Presso l'area dei frati Carmelitani ha salutato l’evento uno spettacolo pirotecnico a cura dell'Ente Palio dei Quartieri, seguito dall'illuminazione della Torre Civica, dasl saluto del sindaco Antonio Petruzzi e delle altre autorità presenti. Subito dopo "Storia e Poesia" a cura di Maria Rosaria Luzi e quindi il concerto della banda musicale di Nocera, lo spettacolo dei tamburini dell'Ente Palio e per finire bevande, vin brulè e tozzetti per tutti.

 

Costruita intorno all’anno mille d.C., nell’area dove gli antichi Umbri avevano collocato l’Ocar (ara sacra), la torre sovrasta il borgo medioevale murato, che si adagia in cerchi concentrici su tre versanti dell’altura fra strette vie e pochi spazi liberi. Il quarto versante precipita in balze scoscese verso la stretta valle in cui scorre il torrente.

 

In origine formava parte integrante della rocca della contea, una acropoli difensiva pressoché imprendibile, tanto da far qualificare Nocera, nelle cronache medioevali, come una "munitissima arx". Oggi, con i suoi trenta metri di altezza, domina ancora il panorama circostante e tutte le principali direttrici viarie. Testimone muta di oltre un millennio di storia, ha assistito impassibile a vicende tragiche ed efferate, come la distruzione della città nel 1248 ad opera delle soldataglie di Federico II e la spietata strage del 1421, all’epoca della signoria dei Trinci, ricordata icasticamente per una scena raccapricciante: il custode della rocca, Pietro da Rasiglia, che ormai sconfitto, getta la moglie infedele dall’alto della torre.

 

La torre, simbolo della storia e del terremoto. La scossa del 26 settembre ’97 l’aveva dissestata nella merlatura guelfa e nel lato sud. I successivi sussulti l’avevano ridotta ad un moncone sfrangiato. La ricostruzione è stata eseguita, su progetto e direzione della Soprintendenza ai Beni Ambientali, Architettonici e Storici di Perugia, da ditta specializzata utilizzando metodiche e materiali idonei per una struttura storica.

NOCERA UMBRA

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