L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 1 - 16 gennaio 2005

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  Durante il riordino dell'Archivio Storico Comunale di Fossato di Vico 

Scoperte due pergamene di un codice dantesco


Un importante ritrovamento è stato effettuato durante i lavori di riordino dell’archivio comunale, curati dalla Soprindenza ai Beni Archivistici di Perugia e pressoché a conclusione. Si tratta di due frammenti pergamenacei di un Codice dantesco del ‘500, riutilizzati come copertine di un registro giudiziario. I frammenti pergamenacei, abbastanza rovinati, contengono alcuni versi della terza cantica del Paradiso della Divina Commedia e risalgono certamente alla prima metà del ‘300, dunque quasi contemporanei a Dante Alighieri, che morì nel 1326.

 

I frammenti saranno restaurati ed esposti nell’Antiquarium Comunale - ha annunciato il giovane assessore alla cultura Rossella Sborzacchi - per consentire maggiori opportunità di visita da parte del grosso pubblico. E' sicuramente un ritrovamento di prestigio, che giustifica, se mai ce ne fosse stato bisogno, la bontà del riordino del nostro archivio storico, molto ricco di documenti e fonte di notizie molto importanti per la storia locale dal Medio Evo fino all’Età Moderna. L’amministrazione comunale ha voluto valorizzare il ritrovamento con una piccola presentazione nella saletta del Teatro Comunale alla quale hanno partecipato fra gli altri, oltre il sindaco Mauro Monacelli, il soprintendente ai Beni Archivistici dell’Umbria Dott. Squadroni, lo scopritore Dott. Guarino e la restauratrice Dottoressa Martinelli.

 

Nel suo intervento il soprintendente ha messo in evidenza le attività della Soprintendenza in Umbria ed ha spiegato il fenomeno del riutilizzo delle vecchie pergamene, per lo più liturgiche, in qualità di copertine di registri e tomi, per motivi di risparmio economico. Ha inoltre proposto all’amministrazione comunale la pubblicazione del catalogo dell’archivio storico. Ben più all’interno dell’argomento in discussione, l’intervento di Francesco Guarino, che ha partecipato direttamente al riordino dell’archivio ed ha già pubblicato su una rivista regionale specializzata un articolo sul ritrovamento. Guarino ha detto che nell’archivio storico di Fossato vi sono circa 80 copertine pergamenacee, per lo più di carattere liturgico ed ha spiegato il fenomeno del riutilizzo, aggiungendo altri elementi a quello del risparmio, già proposto dal Soprintendente. "Il riutilizzo delle pergamene è stato un fenomeno verificatosi in particolare dopo il Concilio di Trento, quando sono stati messi in soffitta i vecchi testi liturgici, e rafforzato dall’avvento della stampa. Così le vecchie pergamene erano vendute a basso costo costituendo anche per le loro caratteristiche, in particolare di durezza, un affare per i rilegatori". Dunque ha spiegato la presenza nell’archivio fossatano anche di 7/8 copertine pergamenacee di codici ebraici, in un periodo di particolare ostilità antisemita, che determinò la creazione dei ghetti e di conseguenza la volontà di disfarsi di tutto ciò che era di origine ebraica, soprattutto di natura liturgica.

 

Sulla provenienza della pergamena Guarino ha ipotizzato un’origine senz’altro perugina, essendo stata ritrovata su un registro di atti giudiziari di un non ben precisato notaio Lorenzo Giacobuzzi, mandato temporaneamente a Fossato da Perugia, alla quale era sottomesso, per esercitare la giustizia. Nell’ultimo intervento la dottoressa Martinelli, che dovrebbe curare il restauro dei frammenti pergamenacei, ha detto che "nonostante le loro condizioni precarie sono recuperabili" e che si procederà alla fotoriproduzione per il loro uso.

 

Ottavio Giombetti

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