L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 1 - 16 gennaio 2005

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I cinquant'anni della Pro Tadino

Ricordati la costituzione dell'Associazione, i soci fondatori, i presidenti avvicendatisi alla guida del sodalizio, l'attività svolta ed i traguardi raggiunti.


Si è svolta sabato 18 e domenica 19 dicembre, come da programma, la manifestazione organizzata per ricordare il 50° anniversario della costituzione dell’Associazione Turistica Pro Tadino, organizzata in collaborazione con l’UNPLI (Unione Nazionale delle Pro loco d’Italia) regionale, che ha visto la partecipazione del presidente nazionale Claudio Nardocci e del presidente regionale Euri Matteucci.

 

Nella giornata di sabato 18, presso l’aula del Consiglio Comunale, si è tenuta una riunione del Consiglio Regionale dell’UNPLI, al quale ha portato il saluto della città il sindaco Angelo Scassellati, ma il clou dell’iniziativa si è avuto nella mattinata della domenica, presso la sala convegni del Verde Soggiorno Don Bosco, dove in vari interventi sono stati ripercorsi i cinquant’anni di vita dell’Associazione, sono stati assegnati riconoscimenti simbolici ai soci fondatori dell’associazione tuttora in vita ed ai vari presidenti che si sono avvicendati alla guida dell’Associazione, ed è stata formalizzata l’istituzione del premio Giovanni Pascucci, un riconoscimento di nuova istituzione dell’UNPLI che verrà assegnato annualmente a figure emblematiche che si distingueranno in campo regionale e nazionale per qualificare l’attività delle Associazioni Pro Loco.

 

Dopo il saluto del presidente della Pro Tadino, Gianni Smacchi, l’assessore Elisa Bellucci ha portato il saluto dell’Amministrazione Comunale; sono seguiti gli interventi del presidente regionale e del presidente nazionale, che hanno riconosciuto il valore dei cinquant’anni di attività della Pro Tadino, esaltando la figura e l’attività svolta da Giovanni Pascucci (oltre che presidente della Pro Tadino per 32 anni primo presidente dell’UNPLI regionale) ed hanno illustrato il significato del Premio istituito in suo nome.

 

E' poi toccato a Valerio Anderlini, consigliere della Pro Tadino pressoché ininterrottamente dal 1960, di riassumere la vita dell’Associazione nell’ultimo cinquantennio, ricordandone "fasti e nefasti", realizzazioni e successi, periodi buoni e meno buoni, segnati da periodi di crisi attraversati con spirito di abnegazione e sacrificio da quanti si sono avvicendati alla guida dell’Associazione.

 

Infine la consegna dei riconoscimenti: hanno ritirato quelli assegnati ai soci fondatori intervenuti il Dr Enzo Sergiacomi, il prof. Enzo Storelli, il Dr Mario Giubilei, Angelo Fazi, Gianmaria Gubbiotti, che hanno avuto rievocato ciascuno aspetti e ricordi della loro militanza nell’associazione, l’avv. Danilo Biscontini e Flavio Fedi (figli dei presidenti scomparsi Aldo Biscontini e Costantino Fedi), gli ex presidenti Giancarlo Franchi, Valerio Anderlini e Sergio Ponti, la signora Giuseppina, vedova di Giovanni Pascucci, accompagnata dai figli Paolo, Giuseppe e Corrada.

 

Infine il presidente regionale Euri Matteucci procedeva all’assegnazione dei due premi "Giovanni Pascucci" rispettivamente a Vittorio Pulcinelli della Pro loco di Santa Maria degli Angeli e membro dell’UNPLI Regionale ed al presidente nazionale Claudio Nardocci.

 


SPECIALE

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Il saluto di Gianni Pasquarelli

 

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Il saluto di Gianni Pasquarelli


Il Presidente della "Pro Tadino", mi ha cortesemente invitato alla cerimonia per festeggiare II mezzo secolo di vita del nostro sodalizio, che ha avuto e ha il compito di "esportare" il nostro Paese nel mondo affinché si possa conoscerlo meglio, farlo assaporare anche da lontano, apprezzarne vitalità e ospitalità.

 

Anch'io avrei voluto esservi, ma, non potendolo, provo a scriverne qualcosa gustando così, più che il nudo ricordo, quell'atmosfera sognante che regala la rimembranza. Intanto l'affettuosa stima per i concittadini che, da mezzo secolo in qua, hanno pilotato con intelligente passione la "Pro Tadino": Aldo Biscontini, direttore di banca, sensibile ai problemi della gente bisognosa, segno d'un umanesimo schietto e vissuto; Fernando Rosi, incline all'inchiodante razionalità nelle cose da decidere o fare; Piero Frillici e Costantino Fedi, concreti e costruttivi; Giovanni Pascucci che al sodalizio ha dedicato 32 anni di fertile e appassionata attività realizzatrice; Valerio Anderlini, che vi ha investito autentica cultura di studioso e di storico coi piedi per terra; Giancarlo Franchi, spirito simpaticamente ironico con il quale ha centrato esigenze sentite; infine l'attuale presidente, Gianni Smacchi, che ha organizzato il "cinquantenario" come impegno a fare dell'Associazione un agile
strumento di raccordo del Paese con il tempo dal cambiamento veloce.

 

Confesso, da gualdese fisicamente distante da Gualdo, ma non estraneo alla vita della sua città, che fra le numerose iniziative che la "Pro Tadino" ha realizzato, due mi hanno particolarmente colpito: il Concorso internazionale di Ceramica, e il quindicinale L'ECO del Serrasanta. Provo a scrivere perché.

 

Che la nostra Gualdo sia in Italia, assieme a poche altre, una città prestigiosa per l'arte antica e moderna del ceramista, è risaputo. Sicché anch'essa non poteva non subire quel salutare scossone che ne ha fatto un'altra cosa, un'altra realtà. Non più prevalente fabbrica di ceramica per pochi raffinati, artistica più che commerciale, preziosità più che merce; ma prodotto di massa per una domanda fattasi di massa. Il conseguente, diffuso benessere dei suoi abitanti ha finito per innescare una rivoluzione silenziosa che ha cambiato il modo di fare ceramica, creato nuove categorie sociali e altre ne ha ridimensionate, trasformando la fabbrichetta artigianale nel complesso industriale, stemperato la lotta di classe perché l'Imprenditore guadagna soldi solo se tutti ne hanno in tasca. E poiché ritengo che una rivoluzione seria non uccida il passato fatto di ceramica come arte, artista, gusto del nuovo e del bello, ecco l'azzeccata intuizione della "Pro Tadino" d'un concorso Internazionale per premiare la creatività e la genialità del ceramista. Voglio dire che battere il sentiero della qualità non è soltanto dare un'anima alla quantità e al prodotto in serie, è anche aggiungervi quel di più indispensabile per affrontare con successo la sfida d'un mercato ormai
planetario.

 

Qualche parola anche su L'ECO del Serrasanta, il nostro periodico voluto dalla "Pro Tadino" che ha compiuto l'invidiabile età di 17 anni. Sono tanti. Altre "testate" uscite a Gualdo durante e dopo il fascismo ebbero per lo più vita breve e grama, e la cosa si può spiegare. Una pubblicazione locale non è quasi mai un affare, specie se II bacino del lettori è limitato, i ricavi da pubblicità magri e aleatori, la concorrenza dei quotidiani regionali insidiosa, le radio e le Tv imperversano tracimanti.

 

Invece L'ECO l'ha spuntata, ha vinto la sfida persa dai suoi predecessori, gode di ottima salute, vanta un conto economico in equilibrio. Che di più, e quali le cause? Certo, Gualdo di oggi non è quella di ieri o avant’ieri. È più città e meno paese, ha un apparato produttivo strutturato, un "terziario" cresciuto assai, un reddito totale e per abitante nemmeno paragonabile a quello d'un tempo. Non sottovaluto ciò, ma ciò, a mio parere, non spiega tutto. Metterei nel conto del suo essersi affermato e radicato a Gualdo e dintorni, anche il modo con cui ha fatto autentico giornalismo: rispetto della notizia che non va manipolata, imbellettata, enfatizzata, ma nemmeno smagrita; impegno del giornalisti ai servizio del lettori, al servizio del massimo di obiettività e pluralismo, del fare cronaca come testimonianza etica prima che professionale. Poiché la notizia spinge al suo
commento, ne discende onestà e correttezza nel registrare i diversi punti di vista perché l'esperienza insegna che la verità e la ragione non stanno quasi mai da una sola parte, spesso si trovano cercandole con umiltà e disincanto nel confronto tra opinioni, sensibilità e mentalità diverse. Direte che questo modo di fare giornalismo è l'abc del mestiere, è pratica scontata al limite dell'ovvietà. Non è così, non è cosi soprattutto in Italia. Dove il combinarsi di numerosi fattori l’oligopolio e la concentrazione editoriali, la natura industrial-finanziaria della proprietà, la militanza faziosa del giornalisti, l'ideologismo duro a morire - ha fatto e fa sì che il giudizio sia per lo più un pregiudizio, una tesi un dogma, un dibattito una rissa, un confronto uno scontro. Non è un caso che le maggiori "testate" italiane siano quasi tutte schierate, e se vuoi farti un'idea su ciò che accade, devi comprarne due o tre al giorno, una specie di tassa salata sull'obiettività.

 

L'ECO ha fatto e seguita a fare eccezione alla regola nazionale grazie ad una redazione affiatata e a un bravo direttore.

 

La "Pro Tadino" è stata ed è anche questo.

 

Gianni Pasquarelli

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