L'ECO del Serrasanta

 

N. 1 - 16 gennaio 2005

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Ambiente

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CON LA TESTA FRA LE NUVOLE (92)

Rubrica amatoriale di meteorologia e climatologia a cura di MeteoAppennino

Un 2004 normale ... ma non troppo ...

Dopo aver tirato le somme sull'andamento meteorologico del 2004, si scoprono poche anomalie, a parte la pioggia. Ma c'è anche qualche osservazione interessante da fare.


Chi avrà già dato uno sguardo alla tabella dei dati, che riepiloga visivamente alcune caratteristiche climatiche del 2004 appena trascorso, avrà sicuramente notato che non si è trattato di un anno particolarmente bizzarro rispetto a quella che in gergo viene definita "norma", vale a dire la media delle grandezze fisiche (temperatura, umidità, pressione, precipitazioni, velocità e direzione del vento) misurate in una località in una arco di tempo non inferiore ai 30 anni. Dai dati della tabella, infatti, notate che ci si discosta poco da quello che, mediamente, dovrebbe essere il nostro clima.

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Un anno un po’ più freddo

A livello termico, però, notiamo che, contrariamente a quello che si dice comunemente di questi tempi, il 2004 non è stato più caldo degli anni precedenti. Anzi, a Gualdo siamo leggermente al di sotto della norma: 12,9°C anziché 13,1°C. Certo, 0,2°C sono un’inezia, ma rendono comunque bene due concetti. Il primo è che raramente a Gualdo Tadino le temperature annuali si discostano dalla media di più di 0,5°c e questo è indice che il nostro clima, contrariamente a tanti detti, è mite, prevedibile, senza fenomeni estremi; in una parola: vivibile. Tra la temperatura più bassa (-7,4°C il 25 gennaio) e quella più alta (34,4°C il 23 luglio) corrono poco più di 41°C. Anche rispetto ad altri anni, è andata sicuramente meglio: chiunque, in Italia, farebbe la firma per vivere in un posto dove, al massimo, la temperatura tocca i 34°C – e speriamo sia così anche le prossime estati! Il secondo concetto è che il trend che ha visto un anno battere l’altro in fatto di aumento termico, costante tipica degli anni Novanta, pare essersi interrotto. C’è insomma una tregua, in questo "arrosto planetario"; il che non significa – si badi bene – che la tendenza si sia interrotta, ma che l’aumento della temperatura globale è destinato a produrre una situazione più ricca di contrasti e sfumature.

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Un andamento termico ... marino

La cosa che però vorrei farvi notare è questa: se osservate il grafico delle temperature medie del 2004, notate subito che la curva sale molto gradualmente a partire da gennaio: il mese di maggio è infatti risultato ben più freddo del normale e, in ogni caso, la curva si è mostrata meno inclinata del normale. Insomma: l’estate ha faticato per arrivare e, addirittura, il mese più caldo non è stato luglio – come dovremmo attenderci– ma agosto. Osservate, poi, anche la forma della curva discendente, che è meno inclinata almeno fino ad ottobre, come se la temperatura "faticasse" a scendere. E tutti ricordano il caldo di ottobre. Benché prodotta, certo, da anomalie transitorie, questa curva dimostra però una tendenza tipica del clima gualdese degli ultimi anni: la sua "marittimizzazione". Il nostro clima sta assumendo, in parole semplici, le tipiche caratteristiche dei climi marittimi: l’estate è preceduta da una primavera fresca, stentata, con pochi episodi di caldo, e un certo ritardo sui tempi. Tenete conto che, nel 2004, l’unica vera nevicata si è avuta in marzo. Viceversa, in autunno, il caldo ha stentato ad andarsene e con vari episodi temporaleschi fino a novembre. Ricordate o no la megagrandinata del 16 ottobre? Insomma: l’influenza mitigatrice del Tirreno, si fa sempre più sentire e il nostro clima ha perso quasi del tutto la sua connotazione "sub-continentale" che gli garantiva, ad esempio, una primavera più calda dell’autunno.

Ma quanta pioggia!

Ma l’influenza del Tirreno arriva anche in un altro senso. Se il 2004 dovrà essere ricordato per qualche record, lo sarà di sicuro per la quantità di pioggia caduta: 1468 mm, contro i 1149 della media. Non è certo il record assoluto, almeno per Gualdo Tadino. Per altre località dell’Umbria e dell’Italia sì e almeno degli ultimi trent’anni. Memorabile, del resto, è stato il nubifragio del 1° giugno, con ben 122 mm caduti in poche ore.

E anche qui c’è da notare un fatto interessantissimo: fino a qualche tempo fa – vedi, ad esempio, il 2002 – le precipitazioni più abbondanti si verificavano a Gualdo Tadino in presenza di venti nord orientali e forte stau appenninico: in poche parole, le nubi, che si formavano sul versante marchigiano, scaricavano valanghe d’acqua a non finire anche sopra di noi. Nel dicembre del 2002, si ricordano i 250 mm di pioggia in soli tre giorni… Quest’anno no: da est non è arrivato nulla, né pioggia né neve. Tutto è arrivato da ovest. E’ stato il regno delle correnti di libeccio. Anomalia? Forse tendenza: il nostro clima assomiglia sempre di più a quello del Lazio e sempre meno a quello delle Marche che, a sua volta, ha smesso di essere un clima continentale per assomigliare sempre più ad uno mediterraneo. Mi dispiace per i seguaci umbri di Bossi, ma, climaticamente, l’Italia centrale si sta "meridionalizzando".

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E il 2005?

E come sarà il 2005? C’è chi lo ha già previsto con il famoso esperimento della cipolla (Anzi: invito ufficialmente chi lo conosce a parlarcene). C’è chi, giustamente, dice che non si possono fare previsioni a lungo termine. Ma alcuni scienziati americani, con un nuovo modello climatico-statistico, dicono: gennaio e metà del mese di febbraio più caldi del normale; dal 15 febbraio alla fine di aprile: freddo e neve. Poi caldo equatoriale. Il buon senso ci dice, comunque, che il freddo "faticherà" molto ad arrivare e, come al solito, le gelate ci sottrarranno il piacere della frutta estiva. E qui saremmo molto felici di essere smentiti.

Pierluigi Gioia

 

 

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