L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 24 - 19 dicembre 2004

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  Una nota del Gruppo Scout  

Precauzioni da prendere in montagna


Fare trekking è certamente il modo migliore per apprezzare anche le più piccole sfumature dei paesaggi raggiunti. Il cammino è una vocazione dell'uomo: significa vivere, incontrare gente, conoscere luoghi nuovi e sensazioni diverse. Si cammina con calma e fuori dai ritmi convulsi della nostra società, ma un'escursione anche facile, se affrontata con improvvisazione e senza l'equipaggiamento adatto, può riservare spiacevoli sorprese.

 

Un'imprudenza, che causa un incidente, mette a repentaglio anche l'incolumità di chi poi dovrà soccorrevi. Portare lo zaino è sempre faticoso, non è quindi opportuno riempirlo con cose inutili; un buon equipaggiamento deve contenere solo cose utili e non necessariamente costose. La quota e la stagione sono elementi determinanti, d'estate il sole che picchia e il caldo, possono creare seri problemi, in questi casi un cappello di cotone, occhiali da sole, una capiente borraccia d'acqua e crema solare, sono indispensabili.

 

Per quanto riguarda l'abbigliamento la soluzione migliore è vestirsi a "cipolla" (a strati), in modo da affrontare cambiamenti repentini del clima, così frequenti in montagna. Un abbigliamento adatto deve prevedere una maglietta elasticizzata e traspirante sulla pelle anche d'estate, una maglietta o una buona camicia di pile. Sarebbe opportuno indossare pantaloni lunghi, leggeri e comodi, da evitare i jeans che fasciano troppo le gambe, per proteggersi dalle piante spinose. La giacca a vento va scelta in funzione della stagione, ma è meglio portarla con se, un k-way o una mantellina che copra anche lo zaino (esistono comunque appositi copri zaino) ed un berretto con visiera possono metterci al riparo da docce fuori programma, in montagna la pioggia è imprevedibile.

 

Nella stagione fredda non devono mancare un paio di guanti e una sciarpa. Ai piedi vanno evitate scarpette tipo ginnastica, adottando invece calzature da trekking con suola in Vibram, scarponcini che consentono camminate di ore senza danni ai piedi e proteggono le caviglie. Naturalmente devono essere adatti al tipo di percorso scelto; per tratti innevati o ghiacciati saranno necessari scarponi impermeabili, robusti e adatti al montaggio dei ramponi. Per passaggi difficili su roccia ci si deve munire di scarponi con ottima tenuta in aderenza. In ogni zaino non devono mancare oltre all'acqua (in estate almeno 1,5 litri), un integratore di sali minerali, alimenti altamente energetici (barrette, frutta secca), un fischietto, una piccola torcia elettrica, e una mini farmacia con almeno: una benda di 7 cm lunga almeno 6 metri (per il bendaggio delle braccia), una benda di 10 cm lunga 10 metri (per il bendaggio delle gambe), un cerotto elastico adesivo alto cm 10 e lungo cm 50 (tipo Tensoplast), una confezione di cerotti per vesciche, una pomata antistaminica, una stecca rigida, un tampone disinfettante (disinfettante e ammoniaca), un piccolo bisturi in confezione sterile (da usarsi con estrema cautela), una siringa aspira veleno, una piccola forbice, una pinzetta; una saponetta (sapone di Marsiglia puro). Il tutto conservato in un contenitore sempre ben chiuso.

 

Alimentazione

 

Il movimento è reso possibile dalla contrazione dei muscoli che per svolgere il lavoro hanno bisogno dell'energia ottenuta dalla combustione del glicogeno, che avviene solo attraverso l'ossigeno. Quando l'intensità dello sforzo è proporzionata alla quantità di ossigeno fornita all'organismo, il glicogeno viene bruciato completamente e restano come scorie solo acqua e anidride carbonica. Se l'ossigeno è insufficiente il glicogeno non viene bruciato completamente lasciando un composto chimico come scoria chiamato acido lattico, che accumulandosi provoca crampi e dolori muscolari. La rottura dell'equilibrio tra consumo energetico e rifornimento di ossigeno determina stanchezza, aumento del battito cardiaco, dolori muscolari e crampi. L'escursionismo è un'attività che impegna il fisico per lunga durata e che perciò un notevole dispendio energetico che solo un'alimentazione corretta riesce a compensare. Il nostro fisico producendo l'energia di cui ha bisogno in presenza di ossigeno, che diventa sempre più rarefatto man mano che saliamo in quota, necessita quindi solo cibi facilmente digeribili. A chiunque può capitare di prestare soccorso a persone infortunate, ferite o soggette ad attacchi acuti come ad esempio le crisi cardiache. Il primo soccorso è l'assistenza alla vittima d’incidente o di malore nell'attesa dell’arrivo del personale qualificato (medico, ambulanza, pronto soccorso ospedaliero): alcuni atti semplici e precisi, che si richiamano a principi di soccorso generalmente accettati e riconosciuti, usando materiale e mezzi disponibili.

 

E’ proprio perché ognuno possa far fronte a queste situazioni d’emergenza che sono state redatte queste note. In ogni caso questo testo non deve essere considerato una sostituzione ai corsi di Pronto Soccorso, ma un utile approccio su cosa fare, e soprattutto cosa non fare. Medici, ospedali e ambulanze sono sempre disponibili sul territorio, basta una telefonata al 118 per allertare la catena del soccorso.

 

Emanuele Olita

gruppo scout Gualdo Tadino 1°

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