L'ECO del Serrasanta Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia | N. 24 - 19 dicembre 2004 | |||||
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Ceramica per la città Continuiamo ad arricchire Gualdo Tadino con la ceramica, offriamo, al contempo, pretesti ai nostri pittori ceramisti di immergersi nell'arte del passato, di attualizzarla con la propria sensibilità, realizzando, dopo quello noto dell'Ottocento, una sorta di presente storicistico, biografico, perpetuando l'anima antica, profonda dei ceramisti gualdesi.
Emanuele Pecci e Stefano Zenobi, gli operatori all'attenzione odierna, hanno rivissuto con palese partecipazione i soggetti loro affidati, rendendone pregevole, attraente la traduzione in ceramica, associando la necessaria cultura tecnica basata sulla buona conoscenza del modo di fare maiolica.
La Commissione preposta, da parte sua, sente ogni volta la delicata responsabilità di giudicare la realizzazione delle opere, prima di renderle pubbliche, inserite nella vita di Gualdo Tadino. Voi, giovani pittori ceramisti, quando sentite di aver prodotto il massimo delle vostre capacità, del vostro impegno accogliete sereni il giudizio dei vostri concittadini, di quanti sosteranno dinanzi ai vostri lavori. Essi sanno bene che le "diversità" tra voi operatori sono un pregio, che è improprio assuefarsi al parere di quegli esteti che a forza di purificare l'arte la rendono sterile, vana. Quanto spesso nel semplice abita una sublime perfezione!
Affermo ciò in linea di massima, dal momento che nel tradurre voi vi siete comportati con scrupolo e insieme con un esprimervi, un sentimento che sono vostri e che traspaiono da ogni tratto dei due nuovi pannelli nella scontata personalizzazione dei temi.
E veniamo alle opere che sono state inaugurate il 13 novembre, la settima e l'ottava che hanno preso posto in antiche porte della città, ambedue dedicate a fatti di storia patria.
Iniziamo dal soggetto "Visitatori nella bottega di Matteo da Gualdo", mentre il pittore mostra loro il trittico ormai compiuto per la chiesa della Clarisse di Santa Margherita (1462). Non sarà superfluo sottolineare che un tale argomento ben si raccorda alla recente retrospettiva storica sull'artista gualdese, da poco conclusasi e che tanto successo ha riscosso nel mondo della cultura figurativa italiana ed europea.
Riferimento, per questo testo, il dipinto murale eseguito nel 1909 dall'eugubino Rodolfo Rossi (1855-1967) nel contesto ornativo della Sala Consiliare del Comune di Gualdo Tadino svolto insieme al conterraneo Clodomiro Menichetti. E' autore della maiolica, in onore del maestro quattrocentesco gualdese, Emanuele Pecci, che si è conformato al citato originale con chiarezza di impaginazione, sapienza di disegno e cromatica nella resa dei personaggi, dellambiente, della scena. Dalla grande bifora di fondo la luce entra nella bottega di Matteo di Pietro, esaltando poeticamente protagonisti, stati danimo, architettura, particolari decorativi. Emanuele ha interpretato il tutto con sicura padronanza dei mezzi espressivi e tecnici. Ci complimentiamo vivamente con lui.
Tra le rievocazioni di storia locale attraverso la ceramica non poteva mancare quella della "Battaglia di Tagina". Si è assunto il compito di ciò Stefano Zenobi, ormai da tempo attivo nel campo della maiolica artistica a lustri e policroma. La scelta iconografica dello storico fatto darme è quasi naturalmente caduta sul noto disegno dellindimenticabile pittore gualdese Giuseppe Discepoli (1853-1919), che per esso trasse spunti compositivi da opere romane di Raffaello, Giulio Romano, Federico Overbeck. Un monocromo su cartone quello del Discepoli, successivamente replicato a colori dal figlio Archimede. Per il suo pannello Zenobi ha privilegiato la versione cromatica. Direi a ragione, perché si può meglio immaginare, rivivere l'evento che, con la sconfìtta e morte di Totila nel nostro territorio (552), costrinse i Goti a lasciare definitivamente l'Italia.
L'autore si è calato nell'opera con il duplice stato d'animo di rievocare una memoria saliente della storia locale e dell'umanità e di farlo per mezzo dell'arte che da secoli caratterizza la realtà gualdese: la ceramica. Il risultato del suo tenace impegno è ragguardevole, tanto sono efficaci il segno, vigoroso, i colori, accesi, che informano l'insieme.
Anche a Stefano le nostre sincere felicitazioni, con l'augurio che il programma di
Enzo Storelli | CERAMICA | |||||
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