L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 24 - 19 dicembre 2004

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Il premio "Beato Angelo"


Il 15 di gennaio, in onore del Beato Angelo, amato patrono di questa città, ormai da qualche anno in Consiglio Comunale, viene conferito ad un cittadino che si è particolarmente distinto sul lavoro, sul volontariato o che si è impegnato per la cultura, un premio di alto valore simbolico atto a testimoniare la riconoscenza della città per i suoi cittadini più meritevoli.

 

Poiché nessuno se ne ricorderà o farà finta di non ricordarsene, sarà opportuno che mi automenzioni, facendo presente che il Premio "Beato Angelo" fu proposto dal sottoscritto non appena insediato come assessore alla Cultura, circa 12 anni fa, e istituito, l’anno successivo, dopo che qualcuno capì finalmente che trattavasi di una buona iniziativa.

 

Ho ricordato questo episodio che mi ha visto coinvolto in questa vicenda perché a me pare che ci si sta allontanando dallo spirito originario, trasformando un premio che dovrebbe essere espressione di tutta la cittadinanza, in una scelta troppo verticistica, praticamente di una o due persone (o poco più) tutte all’interno dell’Amministrazione Comunale. Che molto probabilmente la maggior parte dei cittadini premiati avrebbe forse meritato comunque tale riconoscimento, non ci impedisce di dire che nella scelta delle persone c’è molta poca democrazia, e praticamente alcun dibattito. Non era questo lo spirito con il quale fu proposto questo premio e non mi pare questo il modo migliore per scegliere i cittadini che avrebbero diritto al premio.

 

Dato per scontato che si può premiare più di un cittadino nel corso della cerimonia, appare evidente che una scelta così popolare dovrebbe essere proposta dal basso, e dibattuta per tempo, così da portare a conoscenza della pubblica amministrazione una secca indicazione oppure una rosa di nomi ristretta dando la facoltà all’amministrazione stessa di dire l’ultima parola. Nelle intenzioni iniziali, poi disattese, si proponeva di istituire una commissione composta da rappresentanti del mondo economico, sociale e culturale della citta’, i quali nel corso dell’anno avrebbero raccolto varie indicazioni che provenivano dai cittadini, per poi a dicembre, riunirsi, e in poche riunioni, fare una cernita, per poi dare all’amministrazione (che naturalmente dovrebbe essere rappresentata in questa commissione dal sindaco, o da un suo delegato) e che avrebbe poi formalizzato la scelta o le scelte emerse da questo democratico conclave, una o più indicazioni.

 

Mi auguro che il nuovo sindaco Scassellati abbia la sensibilità di riconoscere al paese il diritto di scegliere il cittadino o i cittadini meritevoli del premio "Beato Angelo", istituendo questa commissione, che se, per motivi temporali, non può essere operativa da questo anno, può comunque essere nominata già dai primi mesi del 2005, per essere pronta a dare indicazioni per il premio del 2006.

 

Naturalmente oltre che a restituire ai cittadini una scelta così importante, credo che una discussione più allargata possa favorire scelte più condivise da tutta la popolazione, appunto perché più oculate e più democratiche, togliendo anche ogni eventuale dubbio che oggi può circolare fra la gente, che cioè si possa trattare di scelte personalistiche, o politiche o "per grazia ricevuta".

 

Forse sarà una piccola cosa, ma credo che sia comunque un segnale di democrazia e di coinvolgimento della pubblica opinione, di cui tutti, chi più chi meno, si fanno portatori a parole, ma che poi in concreto il più delle volte non trovano alcuna applicazione.

 

Carletto Fiorucci

GUALDESITA'

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