L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 24 - 19 dicembre 2004

Pro TadinoPrima paginaEdizioniSommario

Cerca nel sito


Un pasticciaccio da rimediare!


Nell’Umbria avviata alle prossime elezioni regionali di aprile sia a destra che a sinistra, c’è esigenza di ricompattamento; nello stesso tempo tuttavia le varie componenti vanno a gara, non per una propria visibilità come si dice, ma per futuri posti di potere e prebende in caso di vittoria (in altre parole nessuno è più disposto a portare vino ... per poi accontentarsi di bere acqua). E, come a livello nazionale e a livello regionale, questo accade anche a livello locale dove all’ombra dell’ulivo non c’è poi quella serena fraternità cui vorrebbero richiamarsi i significati della pianta e gli appelli di Prodi.

 

A Gualdo Tadino Popolari e UDEUR reclamano "pari dignità" e la Margherita, altra componente dello schieramento "ulivista", nelle recenti elezioni, è stata estromessa (o si è chiamata fuori, all’atto pratico la sostanza non cambia) da una coalizione dichiaratasi di centro-sinistra ma che centro-sinistra non è; e se questo può essere naturale nelle logiche paesane, siccome il mondo non finisce al ponte di Branca, a Boschetto e a Schifanoia, si dà il caso che questo pezzo di Umbria debba tornare alle urne per il rinnovo del governo regionale; e qui il problema di ricompattare viene prepotentemente a galla.

 

Fino a che punto infatti a Gualdo Tadino l’elettorato di UDEUR e "Margherita", tenuti ai margini della politica locale, solo per "superiori esigenze politiche" porteranno voti a future candidature, senza prima essere riammessi a tutti gli effetti nell’area del "centro-sinistra"? O, per dirla in altri termini, la Margherita accetterà di tornare come figliol prodigo, contrita e pentita nella casa da cui è stata estromessa per fare spazio a Rifondazione Comunista?

 

E qui sta il pasticciaccio; in altri tempi c’era la soluzione, un rimpasto di giunta, inventando una scusa più o meno seria, si diceva ad un assessore che non serviva più e lo si sostituiva, ma questa volta il meccanismo non funziona: per inserire in giunta un rappresentante della Margherita al posto di un altro chi sacrificare?

 

Infatti, per effetto di quello Statuto comunale (copiato a suo tempo in Emilia senza valutare se era adatto alla realtà locale), chi rinuncia alla carica di consigliere per fare l’assessore, se perde la carica di assessore non riacquista quella di consigliere: in altre parole resta a piedi, con relative conseguenze personali e politiche.

 

E poiché "sarebbe parer non troppo accorto, perdere un vivo (la maggioranza attuale di sinistra) per salvare un morto (il centrosinistra da riesumare)", l’operazione di ricambio in giunta non è agevole, anche se si dice che basta aver fede, perché le vie del Signore sono infinite.

 

(va)

PRIMO PIANO

Pro TadinoPrima paginaEdizioniSommario

Cerca nel sito