L'ECO del Serrasanta Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia | N. 24 - 19 dicembre 2004 | |||||
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La scuola e ... i presepi
di Antonio Campioni Come si può pensare che un mussulmano un induista o buddista siano infastiditi se qualcuno celebra la nascita di un fanciullo, ricordata nel nostro calendario il 25 dicembre, perché si chiamava Gesù? Credo che un eccesso di zelo abbia un sapore offensivo proprio anche per gli immigrati musulmani. Eppure in questo periodo ne succedono di tutti i colori. Nelle scuole della provincia di Vicenza sè deciso di non allestire presepi nelle classi per rispetto dei bambini di confessioni diverse; migliore latteggiamento di una scuola di Napoli che pensa di fare il presepio multietnico (con pastori e angeli anche con tratti somatici asiatici o africani). Come è pensare dei canti in cui sostituire la parola Gesù con quella di virtù, per non urtare la sensibilità degli alunni musulmani.
E' un comportamento che nasce da imbarazzanti ipocrisie. Nascondere il "Bambinello", storpiare le canzoncine natalizie, abolire il presepe sembra una nostra colpa e una nostra paura; la tradizione del Natale non si può svilire tanto più che si parla di un nostro diritto, della nostra cultura religiosa e cristiana. La storia della pietà religiosa è un bene culturale comune. Non ci può essere una censura pedagogica nei confronti di Gesù e gli stessi islamici non chiedono questa censura e lo zelo di certe maestre italiane che non hanno capito che cosa sia integrazione e rispetto reciproco. In nome di una malintesa parità di diritti tra scolari di diverse etnie nascono queste posizioni pseudodemocratiche. Noi abbiamo tutti i diritti di celebrare il Natale come il musulmano le sue feste. Impedire ad un bambino di religione cristiana di cantare il suo Natale è una massiccia sottrazione di memoria delle radici. Linfanzia è centrale alla comprensione del cristianesimo: non si può ignorare questo fatto; per parità nella scuola è possibile trovare spazio per Budda o per Maometto; nulla va tolto, anzi va aggiunto, e non si può dimenticare che anche i musulmani e buddisti riconoscono la figura di Gesù che ovviamente per loro non è Dio ma un profeta.
Noi vogliamo che il Crocifisso non si tocchi e che il Natale venga celebrato nelle scuole.
Fortunatamente a Gualdo Tadino non si hanno notizie di questi atteggiamenti pseudodemocratici o "legali" e pare che il Natale venga celebrato come è costume nelle classi senza cambiamenti.
Il principio deve essere: io faccio ciò in cui credo, tu puoi fare altrettanto, senza che per questo io debba cambiare. | PRIMA PAGINA | |||||
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