L'ECO del Serrasanta Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia | N. 23 - 5 dicembre 2004 | |||||
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CALCIO C2 Una delicata situazione per il Gualdo
di Daniele Serroni Se non è un naufragio questo allora spiegateci voi come chiamarlo. Se incontrarsi con le tre peggiori squadre del momento (nell'ordine Aglianese, Castel San Pietro e Fano) e ricavare un solo punto (fra l'altro immeritato) non è un chiaro segnale di crisi allora diteci voi quand'è che le cose vanno veramente male. La situazione è preoccupante, siamo diventati la squadra materasso del girone perché, nonostante una rosa da (minimo) media classifica, facciamo contenti tutti i nostri avversari. "Domenica affrontiamo il Gualdo, tranquilli, possiamo anche subire sul piano del gioco tanto loro sono innocui in zona gol e vedrete che noi, invece, una segnatura la troviamo": questo potrebbe essere il discorso di un qualsiasi allenatore che prepara la partita contro la nostra squadra. L'andamento delle gare che vediamo la domenica, infatti, è proprio questo: il Gualdo ha il comando del gioco, nonostante qualche errore nei fraseggi. Gli avversari subiscono, principalmente perché hanno un'organizzazione di gioco scadente e con poca qualità (Castel San Pietro e Fano ne sono un chiaro esempio), secondariamente perché cercano di coprire le fasce e proteggere la difesa. I biancorossi costruiscono ogni partita delle palle gol ma quello di fare punto è oramai un problema "strutturale" della squadra di Bruniera, che non segna su azione dal 24 ottobre (vittoria sul Montevarchi grazie ad un colpo di testa di Baldini). E così al Castel San Pietro è stata sufficiente una punizione di Pastorino al 20', al Fano un gol di Garba al 29' nato da un lancio di De Luca che ha trovata impreparata la difesa biancorossa. Il 2 a 0 è stato causato da un liscio di Diagouraga al 16' della ripresa, che ha consentito a Barni di calciare indisturbato. Il Gualdo non perde perché gioca male, perde perché non segna. Di sicuro la manovra dei biancorossi potrebbe essere più fluida, si dovrebbero sfruttare meglio le fasce e capovolgere più velocemente il gioco ma per battere squadre in crisi di risultati come Castel San Pietro e Fano (la prima aveva vinto solo una gara e la sua difesa era tra le due più perforate del campionato, la seconda aspettava un'affermazione dopo cinque turni) basterebbe veramente poco. La panchina di Bruniera è il posto più scomodo dell'Umbria: l'allenatore è alla sua prima vera esperienza dopo la parentesi della scorsa stagione a Fermo ed ha bisogno di aiuto per uscire da questa crisi. Si attendono risposte dalla società: la più ovvia si chiama esonero, l'altra fiducia incondizionata. Intanto però l'incubo dilettanti è sempre più reale. | SPORT
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