L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 23 - 5 dicembre 2004

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  Gli elettori hanno dato degli indirizzi 

Polemiche politiche: diamoci un taglio


Debbo fare una premessa. Io sono un progressista democratico. Penso cioè che lo sviluppo economico, sociale, civile e culturale e l’innovazione tecnologica siano le situazioni migliori per l’uomo e contribuiscano a costruire le opportunità necessarie per la sua crescita, per la sua emancipazione. Ritengo inoltre che il progresso e lo sviluppo debbano essere generalizzati ed alla portata di tutti. Dall’altra parte la conservazione e l’immobilismo favoriscono la cristallizzazione dei privilegi ed il permanere dell’ingiustizia sociale. Il termine progressista non è un discrimine politico perché vi sono conservatori di sinistra e progressisti di destra e viceversa: l’importante è avere chiari gli obiettivi. Esemplificando, gli obiettivi sono fondamentali; per raggiungerli in alcuni casi occorre attuare una politica di deregulation, in altri è necessaria un’attività di razionalizzazione.

 

Chiusa la premessa, torniamo alla realtà. Negli ultimi 10 anni a Fossato si è assistito ad uno sviluppo economico ed edilizio formidabile, attraverso una politica di deregulation e di incentivazione dell’attività privata, messa in atto dalla passata amministrazione che ha risvegliato una situazione immobile ed addormentata negli anni. Tuttavia nelle elezioni di giugno gli elettori hanno bocciato la continuità di questa amministrazione che all’esterno del comune ha dato vita ad un giudizio molto positivo, anche sull’immagine. Perché è avvenuto? Secondo me, al di la delle preferenze di carattere personale, che pure contano nelle scelte, gli elettori hanno voluto dire ai nuovi amministratori di guardare più da vicino i bisogni concreti della popolazione, della gestione dei servizi e della manutenzione del territorio, anche rallentando una crescita che altrimenti sarebbe diventata insopportabile. Per gli interessi generali non è detto che abbiano ragione gli elettori, ma siccome in democrazia è la maggioranza che decide, questo è quanto vogliono e quanto è tenuta a fare in questi anni l’amministrazione Monacelli, il giovane, che in campagna elettorale aveva puntato su uno sviluppo più sostenibile, più che su uno sviluppo a tutto campo. Queste due linee sono immediatamente emerse nei primi atti della nuova legislatura ed hanno portato alle infuocate polemiche apparse sulla stampa. Ed ecco allora che Monacelli, il vecchio, accusa il giovane di immobilismo e di frenare lo sviluppo, mentre il giovane Monacelli rimprovera al vecchio lo stato di non perfetta efficienza dei servizi pubblici.

 

La polemica però non presenta questi toni edulcorati di un osservatore esterno, ma è aspra e spigolosa e talvolta anche cattiva, esasperata dalla passione politica. Io non credo che Monacelli, il giovane, voglia fermare lo sviluppo, riportare in auge i vecchi elefanti della politica e cancellare i risultati acquisiti dalla amministrazione precedente e non credo nemmeno che ci sia un atteggiamento pregiudizialmente chiuso da parte di Monacelli il vecchio, ma soltanto un po’ di amarezza per la sconfitta e l’ingratitudine dei suoi elettori e vecchi compagni di cordata. A me non meraviglia nemmeno che lo sforzo compiuto dalla passata amministrazione per incentivare lo sviluppo abbia fatto lasciare indietro qualche opera pubblica; così come la necessità di prendere in mano la situazione e di conoscere i meccanismi amministrativi possa aver causato qualche ritardo e qualche treno perduto per i nuovi. È questa schermaglia così pungente che rischia di degenerare, così come quando si sente parlare di ricorrere alla magistratura, ritenendo che si tratti di persone che si espongono e cercano di dare il meglio per la comunità, che lascia sconcertati e fa intendere che si sta smarrendo il buon senso. Il che non è foriero di buoni auspici per il futuro.

 

Continuando così le cose non sapremo mai quali sono i progetti e gli obiettivi di Monacelli il giovane - cosa molto importante per conoscere gli indirizzi sui quali il cittadino deve orientarsi e sui quali procedere per realizzare i propri progetti - perché se ci dice quello che non ha fatto Monacelli il vecchio, non ci dice quello che vuole fare lui e quali sono le risorse che intende adottare per concretizzare il suo programma elettorale, che per molti versi è simile a quello del centro destra.

 

Amministrare significa fare cose concrete e non farsi trascinare in polemiche maliziose che hanno solo lo scopo di sviare l’attenzione dai problemi. Il cittadino esprime il giudizio sull’amministrazione in base ai fatti e non sulle diatribe. Ed in democrazia la responsabilità di amministrare ricade sulla maggioranza. Ci si dia un taglio dunque e ci si faccia sapere su che cosa si caratterizzerà questa amministrazione. Noi siamo in attesa.

 

Ottavio Giombetti

FOSSATO DI VICO

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