L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 22 - 21 novembre 2004

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Il fascino della "Spaccatura delle Lecce"

 

di Giuseppe Pellegrini


Alta muraglia grigia, messa lì a guardia e a sostegno della montagna e che forma un paesaggio aspro e selvaggio, questa è la "Spaccatura delle Lecce". Di là da un’insenatura delle balze, da cui sgorga acqua che poi rotola tra i massi, si apre un ombroso anfiteatro di lecci. La località è piena di fascino e di suggestione.

 

Narra la leggenda che il dio greco Efèsto (Vulcano per i latini) avesse la sua fucina nell’Etna e che, insieme ai Ciclopi là fabbricasse potentissime armi per Zeus; questo a molti sarà noto, ma che avesse dimorato nel territorio sigillano certamente c’era sconosciuto. La Spaccatura delle Lecce, infatti, è stata citata e definita così dallo scrittore italoamericano Peter Colosimo: "L’incudine dei Ciclopi; proprio là sotto Vulcano e soci avrebbero avuto una delle tante fucine". (Cfr. Odissea Stellare - Euroclub 1977 - Milano)

 

La balza della Mucchia è la prima a sinistra per chi viene da Sigillo percorrendo la strada panoramica per Monte Cucco; quindi un’insenatura della roccia permette di accedere nella "Forra delle Lecce", una gola stretta e ripida, dovuta ad erosione, sul fondo della quale scorre il fosso delle Lecce. Segue la balza "dell’Orto della cicuta", sulla cui sommità (m. 250) nasce la cicuta, quella pianta erbacea dalla quale si estrae un possente veleno e che gli antichi usarono in piccole dosi come mezzo refrigerante e calmante. Segue il "Passo delle Lecce" e la "Balza di Mezzogiorno", che ha la forma di un enorme dinosauro addormentato, così chiamato poiché, quando la sua mole non proiettava ombra in nessuno dei due lati era mezzogiorno. Poi, la "Balza dentata" ed il "Passo Scafi" fanno da guida al "Balzone delle Lecciaiole", quindi il "Passo del Lepre", ed infine la "Balza della Ficara" che immette nella località Valletta. Questa balza è così chiamata perché nella sua roccia vivono delle piante di fico; la pianta del fico in dialetto sigillano si dice ficara.

Il nome lecce nasce da un fittissimo ed esteso bosco di lecci, un gradito soggiorno fatto di verde, d’ombre e silenzio, ove si ritemprano le forze del corpo e dello spirito, nell’abbandono e nella dimenticanza delle diuturne preoccupazioni.

SIGILLO

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