L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 22 - 21 novembre 2004

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Fossato sorpassa Sigillo grazie agli immigrati

2577 abitanti (228 immigrati); dal censimento 2001 120 abitanti in più


Fossato ha la comunità più multietnica del territorio. Con 228 immigrati extracomunitari regolari ha la percentuale più alta di tutti i comuni del comprensorio: l’8,8%. Tanto per fare riferimenti il comune più vicino è Gualdo Tadino con il 7,6% ed il più lontano è Scheggia con appena il 2,1%. Un comune dalle dimensioni analoghe, Sigillo, ha il 4,0%; meno della metà. Naturalmente il dato è leggibile riferito al tasso di sviluppo ed alle possibilità di lavoro che si incontrano. Questo è emerso in una ricerca a supporto dell’incontro-dibattito sul tema "La legge Bossi-Fini e i problemi di tutti i giorni" organizzato dallo Sportello Immigrati del Circolo "Ora et Labora" delle Acli di Fossato di Vico il 30 ottobre scorso nella sala consiliare, il cui resoconto è pubblicato in fondo a questa pagina.

 

Il dato si riferisce agli immigrati regolarizzati ed iscritti all’anagrafe come residenti, ma si stima che circa il 40% circolino ancora senza permesso di soggiorno. Qui noi vorremmo semplicemente valutare alcune implicazioni sul comune di Fossato di Vico. Nel variegato mondo dell’immigrazione extracomunitaria la comunità più numerosa è quella marocchina con 37 componenti, seguita a breve distanza da quella albanese con 34. Un dato inaspettato è la presenza degli jugoslavi con 34 residenti e molto consistente è pure la comunità macedone con 27. Complessivamente si trovano a Fossato cittadini di 28 stati, per lo più provenienti dai paesi dell’Est Europa, ma vi sono in numero consistente africani ed americani del sud e del centro ed anche 5 indiani ed 1 filippino. Scomposti per sesso vi sono 108 maschi e 120 femmine e per fasce d’età si nota che quella più numerosa è dai 19 ai 40 anni; una vera iniezione di gioventù! Ed anche un notevole contributo all’andamento economico e produttivo delle nostre aziende. Quest’ultimo dato è confermato dal motivo espresso nel permesso di soggiorno: 83 sono arrivati per ragioni di lavoro, 143 per ricongiungimento familiare. E’ importante rilevare che vi è una consistente presenza di ragazzi in età scolare, 57 fino a 18 anni, che implementano la popolazione scolastica e cominciano a creare problemi di sovraffollamento, come è già avvenuto per la scuola materna e la vicenda che abbiamo trattato negli scorsi numeri della terza sezione. Per i bambini più grandi vi è un problema di inserimento didattico per le difficoltà dovute all’integrazione linguistica. Le istituzioni scolastiche ed il comune dovranno affrontare il problema incrementando le attività di inserimento e differenziate per non creare disagi all’intero corpo discente nell’espletamento dei programmi e dovranno mettere in campo iniziative di formazione professionale per l’inserimento nel mondo del lavoro.

 

Questa massa di immigrati è stata molto salutare per le nostre aziende di produzione, per la maggior parte piccole, terziste e delocate, le quali dispongono di manodopera flessibile da utilizzare nei periodi di maggior picco lavorativo, ma che possono eliminare nelle fasi più critiche, consentendo un risparmio di giornate lavorate ed un respiro economico di tutto rilievo.

 

Dal punto di vista dell’integrazione sociale finora non sono emersi problemi stridenti di incompatibilità ed il controllo sociale è ancora sostanzialmente possibile, soprattutto riguardo al diffondersi di forme di microcriminalità, anche se questa estate vi è stata una serie di piccoli furti che qualcuno ha voluto addossare agli extracomunitari; ipotesi peraltro non ancora confermata. Finora non sono emersi nemmeno problemi di contrasti religiosi e razziali con la comunità extracomunitaria che non ha dato segni di comportamenti insofferenti o devianti.

 

In conclusione la considerazione che risulta più evidente riguarda il notevole salto demografico che il comune ha compiuto in questi 3 anni. Infatti, nel censimento del 2001 la popolazione residente risultava di 2.439 abitanti, attualmente ne conta 2.577, con un aumento di 138 unità. Per valutare la dimensione del fenomeno prendiamo a riferimento il dato di Sigillo, che nel censimento aveva 2.461 abitanti (22 in più di Fossato) ed oggi ne conta 2.492 (85 in meno). Gli immigrati residenti a Sigillo sono 100 e sono 128 meno che a Fossato. Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2000, su una popolazione residente con dati simili al censimento gli extracomunitari a Fossato erano 64 mentre a Sigillo 53. Successivamente vi è stata la regolarizzazione con la legge Bossi-Fini e dunque i conseguenti ricongiungimenti familiari ed il dato è lievitato celermente. Questo non solo ha consentito a Fossato di Vico di ripristinare una situazione demografica che lo aveva visto sempre prevalere, ma addirittura di surclassarlo con uno scarto consistente che probabilmente si accentuerà in futuro, grazie alle politiche di sviluppo edilizio intraprese dalla passata amministrazione con numerose iniziative che stanno andando in porto come il secondo corpo della cosiddetta Piazza di Osteria del Gatto, che prevede ulteriori 24 nuovi appartamenti.

 

Ottavio Giombetti


FOSSATO DI VICO

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Territorio ed immigrati

Territorio ed immigrati

Dati di un convegno delle ACLI


Sabato 30 ottobre si è svolto a Fossato di Vico, un convegno sull’immigrazione, promosso dalla Acli locali con il patrocinio del Comune di Fossato: La legge Bossi-Fini e i problemi di tutti i giorni. Dopo l’introduzione dalla responsabile dello Sportello Immigrazione dott.ssa Marta Ginettelli, in cui sono stati evidenziati tratti salienti del fenomeno migratorio locale, sono seguiti gli interventi del rappresentante degli immigrati, Billy Felix Jackson, che nel suo intervento ha sostenuto, che accogliere un immigrato non è solo un atto di umanità, ma anche una necessità e che, riferendosi alla sua esperienza personale ha dichiarato che a Fossato di Vico ove risiede con una famiglia, della quale va orgoglioso, è accolto dalla locale popolazione in maniera esemplare, trovando affetto, comprensione e disponibilità.

 

Alessandro Vestrelli, responsabile della sezione immigrazione della Regione Umbria, ha fatto notare come il fenomeno migratorio in Umbria sia la stabilizzazione. Mauro Monacelli, sindaco di Fossato di Vico ha ricordato che il fenomeno in percentuale raggiunge l’8,8%, molto più che a Gualdo Tadino e a Valfabbrica.

 

Giocondo Leonardi, direttore della Caritas diocesana, ha evidenziato come l’associazione, rispondendo alla sua missione educativa e promozionale della persona, agisce nell’emergenza, dando agli immigrati sostegno, vitto, alloggio, replicando ai bisogni primari, grazie ai diversi centri d’ascolto sparsi sul territorio e trovando appoggio anche nelle parrocchie affinché tutti abbiano qualcosa da mangiare, un minimo d’istruzione e una vita dignitosa.

 

I lavori sono stati abilmente condotti dal consulente legale del patronato Acli di Perugia Avv. Emilio Bagianti, che è riuscito ad indirizzare i relatori ad analizzare quelle che sono le normative vigenti in materia d’immigrazione, senza per questo addentrarsi nella successione dei cavilli legali, ma cercando di guidare la legge nei singoli casi quotidiani che si trovano a dover affrontare rapportandosi umanamente con l’altro.

 

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