L'ECO del Serrasanta Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia | N. 22 - 21 novembre 2004 | |||||
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Un'ordinanza problematica Il Comune di Gualdo Tadino ha emesso unordinanza che vieta di somministrare cibo, "sotto qualsiasi forma", ai piccioni e ai colombi, nei centri abitati della città e delle frazioni e per le modalità di somministrazione di cibo agli animali randagi. La necessità di questa ordinanza deriva da alcune lamentele pervenute al Comune per la presenza di guano legato ai piccioni, al randagismo di cani e gatti che "imbrattano marciapiedi, viabilità, luoghi di sosta e spazi verdi".
Nello stesso documento del Comune si legge che questi inconvenienti scaturiscono anche dalla presenza di alcuni cittadini che distribuiscono giornalmente alimenti ai colombi e agli altri animali randagi, ma anche alla mancata raccolta delle feci degli animali domestici.
Lordinanza nel particolare prevede che nelle vie e negli spazi pubblici, i cani dovranno essere condotti al guinzaglio, e i proprietari dovranno essere muniti di appropriati mezzi per la raccolta delle deiezioni. La stessa ordinanza del sindaco prevede lassoluta proibizione di somministrazione ai colombi di cibo sotto qualsiasi forma, nei centri abitati della città e delle frazioni e che chiunque voglia nutrire animali randagi, dovrà mettere cibo in un contenitore da porre in un angolo riparato, ritirandolo immediatamente dopo.
Che il problema dei piccioni esista è fuori discussione, e non solo a Gualdo Tadino: da quando mondo è mondo i "volatili" volano e sono liberi, e nel bene e nel male sono una realtà del mondo animale, tanto che costituiscono anche una fonte alimentare e fanno parte delle attività di allevamento domestico, tuttora praticata anche nelle nostre campagne.
Che si pensi di risolvere il problema delle loro deiezioni e delle necessarie pulizie, vietando di dar loro da mangiare lascia quanto meno perplessi: ognuno potrebbe fare in merito le più varie ed opinabili considerazioni; in città come Venezia potremmo osservare che il becchime si vende pubblicamente nei negozi del centro e per certi turisti alimentarne i piccioni costituisce un motivo di attrazione.
Diverso invece è il discorso sui cani, che ci trova perfettamente daccordo: i cani sono animali per cui esiste già un obbligo di censimento e che, in certi casi, possono essere anche pericolosi; porre dei limiti alla loro libertà di circolazione e lobbligo di raccolta delle deiezioni da parte dei proprietari è materialmente possibile ed auspicabile. | GUALDESITA' | |||||
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