L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 20 - 17 ottobre 2004

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  PROGRAMMI D'AUTUNNO 

Dai formaggi DOC di ottobre fino a Natale iniziative dell'Antica Civiltà Contadina

 

di Giuseppe Pellegrini


13acc0420.jpg (17310 byte)Sigillo celebra il "Terzo gran gala del formaggio", presso l’Albergo-Ristorante Dominus Hotel, Sabato 23 ottobre, un riconoscimento della "denominazione di origine controllata", e lo fa in grande stile, con una serie di eventi che, al via in questi giorni, proseguiranno fino alla primavera del prossimo anno.

 

Al "Terzo gran gala del formaggio", manifestazione che celebra il formaggio di questa terra umbra, seguiranno altre iniziative, che, per tutto il mese saranno una grande opportunità per gli appassionati oer conoscere quest’angolo di Umbria.

 

A novembre poi, seguirà l’appuntamento con "Per San Martino, ogni mosto è vino", una giornata all’insegna di un’antica usanza che avrà quali protagonisti eccellenti "braci, caldarroste, vino e formaggio".

 

A dicembre infine, sarà il momento del "focaraccio": Una legna non fa foco; due ne fanno poco; tre non c’è malaccio; e quattro un focaraccio. Fascino di notti sferzate dalla gelida carezza dei venti e rischiarate dal chiaro della luna e dal tremolìo delle stelle, mistero degli alti silenzi delle valli e dei monti, quasi assorti in un senso di aspettazione divina, ansia devota di credenti, con negli occhi visioni celestiali.

 

Con il 9 dicembre torna sciogliendo il suo inno di gloria, con la pioggia delle campane a festa, "La Venuta". Nei villaggi umbri e nelle borgate, bruciano, scoppiettanti nello sfavillìo dei ginepri e delle lecce, enormi "focaracci" per salutare la traslazione della casa di Nazareth nelle braccia degli angeli. La Venuta, nella semplicità della parola esprime tanta poesia e tanta fede. Poesia che solo chi l’ha goduta può apprezzare appieno e che rinnova, con il ricordo, le sensazioni dolcissime che negli anni più lontani gli inebriarono il cuore innocente. E dalle mète e dalle legnaie le fascine di torcoli di quercia e i ciocchi più nodosi volano nel carro perché durino, a cantar col fuoco, la gloria della Madonna.

 

Ultimo appuntamento dell’anno, il Natale bussa alle porte e s’indugia nei cuori con i ricordi del passato. Dovunque è un’aspettazione che irradia serenità festosa e calore di carità. Tornano i lontani per i quali è comando imperioso il detto paesano "Natale con i tuoi e Pasqua dove vuoi". Calano dai monti gli zampognari, che hanno sospeso l’opra e lasciato il gregge a pascere negli stazzi vicini a casa per portare a valle la gioia e la serenità delle nenie natalizie. Umili pecorai dalle "cioce" di pezza e dai costumi rossi, col cappellucio aguzzo e le giacche di capretto, perpetuanti la gloria dei pastori che per primi videro Gesù Bambino.

 

Vecchie usanze di provincia che fanno piangere di nostalgia e di tenerezza chi ne gustò l’incanto e la vita sospinse nel vortice della città, cullando un sogno antico, il ritorno.

 

Questi sono gli appuntamenti che il sodalizio dell’Antica Civiltà Contadina - Antichi Mestieri di Sigillo, propone a quanti, appassionati e non, intendono ritrovare il gusto delle antiche usanze, quei percorsi degustativi per gli amanti della buona cucina.

SIGILLO

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