L'ECO del Serrasanta Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia | N. 20 - 17 ottobre 2004 | |||||
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OSPEDALE E SANITA' Il ritorno con Gubbio: chieste garanzie alla Regione
Si va ormai spediti verso la costruzione del nuovo ospedale di Branca, sintesi degli ospedali di Gualdo e di Gubbio. Su questo tema si è appena aperto un dibattito, perché i contenuti del nuovo nosocomio dovranno rispondere alle esigenze del territorio ed alle nuove frontiere della medicina. A detta di molti, insomma, il nuovo ospedale di Branca non potrà e non dovrà essere una sommatoria dei due nosocomi esistenti a Gualdo Tadino e Gubbio, pena il rischio di essere già vecchio prima di aprire i battenti. Dovrà essere, invece, pensato e progettato, nelle sue linee interne, come struttura moderna ed efficace in grado di soddisfare lutenza soprattutto in quei servizi attualmente carenti o inesistenti.
Altro argomento è il passaggio di Asl. Lospedale di Branca è stato concepito come il nuovo ospedale Gualdo-Gubbio e non ha più senso che Gualdo Tadino continui a rimanere nella Asl folignate. Cè, quindi, unaccelerazione nel passaggio del nostro territorio alla Asl di Città di Castello per tornare insieme a Gubbio. Il sindaco si è augurato che questa decisione coinvolga anche Valfabbrica, oggi con Perugia. Il consiglio comunale di Gualdo Tadino si è occupato di questo argomento nella seduta del 6 ottobre. Il sindaco redigerà un protocollo di intesa con la Regione ed il direttore generale della Asl di Città di Castello per stabilire le condizioni del passaggio. Il protocollo, prima di essere approvato definitivamente, tornerà in consiglio comunale.
E nel frattempo? Nel frattempo va gestita lattualità quotidiana dellospedale Calai affinché possa continuare a mantenere un livello di eccellenza nellofferta di servizi allutenza. E non sempre è facile perché ci si scontra con le carenze di personale. Nel Piano Sanitario Regionale lospedale di Gualdo Tadino è considerato un ospedale di comunità (o di territorio). Quindi un ospedale con certe caratteristiche. Quella che ci è andata più di traverso riguarda la chirurgia, ed è la cosiddetta week surgery, in altre parole una chirurgia programmata. In pratica il reparto dovrebbe chiudere dalle ore 20 del venerdì e riaprire alle ore 8 del lunedì. I pazienti eventualmente ancora in degenza, per il sabato e la domenica, dovrebbero essere trasferiti in altri reparti. Questa disposizione, contenuta nel Piano Attuativo Locale, non è stata ancora attuata. Cè stata, però, unimmediata reazione a livello politico perché significherebbe lanticamera di una graduale chiusura della nostra chirurgia. Il PAL è stato approvato dalla conferenza dei sindaci nella riunione di giovedì 7 ottobre. Il sindaco ha chiesto ed ottenuto, però, linserimento di una postilla con la quale la Regione si impegna a tutelare il livello dei servizi dellospedale Calai.
I problemi? Carenza di personale. Le figure fisse che vanno in pensione o si trasferiscono altrove non vengono sostituite e si tamponano le esigenze con contratti di prestazione professionale che danno il senso di continua precarietà, perché il medico assunto con un contratto da libero professionista, non appena gli si presenta un posto fisso da altre parti se ne va.
La fotografia attuale è, più o meno, la seguente. In chirurgia, con il pensionamento del Dr Sepioni e la partenza del Dr Burzoni e del Dr Lazzaroni (trasferitosi al PS di Terni), sono rimasti il Dr Paci (primario), il Dr Micheletti ed il Dr Luzi, ai quali si aggiungono il Dr Bartolini (come consulente) ed il Dr Andreis (contratto da libero professionista) che cura un ambulatorio semiologico.
La cardiologia ha subito le partenze del Dr Provvidenza e del Dr Wee (dal 1 settembre). Può contare sul Dr Galiotto, la Dr.ssa Rey, il Dr Piccioni e il Dr Saba. Si è provveduto a tamponare con il Dr Cardile (contratto libero professionale), mentre la riabilitazione è seguita, provvisoriamente, dal primario Dr.ssa Mandorla (che, a scavalco, ha assunto anche il primariato a Gubbio). Per lemodinamica cè il Dr Scarpinato che opera due volte a Gualdo Tadino (mercoledì e venerdì) e tre volte a Foligno.
La radiologia può contare su tre medici: Dr Venarucci, Dr Bovini e Dr.ssa Pecci. Questultima è in maternità e viene sostituita con professionisti che vengono da Foligno. Il Dr Venarucci gestisce langiografo a metà con Foligno (tre volte a Gualdo Tadino e tre volte a Foligno). Non cè più tempo per lecodopller che, a Gualdo Tadino, momentaneamente, funziona esclusivamente come attività libero professionale, quindi a pagamento. Chi non vuol pagare deve recarsi negli ospedali vicini. Viene giudicato carente anche lorganico degli anestesisti (tre, di cui uno con incarichi istituzionali), mentre, al momento, non sembrano in particolare sofferenza la medicina (quattro sanitari, compreso il primario Dr Lombardi) e la pediatria (tre sanitari più il primario aziendale, il Dr Castellucci, che è primario anche a Foligno e Spoleto).
E la diagnostica? Discorso a parte. I tempi di attesa ci sono. La TAC, ad esempio, funziona soltanto tre volte a settimana (lunedì, mercoledì e venerdì). Tornerà alla normalità soltanto con il rientro della Dr.ssa Pecci. Ma per la diagnostica cè da fare un ragionamento più complesso. E stato, infatti, sperimentato il tentativo di aumentare lofferta, ma non sembra sia cambiato molto, le liste dattesa cerano comunque perché la domanda è sempre molto alta. Ed allora si sta cercando di avviare faticosamente una nuova strada: quella della riduzione della domanda. Nel 2003 nel laboratorio analisi di Gualdo Tadino, ad esempio, sono stati effettuati 48.316 prelievi (16.000 interni e 32.174 esterni) con un totale di 397.144 esami. In radiologia sono stati effettuati 13.607 esami, dei quali 3.960 ecografie, 1.965 TAC e 352 angiografie. Una quantità di lavoro imponente per una popolazione non certo molto numerosa. Alcuni di questi esami hanno riguardato pazienti venuti da fuori, ma la stragrande maggioranza erano del nostro territorio. La domanda che ci si comincia a porre è la seguente: tutti questi esami erano veramente indispensabili? Con una selezione più accurata forse qualche esame non si poteva evitare? La risposta è sì ed è su questa scrematura che si comincia a lavorare coinvolgendo tutti i sanitari del territorio. | PRIMO PIANO
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