L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 20 - 17 ottobre 2004

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Quel cinico: "Ha fatto bene!"


03giochi0420.jpg (23028 byte)I Giochi 2004, in cui è successo di tutto, sono passati all’archivio lasciando uno strascico di polemiche e non pochi motivi di riflessione; senza avere la pretesa di salire in cattedra per imporre un nostro punto di vista ci limitiamo a fare alcune riflessioni, anche se non saranno gradite da quanti considerano "intoccabili" e "tradizione" aspetti di una realtà che invece deve essere necessariamente toccata e rivista, se si vuole che i Giochi crescano ed abbiano un avvenire.

 

Prima di tutto è necessario che i Giochi tornino ad essere "giochi", disintossicandoli da aspetti agonistici che hanno raggiunto l’aspetto della "faida medievale". Quanto ha esternato pubblicamente il gonfaloniere nella lettura del bando, riferendosi a cose al limite della legalità, non sono ammissibili e basta! E' inutile fare i furbi ed i furbetti per fregare gli altri, scherzando con il codice penale.

 

Il pericolo corso da chi "miracolosamente" è uscito incolume dall’incidente di cui è stato protagonista il carretto di Porta San Facondino (non solo i conducenti) dimostra che i Giochi non possono essere più disputati negli spazi ristretti del centro; figurarsi quante gambe rotte si sarebbero contate, se in Via Calai dove per l’incidente sono state danneggiate delle strutture murarie, si fosse assiepato il grande pubblico di precedenti edizioni, che è stato tenuto lontano dal maltempo.

 

Ciò che è accaduto fra i due fantini, uno dei quali finito in ospedale con lesioni destinate a residuare postumi permanenti, anche se il regolamento dei Giochi lo consente, non lo consentono le norme di civile convivenza né il codice penale. Pertanto è necessaria una congrua revisione del regolamento della manifestazione, prima che in una prossima edizione si giustifichi un duello rusticano per evitare un sorpasso.

 

L’entusiasmo giovanile è la linfa che alimenta i Giochi; tuttavia il coinvolgimento di minorenni in vicende che possono degenerare fino ad assumere carattere penale (siano essi protagonisti attivi o passivi) implica l’esigenza di una loro "educazione" a quanto richiede il ruolo che viene loro assegnato: le chiacchiere "perbenistiche" e pseudoculturali fatte davanti ai microfoni, da chi si sente "personaggio" per un giorno, sono "alibi" che non reggono se non sono suffragate anche dai comportamenti conseguenti.

 

E, infine, aggiungiamo che tutta la macchina della manifestazione deve dimostrare consapevolezza di ciò che i Giochi vogliono essere; non si può dire "I Giochi sono cresciuti", finché continuano ad essere una vicenda da "carrettieri" e "somarai" più o meno sobri, peggiore di quelle che si svolgevano sull’Appennino quando pastori e boscaioli si affrontavano per questioni di pascoli e di confini.

 

E quanto sia necessario questo cambiamento di mentalità è dimostrato dal commento di un "addetto ai lavori" che, in merito al colpo inferto dal fantino al rivale uscito malconcio dalla corsa a pelo, ha sentenziato "Ha fatto bene!": un giudizio cinico che da solo testimonia quanto sia infimo il valore morale di certi personaggi dell’ambiente, ovviamente senza generalizzare e colpevolizzare quanti per la miglior riuscita della manifestazione lavorano con senso di responsabilità ed in silenzio e che meritano plauso ed apprezzamento.

 

Ecco, se i Giochi devono crescere, non è sufficiente la "ricerca" culturale, se poi non viene messa in pratica; le giostre medievali infatti erano improntate al rispetto dell’avversario ed alla cavalleria, non ai sotterfugi ed alle furbate. E soprattutto debbono tornare ad essere dei Giochi, a cui si partecipa ed assiste con gioia ed entusiasmo e senza motivi di astioso rancore, che della città non offrono l’immagine migliore.

 

(V.A.)


PS: Nell’ultimo numero abbiamo effettuato la "somarata" di indicare in 10 il numero dei pali vinti da Porta San Donato; un errore del quale ci scusiamo con i lettori.

 

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GIOCHI

 

Fazi: un'altra data

 

Un Ente più forte ed autorevole

 

Amarezza di priore

 

Giochi, osservazioni e proposte

 

Fazi: un’altra data


La presente nota potrebbe essere intesa come una inutile provocazione o l’inizio di una proficua discussione su una vicenda di sentita attualità. Trattasi di una mia proposta atta a modificare la data di attuazione dei Giochi de le Porte.

 

Sono ormai alcuni anni in cui il periodo dell’ultima domenica di settembre e i giorni precedenti trova impietoso e cinico riscontro nelle avversità atmosferiche che alterano lo svolgimento della manifestazione con giornate beffa e delusione delle aspettative di tanti giovani e di quanti con autentica passione si sacrificano per un anno intero per il miglior esito di essa. Senza parlare del danno economico e l’altro genere che ne deriva.

 

E' la mia ferma convinzione che le avversità climatiche di quei tre giorni non sono episodiche e straordinarie, ma cicliche periodiche e ripetitive per lo stesso periodo e che esse si inquadrano in altri episodi naturali di clima; mi riferisco alle così dette estate di San Martino, prima settimana di novembre, alle 4 giornate della merla (le più rigide del nostro inverno che cadono sistematicamente negli ultimi giorni di gennaio), senza citare altri ricorrenti e marcati episodi, noti agli esperti e addetti dei lavori.

 

Per avere conferma e smentita di quanto sopra e sulla conseguente opportunità di spostare ad altra data il programma della manifestazione entrata nel cuore e nel costume dei gualdesi, si potrebbe sentire il parere di esperti che seguono sui dati statistici i capricci del clima.

 

Per entrare in argomento e nel rispetto delle tradizioni storiche e religiose, proporrei tre giorni della prima settimana di settembre, sicuramente al riparo delle malefiche compresenze che hanno funestato la recente esperienza. Il dato è tratto.

 

Angelo Fazi

 

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Un Ente più forte ed autorevole

Contro i furbi ed i prepotenti regole chiare applicate fino in fondo


Visto il pochissimo spazio dedicato dalla redazione de L'ECO all’ultima edizione dei Giochi de le Porte, mi permetto di dire la mia sull’argomento che, in questi giorni di commenti post-gara, sta monopolizzando l’attenzione dei portaioli, cioè l’armonia che è pericolosamente latitata tra le quattro Porte durante tutto il mese di settembre. Diciamo subito che - essendo i Giochi una competizione a tutti gli effetti e per vincere la quale tante persone si sacrificano tutto l’anno - è normale una certa animosità ed un certo agonismo per poter raggiungere l’ambito drappo.

 

Del resto, se assistiamo alla Giostra della Quintana oppure vediamo in TV lo straordinario spettacolo del Palio di Siena, sappiamo che polemiche, tensioni e risse tra portaioli sono quasi all’ordine del giorno; non c’è nulla di scandaloso in questo, a patto che, terminata la "tenzone", tutto rientri nella normalità (" ... e che soprattutto vinca Gualdo", come recitavano tutti i bandi, almeno fino a qualche anno fa).

 

E' proprio questo, secondo me, il tasto dolente: si è un po’ perso il senso di appartenenza a "Gualdo", essendo a settembre chi di una Porta, chi di un’altra; ed allora ecco che, come ha giustamente rilevato il gonfaloniere Fausto Paciotti, la furbizia e la prepotenza prendono il sopravvento sulla "cavalleria", non ci si complimenta più con l’avversario che è stato più bravo, perché avrà di sicuro barato con il somaro, e cosi’ via, in una spirale senza fine, magari attendendo l’abusiva partita di pallone per "regolare i conti".

 

Fermo restando che, comunque, il buon esempio deve essere dato, oltre che dai priori, anche dai giocolieri e, soprattutto, da fantini e somarai, andati ultimamente un po’ sopra le righe, l’unico deterrente a non far degenerare il tutto rimane quello delle sanzioni. Nelle prove i fantini si prendono a frustate? Si squalificano e la domenica non corrono. San Martino porta il somaro in piazza a fare dressage? Come sopra e arrivederci all’anno prossimo. Lo stesso dicasi per chi non rispetta i tempi nelle prove, impedendo agli altri di usufruire del medesimo diritto.

 

Occorre però, per far questo, un Ente Giochi forte, autorevole, che prenda decisioni al di sopra delle parti ; per chi si fa beffe dei regolamenti e per chi non rispetta gli avversari e lo spirito - bellissimo - dei Giochi, si adottino decisioni anche drastiche, che non potrebbero essere prese, per esempio, dai giudici di Porta.

 

Per quanto riguarda il maltempo, invece, secondo me una cosa positiva (una sola, sia chiaro!) l’ha portata; sto parlando del fatto che, essendoci stati pochi turisti, sabato e domenica i gualdesi si sono riappropriati delle taverne (siamo o non siamo una "città" di 15.000 abitanti?), gli anni scorsi quasi impraticabili per la ressa e per le file, ed il vedere la domenica sera, a tarda ora, più di 1000 gualdesi in piazza, mi fa pensare che, al di là di trombe d’aria, di incomprensioni e di liti, la gente di Gualdo vuole bene ai Giochi.

 

Insomma, il malato non è grave; ma bisogna dargli un’aspirina, per far si’ che torni in piena forma il 23 settembre 2005.

 

Lunga vita ai Giochi de le Porte!

 

Alberto Morini

 

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Amarezza di priore

Salvatore Zenobi sui giochi 2003


Caro Direttore,

 

le questioni tecniche riguardanti l’impaginazione e la stampa de L’ECO del Serrasanta, in edicola subito dopo i Giochi, hanno sicuramente impedito una visione approfondita delle immagini dell’edizione 2004 del Palio di San Michele arcangelo. Mi riferisco in particolare alla corsa con il carretto finita per i colori gialloverdi ancor prima di iniziare.

 

Purtroppo a causare l’incidente - in cui hanno rischiato grosso sia l’auriga Domenico Frillici e il frenatore Edoardo Angeli nonché il somaro Nando, fortunatamente usciti pressoché indenni dalla grande botta - non è stata né la sfortuna, né la foga, né la strada bagnata ma il gesto sconsiderato e, mi permetta, stupido di uno spettatore che non ha trovato di meglio che agitare un ombrello aperto in mezzo alla strada al momento del passaggio del carretto di San Facondino.

 

Da qui lo spostamento del somaro che punta decisamente verso la cartolibreria di via Calai, senza che Domenico Frillici riesca a farlo tornare nella giusta traiettoria. Un gesto che, torno a ripeterlo, ha messo a repentaglio l’integrità fisica di due persone (compreso un ragazzo di sedici anni) e del somaro, nonché del dipendente comunale che si trovava lungo il percorso per ragioni organizzative.

 

Non abbiamo fatto polemiche, non abbiamo fatto scenate, anche perché per noi era più importante la salute di chi era sul carretto. Oggi, a mente fredda, come Porta stiamo valutando un’azione legale nei confronti di questa persona che, dai filmati e dalle testimonianze, è stata identificata come autrice del gesto. Tutto questo a onor di verità per un andamento del Palio 2004 che sicuramente non è stato ricco di soddisfazione per i colori gialloverdi.

 

Approfitto dell’ospitalità che vorrà accordare a questo mio intervento per ringraziare, a nome mio e della priora Moira Viventi, tutti coloro che hanno lavorato per Porta San Facondino, all’interno della taverna, nel corteo storico, nelle sartorie, i tamburini, i giudici, i membri della commissione tecnica, e tutti i giocolieri. In tutto quanto è dipeso dall’abilità umana e dall’impegno dei portaioli il bilancio gialloverde è stato più che positivo.

 

Un bilancio positivo con i risultati ottenuti dalla taverna e la vittoria quale miglior corteo storico che hanno mitigato in parte l’amarezza per l’andamento del Palio. Mi permetta in ultimo, ma non in ordine d’importanza, di ringraziare il Notaio Antonio Fabi, che ha concorso anche quest’anno al premio per il miglior corteo storico. Speriamo - anche se ne sono certo - che il nostro corteo sia stato all’altezza del premio da lui messo in palio.

 

Per quanto riguarda gli altri dibattiti aperti subito dopo i Giochi 2004, ritengo che l’Ente Giochi e le quattro Porte debbano fare un’approfondita riflessione su quanto è successo, convinto altresì che tutti insieme abbiamo la forza per reagire e superare tutte le difficoltà.

 

Cordiali saluti

 

Il Priore

Salvatore Zenobi

 

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Giochi, osservazioni e proposte


Era l'anno 1970 e nella nostra città veniva ripresa una antichissima tradizione, che vedeva i cittadini gualdesi, divisi nelle quattro porte, contendersi un Palio in onore del compatrono San Michele Arcangelo.

 

Avevo solo dieci anni ed ho un vago ricordo di quella manifestazione, che seguii sulla Piazza Martiri, no piazza grande, insieme a mio padre e di cui ricordo la lettura del bando di sfida, fatta dalle scalette di ingresso della Cattedrale di San Benedetto.

 

Erano i primi anni in cui il palio era esclusivo appannaggio di San Facondino, il cui somaro otteneva dei tempi straordinari sul percorso, rispetto a San Benedetto, porta alla quale appartengo, che invece non arrivava mai. Ho vissuto in quegli anni le tensioni, le problematiche, le discussioni accese, le difficoltà che incontrava una porta ad organizzare una tale manifestazione. Intanto questa cresceva e San Benedetto arrivava sempre ultimo.

 

Impegni familiari e di lavoro mi hanno portato ad allontanarmi da una partecipazione attiva alla vita della porta, ma in questi anni ho visto la manifestazione crescere progressivamente, con la strutturazione delle taverne, anche se il terremoto ha rovinato due di esse, con una sfilata storica che si è arricchita di stupendi vestiti e di fantastiche allegorie, con i giocolieri sempre più precisi nel tiro, quest'anno si è arrivati nel tiro alla fionda ad un bersaglio di 15 cm. di diametro, con i somari che si contendono il primato sul filo dei secondi.

 

Ho visto anche finalmente vincere Porta San Benedetto, con mia notevole soddisfazione, ed anche quest'anno il Palio si è deciso all'ultima gara. Una manifestazione che, a mio giudizio, ritengo stupenda.

 

Ora tutto questo è stato rovinato in questi ultimi anni dalle cattive condizioni atmosferiche. Sono tre anni che la sfilata storica, con tutto il lavoro fatto per organizzarla, non viene effettuata di domenica a causa della pioggia. Quest'anno, poi, la pioggia ed il vento sono arrivati proprio dal venerdì, causando notevoli disagi per la sfilata dei tavernieri e l'attività delle taverne. I Giochi delle Porte vengono disputati l'ultima Domenica di Settembre. Vengono da fare alcune considerazioni:

  1. la data di svolgimento non è sempre la stessa, vedi Ceri di Gubbio o altre feste, ma varia al cadere dell'ultima domenica di Settembre;

  2. pur chiamandosi Palio di San Michele Arcangelo, raramente accade che questo si disputi il 29 settembre, ricorrenza del Santo;

  3. il giorno di San Michele Arcangelo non è festivo da noi, come lo è la solennità del Beato Angelo.

Allora perché non valutare di anticipare la festa all'ultima domenica di agosto o la prima di settembre, dove le condizioni atmosferiche dovrebbero in ogni caso essere migliori; oppure se si vuole proprio effettuare i Giochi in prossimità della solennità del Santo, ma non il giorno stesso, perché non anticipare almeno il Corteo storico, che in questi ultimi anni di domenica non si è più fatto?

 

La mia non vuole essere una polemica, ma solamente uno spunto su di una problematica che i gualdesi sentono molto. Da ultimo lancio un sasso: "Credete ancora che i Giochi possano essere fatti al centro storico?".

 

Umberto Balloni

 

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