L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 20 - 17 ottobre 2004

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Intervista a Roberto Morroni, capogruppo di Forza Italia

Riflessioni e proposte sul momento politico ed economico della città

 

Intervista a cura di Valerio Anderlini


02rmorroni0420.jpg (13182 byte)A quattro mesi dalle elezioni quale valutazione dà del risultato elettorale?

 

Dovevamo recuperare, e lo sapevamo, una distanza elettorale enorme. Non siamo riusciti a fare il miracolo, ma ci siamo andati vicino; un processo politico nuovo si è innescato ed ha preso forma e oggi, grazie al voto di giugno, la prospettiva di costruire un ricambio e un’alternativa nel governo della città è più vicina e fattibile.

 

Come considera la dichiarazione del Sindaco che con lui ha vinto "la Gualdo vera!"

 

Un’affermazione infelice e faziosa; credo che il 45% dei gualdesi meriti ben altra considerazione e rispetto, da parte di chi è chiamato a svolgere una responsabilità nell’interesse dell’intera collettività.

 

Quali i dati che vi hanno dato soddisfazione?

 

Al centro abbiamo conseguito una bella vittoria e questo è politicamente rilevante. Inoltre, assumono un forte rilievo i successi nei due seggi periferici di San Pellegrino e di Vaccara-Palazzo.

 

Pensa che la divisione con il Nuovo Rosone abbia condizionato le chance di vittoria?

 

Mi sono impegnato fino all’ultimo per scongiurare una frammentazione che consideravo un errore. Anche il rifiuto della proposta di apparentamento in vista del ballottaggio mi è apparsa politicamente incomprensibile. Comunque, tutto è oramai alle spalle. Mi stimola di più guardare avanti e puntare a ricostruire un terreno di confronto e di lavoro comune che consenta di recuperare l’apporto dell’UDC.

 

Come valuta l’esperienza delle liste che hanno sostenuto la candidatura Matarazzi?

 

Spero che la sconfitta elettorale subìta non determini cedimenti nelle ragioni che hanno condotto quelle forze politiche a sganciarsi dall’attuale maggioranza. Un eventuale "ritorno a Canossa" equivarrebbe a dire: "... abbiamo scherzato ...".

 

Il nuovo sistema elettorale ha accentuato l’importanza dei candidati alla carica di sindaco. Come ha vissuto il risultato elettorale sul piano personale?

 

Dopo dieci anni di assenza dalla politica e considerando i due mesi e poco più che ho avuto a disposizione per la campagna elettorale mi ritengo più che soddisfatto e ringrazio per la fiducia e l’attestato di stima che i gualdesi mi hanno voluto indirizzare. Voglio rassicurare i tanti cittadini che, dopo l’esito del voto, mi hanno sollecitato a non mollare e proseguire nel mio impegno: è un incitamento che ho raccolto e che ha consolidato in me la volontà di continuare nel cammino intrapreso. Ho vissuto e vivo la tappa delle elezioni, alla luce dei risultati raggiunti, come un valido punto di partenza.

 

Come vede la maggioranza in questi primi mesi di attività?

 

In linea, ahimè, con le aspettative: una giunta debole e confusa sul piano politico e vaga sul terreno programmatico.

 

A cosa fai riferimento in particolare?

 

C’è un conflitto in atto. I Ds hanno mal digerito l’erosione elettorale subìta a vantaggio dei socialisti gualdesi e sembrano decisi a riaffermare la loro leadership negli indirizzi e nelle scelte della maggioranza. E’ questa la partita che si sta giocando. La questione Rocchetta è da questo punto di vista emblematica. Sono stati i Ds ad imprimere un’accelerazione alla vicenda e a tracciarne la linea trascinando su determinate posizioni il sindaco e l’intera maggioranza. Vedo una traiettoria destinata a spingere la compagine socialista sempre più all’angolo.

 

Perché parla di vaghezza programmatica?

 

Le linee programmatiche presentate dal sindaco hanno evidenziato un deficit su due versanti: manca un disegno organico, un’idea precisa, della Gualdo Tadino che si vuole costruire; in secondo luogo, le poche scelte indicate con un po’ più di precisione, penso ad esempio al Centro servizi, ripropongono vecchie ricette. Insomma, niente di nuovo sotto il sole.

 

Come giudica i segnali di crisi del nostro tessuto economico?

 

Quella economica è la questione centrale. Dobbiamo affrontarla facendo nostro un assunto fondamentale: sviluppo è sinonimo di cambiamento. I segnali di crisi già presenti e quelli che si vedono all’orizzonte sollecitano la messa in campo di una forte capacità di cambiamento che deve sapersi sintonizzare con i mutamenti che stanno ridisegnando lo scenario economico mondiale. E’ una sfida complessa, impegnativa, ma ineludibile e soprattutto gravida di nuove opportunità. Dobbiamo aprire un vero e proprio "cantiere" per ripensare e dare corpo ad un nuovo modello di sviluppo per il territorio; l’ho affermato in campagna elettorale e ne rimango convinto.

 

Quali sono le strade da percorrere ?

 

Dobbiamo stimolare e favorire un processo di riposizionamento nel mercato di una parte significativa della produzione del comparto ceramico, ricercando contenuti innovativi e di qualità.

 

Questo richiede ricerca, capacità di investimento, valorizzazione delle professionalità ed anche un ripensamento dell’identità dimensionale e organizzativa delle imprese che, così com’è oggi, appare sempre più inadeguata.

 

Nel suo programma elettorale si poneva l’accento anche sullo sviluppo turistico ...

 

Su questo fronte registriamo un ritardo abissale. L’OMT (Organizzazione mondiale per il turismo) stima per i prossimi anni un aumento fortissimo dei flussi turistici e l’Italia e, al suo interno, la nostra Umbria sono tra le realtà destinate potenzialmente a beneficiare maggiormente di questi incrementi. Dobbiamo entrare in questo circuito e per farlo occorrono scelte, investimenti che facendo leva sulle nostre risorse, vocazioni e potenzialità ci consentano di evidenziare una nostra specifica e apprezzabile identità. Dobbiamo puntare al binomio salute-benessere e inserirci in questo circuito turistico; abbiamo le carte in regola per costruire un’identità valida e distintiva in tal senso. Con i nuovi collegamenti viari saremo a meno di mezz’ora di macchina da Perugia e a un’ora e mezza da Roma e questo accresce l’interesse e il rilievo delle prospettive che si possono aprire.

 

Nel suo programma vi è un forte accenno alla formazione professionale ...

 

L’investimento nel capitale umano è nel mondo odierno una fattore strategico. Dobbiamo accrescere e qualificare gli sforzi nella formazione e riqualificazione professionale, elevando i contenuti di conoscenza e professionalità di chi è nel mondo del lavoro o si prepara a entrarvi.

 

Dobbiamo favorire lo sviluppo di uno spirito di iniziativa e stimolare la diffusione della voglia di fare impresa, di intraprendere, per ampliare la base imprenditoriale del nostro territorio. E’ un compito che deve vedere in prima fila il ruolo attivo dell’Amministrazione comunale.

 

Questione Rocchetta: i Gruppi consiliari di F.I. e A.N. nel consiglio comunale aperto sull’argomento hanno presentato due documenti. Qual è la vostra posizione?

 

Guardiamo con attenzione e interesse alla presenza di questo importante Gruppo e all’ipotesi di un suo ulteriore sviluppo, prospettiva che però subordiniamo, in maniera pregiudiziale, ad una verifica della compatibilità rispetto all’esigenza di salvaguardia dell’approvvigionamento idropotabile del territorio. A questo riguardo, attendiamo il rapporto preliminare e quello finale dello studio che la Giunta Regionale ha affidato all’ARPA per esprimere il nostro parere.

 

La vicenda Rocchetta riporta alla ribalta il Rio Fergia e il Comitato ...

 

Le ragioni che condussero nel 1993 alla stipula di un protocollo d’intesa a salvaguardia del Rio Fergia, mantengono intatta la loro validità. Pertanto, va rispettato lo spirito e il contenuto di quel protocollo.

 

Nel consiglio comunale aperto avete posto l’accento anche sulla necessità di

un nuovo rapporto tra il Gruppo Rocchetta e la vita della città ...

 

E' una questione rilevante, da mettere in agenda sin da subito, indipendentemente dall’ipotesi di potenziamento dell’impianto. Il nostro intento è di determinare le condizioni affinché la presenza di questa importante realtà industriale possa produrre per i gualdesi ricadute in termini di sviluppo più significative e tangibili di quanto è stato fino ad oggi, determinando, tra l’altro, un clima di maggiore e positiva integrazione tra la città e la Rocchetta, utile a tutti. Per questo abbiamo invitato il sindaco e la giunta ad aprire un tavolo di confronto con il gruppo Rocchetta per giungere ad un "protocollo d’intesa" che stabilisca il criterio per definire in misura certa e quantificabile un contributo economico annuale in favore della comunità gualdese e le aree di intervento cui destinare tali risorse. Ritengo che una tale prospettiva trovi l’attenzione e la sensibilità del Gruppo Rocchetta.

 

E il secondo documento in tema di acque minerali?

 

Lo slogan è: "Fare come in Toscana"! La Regione Toscana ha approvato una legge per il settore delle acque minerali introducendo forti novità come il trasferimento ai comuni della titolarità nell’adozione delle scelte che determinano lo sfruttamento commerciale di questa risorsa e la corresponsione sempre ai comuni dei canoni di ricerca e di coltivazione; quest’ultimo può variare da 0,50 a 2,00 euro a mc. In Umbria, invece, il tutto fa capo alla Regione. Nostro intento è far partire da Gualdo Tadino un’iniziativa che porti a una revisione della legislazione in materia anche in Umbria, seguendo l’esempio della Toscana. Coinvolgeremo nel progetto tutti i comuni interessati allo sfruttamento delle acque minerali.

VITA AMMINISTRATIVA

 

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