L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 19 - 3 ottobre 2004

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Riemergono le mura del vecchio convento

 

di Giuseppe Pellegrini


Il 31 gennaio del 1650, i padri conventuali Tirello e Baldeschi, redassero una "Storica relazione" su Sigillo, sulle chiese di S. Agostino, S. Caterina, S. Giovanni Battista e sui beni del convento. Nella relazione si legge: "Sigillo è terra nella giurisdizione di Perugia, fuori del Contado, cinta di mura e chiusa da quattro porte, nella strada Romana, passaggio di posta, di fuochi n. 350, et hoggidì nutre anime 1620. Entro a questa terra è situato un Monastero dell’Ordine di S. Agostino eremitano, delle cui origini o fondatione altra cognitione non si have, fuori di quella avvisata nelle annotazioni del Rev. mo. Petrelli, Generale defonto, et conservata nella memoria delli etadi, che riferiscono fusse "antichissimo romitorio", come dalle vestigia della vecchia construzione si palesa et che havesse l’esistenza pria più molti (anni), dell’istessa terra, la quale perciò sortisse nome Sigillo, per che sparse le habitationi, nelli colli vicini, dette velle sigillate, s’unirono tutte in questo loco et quivi in uno sigillorno l’habitato.

 

Ha l’antica chiesa sotterranea, sotto il titolo et invocatione di S. Caterina, come dalle scritture et uso del sigillo si trahe; ma la chiesa superiore d’oggidì gode del titolo di S. Agostino, Avvocato della Comunità, che si festina e si fa pubblica fiera (28 agosto). La struttura d’ambe le chiese et muraglie fondamentali, come anche del monastero, sono di pietra viva, quadrata, antichissima, quasi infrangibile. Le habitationi sono sotto e sopra; nelli di sotto scorgesi l’antichità, distinte n. 10; nelle di sopra n. 12, aggiustate secondo la vicendevolezza dei tempi.

 

Sta un’altra chiesa fuori delle mura, contigua però alle dette mura, sotto il titolo di S. Giovanni Battista, a cui era congiunto un chiostro di monache del detto ordine agostiniano, come per scrittura di centinaia d’anni si scorge, la cui fabbrica distrutta, restando in piedi la sola chiesa di qsta (questa). Li frati restorno sempre possessori, et turbati nell’anno 1466, furono rimessi al pacifico possesso, con breve pontificio di Papa Paolo II, diretto al Vescovo diocesano di Nocera, nominato Giovanni (Giovanni Marcolini di Fano, vescovo di Nocera dal 1444 al 1472). Il numero già de religiosi, per registro di libri et istromenti furono 12 et in ogni etàte parlo più ragguardevoli; oggi sono ridotti a 9 figli di casa, cioè 6 sacerdoti et tre laici professi, che sono li padri Paolo Baldassarri, Fernando Tosi, Serafino Schimberna, Ippolito Mandolini; et de laici professi frati Francesco Piergentili, Andrea Canafoglia, Agostino Carbonesci, dei quali hora solo 7 vi habitano di famiglia, per carestia de religiosi, supplicandosi per ciò la Sacta Gongregazione concedere che ve ne siano, onde il decoro del loco et il raguardevole del Monastero non resti denigrato, massimo che due del detto monastero sono septuagenari. Possiede cinque Poderi lavorativi di grano, biada, sodo, di misura mine 180, che rendono per parte domenicale, calcolati 6 anni, grano mine 100, calcolato un anno per l’altro, paoli 18 e scudi 0, orzo mine 13, valutati il terzo meno del grano scudi 25,60".

 

I lavori di costruzione della Casa per Anziani, Casa Benedetta, stanno riportando alla luce le fondamenta del Convento. Certamente non si può considerare un reperto antico, ma, settecento e più anni, li porta benissimo. Fa tenerezza vedere queste enormi mura tornare alla luce dopo tanti anni di oblio.

SIGILLO

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